Gli
ebrei messianici (I)
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di Antoinette Brémond
Un
argomento scottante per tutti. E tuttavia, poiché esistono,
bisogna parlarne. Degli ebrei cristiani che credono che Gesù è
il Messia d'Israele e che, continuando a dirsi ebrei e condividendo
la fede cristiana, non vogliono «cambiare religione».
Situazione difficile, perché per le autorità rabbiniche
loro non sono più ebrei, e per i cristiani delle chiese
tradizionali.... sono veramente cristiani? E perché non sono
semplicemente cattolici, protestanti o ortodossi? Qualche volta,
quello che sembra «del tutto semplice» diventa
problematico! Se non ci fossero stati degli ebrei che hanno
riconosciuto nell'ebreo Gesù il Messia d'Israele, non ci
sarebbero mai stati dei cristiani, dei pagano-cristiani. Sono stati
necessari quegli ebrei che vivevano 2000 anni fa in Galilea per dire:
«Colui di cui è scritto nella legge di Mosè e nei
Profeti, noi l'abbiamo trovato. E' Gesù, figlio di Giuseppe,
di Nazaret» (Gv 1.45). Che cosa c'è di strano nel fatto
che degli ebrei di oggi, e per di più in Israele, lo scoprano,
lo riconoscano come Messia d'Israele e desiderino parlarne alle
persone intorno a loro? Una volta si parlava di giudeo-cristiani,
oggi loro si fanno chiamare ebrei messianici.
Storia
Mentre
nei primi secoli della nostra era i giudeo-cristiani, chiamati
nazareni e poi cristiani, facevano parte di quella molteplicità
di facce del giudaismo dell'epoca, molto presto furono espulsi dalle
sinagoghe. In effetti, dopo la distruzione del Tempio nel 70, i
farisei eliminarono tutte le «sette» ebraiche.
Nei
secoli seguenti gli ebrei che abbracciano la fede cristiana si
integrano nella Chiesa delle nazioni perdendo la loro identità
ebraica, sia per la Sinagoga, sia per la Chiesa. «Tu non sei
più ebreo, tu sei cristiano, tu hai cambiato religione».
Questa realtà è sempre attuale nel popolo ebraico: «Un
ebreo che si converte a un'altra religione rompe ipso facto la
sua appartenenza al nostro popolo», diceva il 20 ottobre 1998
il Grande Rabbino Samuel Sirat.
Per la
Chiesa era lo stesso. Lei voleva che ci fosse una distinzione netta
tra Israele e la Chiesa. Per esempio, nel Sinodo di Nicea II (730) fu
deciso che ogni espressione di fede ebraica sarebbe stata bandita
dalla Chiesa: la circoncisione, lo Shabbat, le feste ebraiche. Ancora
una cinquantina di anni fa, un ebreo, per essere battezzato, doveva
abiurare dal suo ebraismo.
Nel 1813, in
Inghilterra, dei cristiani di origine ebraica, per differenziarsi dai
cristiani delle nazioni, fondano i "Benei Abraham",
un'associazione di ebrei cristiani. In seguito, nel 1865, vede la
luce l'"Unione cristiana ebraica", formata da ebrei che per
la loro origine e la loro fede in Gesù Messia d'Israele si
considerano i successori dei primi discepoli. Nel 1866 queste due
associazioni si uniscono e formano l'"Alleanza cristiana
ebraica".
Dopo la Gran Bretagna è
la volta degli Stati Uniti, dove si crea l'"Alleanza cristiana
ebraica americana" con la stessa visione di riunire i cristiani
di origine ebraica e di annunciare il Messia agli ebrei. Nel 1930
queste due Alleanze si federano in una "Alleanza cristiana
ebraica internazionale". I suoi membri si differenziano dai
cristiani per la loro pratica vicina all'ebraismo. Nel 1939 sono
circa 100.000, raggruppati in assemblee autonome, numerose
soprattutto negli Stati Uniti. Questi cristiani ebraici a poco a poco
arrivano a farsi chiamare ebrei messianici. Questo termine sottolinea
nello stesso tempo la specificità dei credenti usciti
dall'ebraismo e il loro desiderio di accentuare la continuità
senza rottura con la loro origine. Non si considerano come ebrei
convertiti, ma come ebrei compiuti o ebrei credenti.
Nel
1965 questa alleanza diverrà l'"Alleanza Internazionale
degli Ebrei Messianici" (IJMA). Molto attenti alle profezie e
alla loro realizzazione nella storia contemporanea, questi ebrei
messianici vedono nella creazione dello Stato d'Israele nel 1948 il
ritorno degli esiliati, nella vittoria israeliana del 1967 e nella
riunificazione di Gerusalemme un «segno dei tempi» (Lu
21,24) che annuncia la seconda venuta del Messia.
Il
gruppo più conosciuto, anche se minoritario e molto
controverso, i «Jews for Jesus», agisce in due direzioni:
aiutare i cristiani a ritrovare l'origine della loro fede e
annunciare agli ebrei il Messia.
In
Francia, l'Alleanza messianica francese conta qualche centinaio di
membri.
In Israele
Nel 1948 arriva in
Israele un anziano medico coloniale, ebreo di nascita, Zeev
Koffsmann. Durante il suo mandato in Costa d'Avorio era entrato in
contatto con la chiesa pentecostale e aveva, insieme a sua moglie,
riconosciuto Gesù come il Messia d'Israele, continuando a
considerarsi in tutto e per tutto come ebreo. Rimosso dal suo posto
dalle autorità di Bichy durante la seconda guerra mondiale, si
sente spinto a venire in Israele e a fondarvi un'assemblea
messianica: «L'assemblea messianica ha lasciato Gerusalemme nel
70 con il popolo ebraico nel momento dell'esilio, e vi è
ritornata con il popolo nel 1948», diceva. E' a lui che si deve
il termine "messianico" per caratterizzare gli ebrei che
credono in Gesù. Nel 1950 fonda l'"Assemblea messianica
d'Israele", che diventerà l'"Assemblea messianica di
Gerusalemme", con il desiderio di far rivivere la Chiesa
primitiva restituendo alla fede cristiana la sua vera origine e il
suo stile di vita ebraico. Zeev pensava che in avvenire gli ebrei
messianici sarebbero stati un ponte tra l'ebraismo e il
cristianesimo. Gesù Cristo vi è nominato soltanto con
il suo nome ebraico: Yeshua Hamashiah.
Altre
assemble nascono poi nel paese, formate all'inizio da immigrati,
soprattutto dall'Europa. Nel 1973 si contano 7 assemblee in Israele,
con circa 1000 membri, ebrei e non ebrei. Nel 1986 sono 3000, ma è
soprattutto negli anni 1990 che questo movimento s'ingrandisce grazie
all'arrivo di immigrati dall'ex URSS. Nel 1999 circa 5000 messianici
si riuniscono in 69 assemblee e 12 gruppi familiari. A Gerusalemme
nel 1986 c'era soltanto l'assemblea messianica fondata da Koffsmann,
in via dei Profeti. Nel 2008 ce n'è una ventina, senza contare
i gruppi familiari. Quante ce ne sono in Israele? E' difficile dirlo,
tanto sono fluttuanti queste assemblee che si dividono e si
riuniscono fra di loro. Attualmente il numero degli ebrei messianici
nel paese è valutato da 6000 a 10000.
Profilo
delle assemblee
Le assemblee contano tra 20
e 250 membri. Ciascuna di esse è indipendente, ha il suo
proprio profilo, la sua storia, la sua visione, i suoi pastori e la
sua teologia. Tuttavia, anche se sono molto variate, hanno dei tratti
comuni sia nella teologia che nella preghiera e nella pratica. Tutte
mettono l'accento sulla seconda venuta del Messia. E in questo, cioè
nella fervente attesa della redenzione, sono vicine a certe correnti
dell'ebraismo. Tutte (o quasi) hanno adottato il candelabro ebraico,
si riuniscono nel giorno di Shabbat, qualche volta il venerdì
sera, all'ingresso dello Shabbat. Tutte celebrano le feste di
pellegrinaggio, Pessach, Shavuot e Succot, feste in cui il Dio
d'Israele interviene nella storia del suo popolo. Per loro Gesù
è venuto a compiere queste feste: è a Pessach, festa
dell'uscita dall'Egitto, che Gesù è morto e
risuscitato; è a Shavuot, festa del dono della Torah, che lo
Spirito Santo è disceso sugli apostoli; e per alcuni Succot è
la festa della nascita di Gesù. Certe feste cristiane hanno
dunque cambiato di data e altre non sono celebrate. Trovano anche il
loro posto le altre feste del calendario ebraico: Purim, Hanukah, la
festa dell'Indipendenza...
Tutte queste
assemblee sono molto attente alla situazione politica del paese, e
supplicano Dio che la sua volontà sia fatta. Le profezie,
interpretate in modo letterale, danno il tono alla loro intercessione
per il paese. I bambini maschi sono circoncisi e una cerimonia
particolare è organizzata nel momento del loro Bar Mitzva, o
al Muro del pianto o nel locale di culto. Ogni ragazzo deve sentirsi
in tutto e per tutto ebreo e israeliano. Nella maggior parte delle
assemble il culto si svolge in ebraico, spesso con traduzioni
simultanee in russo, in inglese, qualche volta in tedesco e francese.
Bisogna dire che nella maggior parte di queste assemblee i nuovi
immigrati non padroneggiano a sufficienza l'ebraico, e spesso inoltre
ci sono visitatori stranieri.
Per tutti la
Sacra Scrittura comprende il Tanach (Antico Testamento) e il Nuovo
Testamento, perché per loro la Bibbia è interamente
ebraica e Parola di Dio. Celebrano la Santa Centa in generale una
volta al mese. Il battesimo è proposto agli adulti che hanno
creduto nel Messia. Lo praticano per immersione, come nella Chiesa
primitiva. Non si trova mai la croce nei loro luoghi di culto, mentre
si trova la menorah, la stella di Davide, qualche volta uno shofar,
delle bandiere con versetti biblici in ebraico... e perfino la
bandiera d'Israele. Lo svolgimento del culto è praticamente lo
stesso: un'ora di lode, spesso la lettura di una parte del testo
della sinagoga, il sermone di un'ora, preghiere e testimonianze. Lo
Shmah, la benedizione dei Cohanim, e anche il Padre Nostro, trovano
il loro posto. Le donne non predicano. Hanno invece un servizio per i
bambini. Tutti i messianici mettono l'accento sull'importanza della
testimonianza: «Noi l'abbiamo
trovato!»
Differenze
Alcune
assemblee, volendo identificarsi di più con l'ebraismo,
tengono nel loro locale di culto il rotolo della Torah e spesso
praticano una liturgia parallela a quella della sinagoga. Alcuni
indossano la kippa e lo scialle delle preghiere. Il loro locale di
culto però non si chiama «sinagoga» e i loro
pastori non si fanno chiamare «rabbini», come negli Stati
Uniti. I membri di queste assemblee praticano alcune leggi ebraiche:
la kashrut, l'osservanza dello Shabbat...
Le
assemblee carismatiche, che danno più importanza ai doni dello
Spirito secondo gli Atti degli Apostoli, si ritrovano ogni tanto per
avere momenti di lode e intercessione. Altri si oppongono a questo
movimento. Questa frizione tra carismatici e non carismatici fa
pensare alla differenza tra gli Hassidici e i "Mitnagdim"
(oppositori).
Delle assemblee messianiche
di lingua russa sono state create negli anni '90 da ebrei provenienti
dalla Russia che erano già evangelici o pentecostali nei loro
paesi d'origine. Queste assemblee spesso conservano il loro stile
evangelico. La metà dei loro membri attuali era già
cristiana prima di venire in Israele. Ma si possono trovare anche
molti ebrei provenienti dalla Russia nelle assemblee ebraiche.
Le
assemblee etiopiche
Anche in questo caso,
tra i nuovi immigrati dall'Etiopia si trovano molti che frequentavano
già delle chiese evangeliche nel loro paese. Creano così
delle congregazioni che permettono loro di continuare a pregare in
amarico. I giovani però preferiscono unirsi a delle assemblee
ebraiche. Alcune assemblee pregano in inglese.
I
luoghi di culto
I culti si svolgono in
appartamenti o sale private generalmente in affitto, raramente in una
chiesa. Citiamo per esempio l'assemblea dell'«Agnello sul Monte
Sion», che tiene le sue riunioni nella Chiesa anglicana di
Christ Church a Gerusalemme. Alcune assemblee hanno comprato e
costruito. Segnaliamo «il Padiglione», grande sala con
700 posti, comprata dall'assemblea King of King al centro della città
di Gerusalemme, al pianterreno di un edificio di 14 piani. La
medesima comunità possiede anche il quattordicesimo piano,
luogo di preghiera dove si succedono gli intercessori d'Israele di
tutte le nazioni.
Il
cambiamento
Con la seconda e la terza
generazione di messianici, questo movimento diventa sempre più
israeliano. Si parla ebraico senza accento straniero, e questi
giovani adulti si coinvolgono nella società. Li si ritrova
nell'esercito, all'università e in tutti i settori
professionali, anche se restano un'infima minoranza. Alcuni
partecipano a delle associazioni israeliane di aiuto umanitario. Per
lottare contro l'aborto, hanno fondato l'associazione «Pro
Life» e si mobilitano per aiutare le donne in difficoltà.
Questi giovani parlano molto semplicemente e liberamente della loro
fede.
I pastori
I
primi pastori di queste assemblee erano per la maggior parte dei
nuovi immigrati dall'America, dalla Russia, dalla Francia o
dall'Etiopia. Molti avevano ricevuto una formazione biblica in
qualche scuola evangelica del loro paese. Negli anni '80 sono state
create alcune scuole bibliche in Israele.
Citiamo:
Beit
Emmanuel Study a Giaffa fino all'89.
Il
centro Caspari con il suo programma Telem che offre un corso di
ebraico in un anno con frequenza mensile per preparare al ministero
pastorale. Gli allievi arabi cristiani sono i benvenuti.
http://www.caspari.com/
Il « Messianic Midrasha » creato nel 1993 da un
pastore israeliano, con un insegnamento biblico, archeologico, di
letteratura rabbinica e di teologia pratica.
I.C.B,
(Israel College of the Bible), la sola istituzione accademica
messianica con i suo tre luoghi: Gerusalemme, Tel Aviv e Haifa. Offre
corsi di ebraico, inglese e amarico.
Diverse
assemblee organizzano regolarmente dei corsi di formazione per i loro
membri. E' certo che la formazione teologica e pratica dei quadri
messianici israeliani non è che al suo inizio.
Alcuni
nuovi pastori, avendo studiato il pensiero rabbinico e la lettura
ebraica delle Scritture, desiderano aprire le loro assemblee a questo
approccio ebraico alla Parola. Tutto si muove in questo
movimento.
(Un écho d'Israèl, 13 marzo 2008 -
trad.
www.ilvangelo.org)
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