Il tuo peccato ti ritroverà

In un tardo pomeriggio dell'anno 1880, un cowboy solitario attraversa a cavallo una prateria. Davanti a lui, in lontananza, si stendeva il braccio occidentale del fiume Brazos n sentiero che stava percorrendo per giungere al suo accampamento, prima che fosse notte, fiancheggiava il fiume ed era seminascosto dagli alberi.

Improvvisamente, si trovò davanti la carcassa di un bue di circa due anni,morto da poco. I lunghi tagli sul suo fianco provavano che era stato ucciso da un puma, un leone di montagna. Il corpo era ancora caldo. Era certamente l'opera di un predone assetato di sangue, che uccideva spinto da un istinto diabolico e non dal bisogno di cibo.

Il cavaliere solitario continuò la sua cavalcata e poco dopo, il sole tramontò. Mentre scendeva la notte, udì distintamente dietro di sè il grido acuto dell'animale. Il cavallo, anche se stanco, aumentò l'andatura. Ma ben presto, questa volta dalla sua destra, sentì risuonare ancora il grido lamentoso.

La bestia stava girando attorno! Più tardi, gli parve che il grido lugubre e raccapricciante risuonasse sul sentiero davanti a lui. Quel cowboy era mio padre, e mi disse che proseguì il viaggio nel buio, sul suo cavallo, ben sapendo che da un momento all'altro poteva piombargli addosso da un albero il corpo di quel gattone che uccide con i suoi soli artigli. Sapeva che un puma può aggredire e uccidere anche un cavallo. Fu perciò con sollievo che mio padre raggiunse all'accampamento i suoi compagni radunati attorno al fuoco.

Forse non ti è mai capitato di essere inseguito da una bestia feroce assetata di sangue. Nondimeno, caro amico, c'è una bestia feroce che ti segue. Il castigo ti sta inseguendo, velocemente, senza pietà. »Sappi che il tuo peccato ti ritroverà« (Numeri 32:23).

 Vi sono delle cose di cui possiamo essere sicuri. Una di queste è che Dio stesso, nel cielo, farà sì che il peccato venga giudicato. Una parte della natura di Dio esige che il peccato sia svelato e punito. Se un solo peccato in tutto l'universo potesse sfuggirGli Dio verrebbe meno alla sua santità. Mettere in evidenza il peccato fa parte della natura stessa di Dio.

E' una delle sue caratteristiche. E' per la sua giustizia e la Sua santità che il peccato non può sfuggirGli.

 Il peccato deve essere svelato, giudicato e punito. Quanto è vero che vi è Dio, tanto è vero che il tuo peccato ti ritroverà.

 

Il tuo peccato ti ritroverà nel tuo corpo

E' quasi superfluo dire che il peccato ti ritroverà nel tuo corpo. Sì, nel tuo corpo mieterai quello che avrai seminato.

L'uso dell'alcool, per esempio, ha conseguenze molto dannose sul fegato e diminuisce la resistenza alle malattie. Le malattie veneree seguono la strada dell'impurità sessuale.

La critica e il malumore hanno come conseguenza le intossicazioni, l'ulcera e, a detta di molti medici, anche il cancro.

La droga infine, agisce non solo sul fisico, ma anche sulla psiche di chi ne fa uso, provocandone quasi sempre una grave alienazione e portandolo ad un vero e proprio decadimento etico.

Molti credono di poter sfuggire al peccato e al suo salario. Forse anche tu lo pensi e credi che il tuo peccato non ti ritroverà. Magari stai pensando che anche se pecchi un po', se poi abbandoni il peccato non ne risentirai gli effetti negativi.

Ma io ti avverto, sulla base dell'autorità di Dio, che il tuo peccato ti ritroverà nel tuo corpo!

 

Il tuo peccato ti ritroverà nel tuo carattere

Nessuno creda che le conseguenze del peccato si limitino al corpo! Il peccato diventa, infatti, parte del carattere dell'uomo o della donna che lo praticano.

Quando un uomo ruba o gioca d'azzardo il peccato si riflette sul suo carattere. La sua natura morale si indurisce.

In poche parole, fa violenza non solo agli altri, ma soprattutto a se stesso. Il tuo peccato ti ritroverà nel tuo carattere.

 

Il tuo peccato ti ritroverà nei tuoi figli

»I0 l'Eterno, il Dio tuo, sono un Dio geloso che punisce l'iniquità dei padri sui figli fino alla quarta generazione«, dice il Signore in Esodo 20:5. I peccati dei padri ricadono sui figli. Molte volte l'innocente soffre per il colpevole. Ma ciò che Dio intende dire è che quando i padri peccano il loro esempio è seguito dai figli. L'iniquità dei padri verrà perciò punita nei figli.

 

Il tuo peccato ti ritroverà in una coscienza tormentata dal rimorso

A volte, sembra che la coscienza di alcune persone sia morta. Ci sono uomini che ridono delle preghiere delle loro madri, bestemmiano davanti a chiunque e si fanno beffe del cielo, di Cristo e del Vangelo.

Alcuni non sembrano conoscere il senso del peccato, eppure, anche se può sembrare inverosimile, il peccato ti ritroverà nella tua coscienza. Quella piccola scintilla di fuoco celeste chiamata »coscienza« , che Dio stesso ha messo dentro di te per indicarti il bene, un giorno, risorgerà e il rimorso roderà senza pietà la tua anima. Il suicidio, spesso non è altro che il risultato di una coscienza tormentata. Ti avverto: un giorno, la tua coscienza si risveglierà e brucerà come un fuoco, se tu persisterai nel peccato. Il tuo peccato ti ritroverà nella tua coscienza.

 

Il peccato sarà scoperto e porterà con se la pubblica vergogna

Dio ha promesso che il tuo peccato ti ritroverà. Prima o poi il peccato ti porterà alla pubblica vergogna. Molte ragazze hanno prestato fede a quella bugia: »Nessuno lo saprà mai...« e più tardi si sono trovate ad essere mamme piene di vergogna di un bambino senza nome. Tanti giovani brillanti, hanno pensato: »Nessuno lo saprà mai« e hanno preso dei soldi pensando di rimetterli al loro posto, ma non hanno potuto farlo e sono finiti in prigione come malfattori e ladri. Il peccato si scopre. Il peccato ti ritroverà al giudizio di Dio. E' vero che alcuni peccati segreti non saranno resi pubblici in questa vita, che alcuni crimini non verranno processati. Insomma, il peccato ti ritroverà nel corpo, nel carattere, nella coscienza nei figli e pubblicamente, ma questa non è la fine della faccenda: il peccato ti ritroverà nell'inferno e nel giorno del giudizio.

 

Il tuo peccato ti ritroverà all'inferno e al giudizio

Non credere che l'inferno sia il luogo in cui un Dio dal cuore indurito confini la gente arbitrariamente, caricandola di sofferenze, per divertirsi a vederla soffrire. Niente affatto! L'inferno non è altro che il luogo di retribuzione che ogni peccatore prepara per se stesso. La Bibbia dice: »Il salario del peccato è la morte« (Romani 6:23). Il peccatore che va all'inferno raccoglie esattamente ciò che ha seminato. L'inferno non è altro che il »salario del peccato« .Coloro che vanno in cielo hanno il »biglietto di libera entrata« per godervi delle benedizioni che non si sono meritati, per che »il dono di Dio è la vita eterna«. Ma tutti coloro che vanno all'inferno si pagano da se il passaggio. L'inferno è assoluta giustizia. Gli uomini vanno all'inferno perché sono peccatori e vi restano perché sono tali, non avendo voluto riconciliarsi con Dio.

Un giorno, tutti i peccatori si troveranno davanti al Gran Trono Bianco e Dio aprirà i libri che serviranno a giudicare gli uomini secondo le loro opere. Quel giorno, gli uomini dovranno confessare tutti i propri peccati e rendere conto di ogni parola di troppo. Là davanti agli angeli e ad ogni altro essere umano si saprà quale peccatore sei stato. Là, alla presenza del Dio che ti ha creato, stai pur certo che il tuo peccato ti ritroverà.

Quel giudizio, però, è riservato soltanto ai peccatori non salvati, a quelli cioè che muoiono nei loro peccati, senza pentimento e senza perdono.

Quale orribile fine attende tutti coloro che non hanno ricevuto Cristo mentre avevano la possibilità qui sulla terra.

 

Uno scampo per i peccatori perduti

Dio vedeva la rovina della razza umana inseguita dai suoi peccati e che avrebbe dovuto condannarla alla miseria, alla vergogna e al tormento eterno. Dio ci amava, malvagi come eravamo, e ha mandato il Suo Figlio a morire per noi. Il Signore Gesù ha preso su di sé l'ira divina. Tutti i nostri peccati sono stati su di Lui. Isaia 53:6 dice: »Noi tutti eravamo erranti come pecore, ognuno di noi seguiva la sua propria via e l'Eterno ha fatto cadere su di Lui l'iniquità di noi tutti«.

A Mosè, nel deserto, fu ordinato di innalzare un serpente di rame su un palo: tutti quelli che guardavano al serpente erano salvati, avevano la vita. Quel serpente è una figura di Gesù Cristo. »Colui che non conosceva peccato, è diventato peccato per noi, affinché noi fossimo giustificati« (2 Corinzi 5:21).

Gesù è anche raffigurato come un agnello senza colpa né macchia. Egli è puro, santo e senza peccato. Ma sulla croce Gesù è stato carico di peccati: del mio peccato, del tuo di quelli di tutto il mondo. Ecco perché è raffigurato come un serpente di rame. Il serpente è una figura del peccato, il rame una figura del giudizio.

Il giudizio di Dio sul peccato è caduto tutto su Gesù in croce. Perciò, tutti coloro che sono pronti a riconoscere che Egli è stato il loro sostituto, che ha preso il loro posto, la loro colpa, che ha sofferto per i loro peccati e sono disposti a riceverLo come Salvatore, sono perdonati e liberati dai terribili risultati del peccato.

Coloro, invece, che non hanno accettato Gesù e non si sono rifugiati in Lui, saranno continuamente inseguiti dai loro peccati ed erediteranno la rovina eterna.

»Venite a me voi tutti che siete affaticati e stanchi«

La Bibbia è piena di promesse e di inviti. Dio cerca i peccatori, li invita, li supplica di venire a Lui per essere salvati. Quando il primo peccato con la sua influenza malefica, si è infiltrato nel giardino di Eden, Adamo, tormentato dalla sua coscienza, aveva paura di dover affrontare Dio. Ma Egli è andato a cercarlo, e da quel giorno, Dio è alla ricerca dei peccatori, anche se questi cercano di evitarLo. Tu dove sei?

Caro peccatore che senti questi pensieri, se sei lontano da Dio, la colpa non è Sua: Egli ti ama, ti sta cercando, ti sta supplicando di venire a Lui.

 

La tua salvezza non sta in un dogma o in un credo, ma in una persona

Molti credono di poter essere salvati diventando membri di una Chiesa, ma questo non è vero. Altri credono di poterlo essere accettando un dogma, o a certe dottrine. Ma neppure questo è vero.

La salvezza non sta in una filosofia, in un credo, in un certo modo di vivere o nell'essere membri di qualche chiesa. No. La salvezza è in Cristo Gesù stesso, nella Sua: persona.

Leggiamo nella Bibbia in  Matteo 11 :28-30: »Venite a Me, voi tutti che siete affaticati e stanchi ed io (Gesù) vi darò riposo. Prendete su di voi il Mio giogo e imparate da Me, perché io sono mansueto ed umile di cuore e voi troverete riposo alle anime vostre, poiché il Mio giogo è dolce ed il Mio carico è leggero«. Sette volte in questo invito il Signore Gesù fa riferimento a Se stesso. Se tu vuoi essere salvato, vai a Gesù. Non hai bisogno d'altro per essere salvato e perché la tua anima abbia pace e riposo.

Non vi parlo di Cristianesimo ma di Cristo. In Giovanni cap. 14 leggiamo che Gesù parla ai discepoli della Sua prossima partenza, dicendo tra altro: »...e del dove io vado sapete anche la via«. Ma Tomaso, che dubitava, non comprendeva chiaramente quale fosse la via; Gesù allora dice: »Io sono la Via, la Verità e la Vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me« .Gesù stesso è la Vita. Molti sedicenti cristiani talvolta si riferiscono a Gesù come a Colui che mostra la Via, ma sbagliano, Gesù non è colui che mostra la Via, ma è la Via.

In 1 Giovanni 5:11-12 ci è detto: »E la testimonianza è questa: Dio ha dato la vita eterna e questa vita è nel Suo Figlio. Chi ha il Figlio ha la vita, chi non ha il Figlio non ha li vita« .

Sono contento che Dio ami i poveri. Gesù disse: »Beati voi che siete poveri«. In Luca 6:20 ci è detto che Egli aveva compassione della moltitudine. Ciò vuol dire che il Suo cuore si apriva verso la gente comune, con tutti i suoi dolori, peccati, pesi e sofferenze. Sono contento che Gesù stesso conosca molto bene tutti i pesi che ogni uomo si trova a dover portare.

Prima di tutto, Egli sa che cosa vuol dire essere poveri. Lui nacque in una stalla che non gli apparteneva, fu posto in una mangiatoia, fu sepolto in una tomba avuta in prestito. Egli disse: »Le volpi hanno delle tane e gli uccelli del cielo dei nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo« (Luca 9:58). Gesù non ebbe i soldi per pagare le tasse, finché Pietro non riuscì a pescare un pesce con una moneta in bocca. Quando morì, possedeva un solo vestito.

Gesù si fece povero per amor nostro, perché noi potessimo essere arricchiti attraverso di Lui.

Gesù seppe anche cosa vuol dire lavorare. Egli stesso era un falegname (Marco 6:3) ed era abituato ad un lavoro duro. Dobbiamo ricordare che fino a trent'anni Egli non predicò, né operò miracoli né iniziò il Suo ministero pubblico.

Le Sue parabole e i Suoi insegnamenti ci dimostrano continuamente che Egli conosceva tutti i dettagli della vita di famiglia, della vita del Pastore, del costruttore e dell'operaio comune.

S. Agostino disse, una volta: »o Signore, le nostre anime sono inquiete finché non trovano il loro riposo in Te!«. Gesù ha promesso riposo per l'anima. Gli uomini pensano che il denaro dia la felicità. Invece, esso li incatena, li rende schiavi dei loro affari e di ogni specie di preoccupazioni. Con i soldi aumentano le responsabilità ed ogni ricco guarda con sospetto tutti quelli con i quali ha a che fare. La maggior parte di coloro che lo cercano, non cercano lui, ma i suoi soldi, e lui lo sa! I soldi non danno riposo.

Molti uomini ritengono di trovare nell'amore a nella fedeltà di una donna il conforto e una benedizione, e molte di esse lo sono. Ma, purtroppo, le persone care che il Signore ci dona, non possono dare la pace alla mente tormentata, all'anima peccatrice. Neppure nel migliore dei casi una moglie è in grado di rispondere al bisogno di un'anima ammalata di peccato. Nel peggiore dei casi poi, essa può solo creare altre difficoltà e altri guai. Questo è vero per qualsiasi altro essere umano padre, madre, figlio, figlia, marito o fidanzato, ecc. Solo Gesù può dare riposo all'anima. Portate a Lui i vostri carichi e i vostri guai.

»E' cosa terribile cadere nelle mani del Dio vivente« è detto in Ebrei 10:31. Le Scritture dicono ancora: »Il nostro Dio è anche un fuoco consumante« (Ebrei 12:29). L'ira di Dio è una cosa terribile e sarà terribile anche stare di fronte a Dio in Giudizio, quando Egli avrà aperto i libri in cui sono scritti i nostri peccati, i quali saranno pubblicamente rivelati.

Questo è un incubo terribile per qualunque peccatore non perdonato. Ma questo Dio Santo, pur insultato dai nostri peccati e giustamente adirato con coloro che non si pentono, ma hanno il cuore duro, ribelle e malvagio, questo Dio, tuttavia, ama i peccatori ed ha provveduto per loro un mezzo di salvezza, una via di scampo. Quella via è il Suo Figlio: il Signore Gesù.

Un giorno, Cristo diverrà il vendicatore, ma ora Egli è il Salvatore. Un giorno diverrà il Leone della tribù di Giuda, ma ora Egli è l' Agnello di Dio che è stato ucciso per i peccatori.

Egli dice: »Io sono mansueto ed umile di cuore.«

Non temere di andare da Lui. Non importa quanti peccati hai commesso, quanto sia malvagio il tuo cuore: L 'importante è che tu desideri che i tuoi pesi ti siano tolti e che la tua anima trovi riposo in Lui. Lodiamo Dio per un tale Salvatore!

Ci sono persone che hanno paura di Cristo e di mettere la loro fiducia in Lui, ed hanno paura di essere presi al Suo servizio. Ma non è il caso di aver paura! Non abbiate paura del giogo di Gesù: esso è dolce, ed il Suo carico è leggero. Il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna«. Il frutto dello Spirito è: »Amore, allegrezza, pace, longanimità, bontà, fedeltà, dolcezza e temperanza«. Siccome Gesù è morto per te, puoi stare sicuro che non ti metterà un giogo troppo pesante.

Se tu puoi affidarGli la salvezza della tua anima, puoi anche essere certo che il suo giogo è leggero e che Dio ti renderà felice. Ti supplico di metterlo alla prova e di trovare perdono e salvezza oggi. Gesù è morto per te e con il Suo sangue Egli ha pagato tutto il tuo debito. Egli solo ti darà riposo.

 

Preso da un opuscolo di Voce della Bibbia: Inseguita da una bestia feroce

Klaus & Evangelina Doring
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