Ger. 5:20-30 - La longanimità di DIO e il SUO popolo stolto

Questo testo ci fa contemplare la longanimità divina col suo popolo.
Leggiamo e consideriamo insieme il proseguimento del 2° messaggio al popolo apostata.

20 «Annunziate “questo” alla casa di Giacobbe, proclamatelo in Giuda, e dite:

1. osservazione: Contemplo l’instancabilità con cui Dio continua a mandare dei profeti al popolo infedele
2. osservazione: Lui chiede a più persone (ordini in plurale - v. 1) di proclamare il suo messaggio.
3. osservazione: Non stava al messaggero a dare un suo discorso. Lui era solo il portavoce di Dio

CHE COSA SI DOVEVA ANNUNZIARE?
Una introduzione :

21 Ascoltate ora questo, popolo stolto e senza cuore, hanno occhi, ma non vedono, hanno orecchi, ma non odono.

Prima si doveva chiedere l’attenzione: ascoltate.
Secondo si doveva dichiarare che il popolo era stolto ("sachal" vedi anche 4:22 tradotto “figli insensati” alla quale affermazione viene aggiunto: “non hanno intelligenza”) e senza cuore, che ha occhi che non vedono e orecchi che non odono.
L’essere senza cuore è probabilmente un sinonimo per stolto e significa: “senza intendimento, senza intelligenza (4:22) .
Difficilmente è da intendere come l’usiamo noi, sebbene chi commette le opere descritti nei versetti 26-28 è senza dubbio empio e senza cuore.
Sec. Ezechiele 12:2 l’essere ciechi e sordi è la diretta conseguenza dell’essere ribelli.

1. Dio si meraviglia che il popolo di Giuda non lo teme
a) e ciò nonostante che ha messo delle leggi stabili nella natura.

22 Voi non mi temete [temerete] 2», dice il SIGNORE, «non tremate [tremerete]3 davanti a me, che ho posto la sabbia come limite al mare, barriera eterna, che esso non oltrepasserà mai? I suoi flutti si agitano, ma sono impotenti; muggono, ma non la sormontano.

2 tira’u kal - fut. 2 pers pl. di ja’re - temere, avere paura, riverire, onorare
3 tachi’lu – radice chul = essere in pena, tremare,

Secondo Dio l’osservanza della natura dovrebbe indurre il popolo a temerLo.
Lui ci cita come esempio il fatto che il mare rimane nel bacino che gli ha assegnato.
Il popolo di Giuda invece si rifiuta di rimanere nei limiti designati dal patto con Dio.

b) e che ha mandato regolarmente la pioggia a suo tempo e le stagioni stabili per la mietitura.

23 Ma questo popolo ha un cuore indocile e ribelle; si voltano indietro e se ne vanno. e non vuole onorare [temere] il Signore.
24 Non dicono in cuor loro: "Temiamo il SIGNORE, il nostro Dio, che dà la pioggia a suo tempo: la pioggia della prima e dell'ultima stagione, che ci mantiene le settimane fissate per la mietitura".

La mancanza del loro timore, della loro riverenza si manifestava nelle loro iniquità, nei loro peccati. Perciò queste cose sono state sconvolte e loro sono stati privati di questo bene.

2. Le stagioni sono sconvolte a causa delle loro iniquità

25 Le vostre iniquità hanno sconvolto queste cose; i vostri peccati vi hanno privati del benessere.

Ciò che sconcerta è che Dio deve dire:

26 Poiché fra il mio popolo si trovano degli empi,

I Giudei erano il popolo di Dio, perché Egli aveva fatto un patto con loro e i termini di questo patto dovevano essere insegnato di generazione in generazione e scrupolosamente osservati. Questo patto richiedeva che il popolo doveva vivere in modo onesto, fraterno e amorevole. Che cosa invece deve costattare Dio? essi spiano come cacciatori in agguato; tendono tranelli, acchiappano uomini.

27 Come una gabbia è piena di uccelli, così le loro case sono piene di frode; perciò diventano grandi e si arricchiscono.
28 Ingrassano, hanno il volto lucido, oltrepassano ogni limite di male. Non difendono la causa, la causa dell'orfano, eppure prosperano; non fanno giustizia nei processi dei poveri.

Eppure il popolo frequentava il tempio come se tutto fosse a posto. Ma senza il tipo di vita richiesta dal Signore ogni forma di culto non vale, né allora né oggi.

3. Che cosa ti suggerisce questa seconda domanda di Dio?
(la prima domanda c'è nel versetto 22)

29 Non dovrei forse punire queste cose», dice il SIGNORE, «non dovrei vendicarmi di una simile nazione?

L’uomo senza cuore è stolto, cieco e sordo perché anche se riesce a arricchirsi viene il momento in cui Dio lo deve punire. Se non lo ha realizzato prima che è stolto come minimo se ne accorgerà allora.

4. Una constatazione

30 Cose spaventevoli e orribili si fanno, succedono4, nel paese
31 i profeti profetano bugiardamente; i sacerdoti governano agli ordini dei profeti; e il mio popolo ha piacere che sia così.

Quando i sacerdoti non facevano i loro doveri Dio suscitò dei profeti. Però ora i profeti profetavano menzogne e i sacerdoti hanno fatto comunella con loro. Certo chi denuncia il peccato e chiede alle persone di ravvedersi è un profeta scomodo, un profeta di malaugurio. Chi invece predica pace e benessere può essere sicuro di aver un pubblico che ascolta con piacere.
Anche Paolo predisse che : “verrà il tempo che non sopporteranno più la sana dottrina, ma, per prurito di udire, si cercheranno maestri in gran numero secondo le proprie voglie” (2Ti 4:3)
Anche i sacerdoti se offrono il perdono senza richiedere un cambiamento di vita allora possono contare su una vasta clientela.
E il popolo era contento così. – 23:25-26; Ez. 13: 6-10.

I profeti, i sacerdoti e il popolo erano davvero stolti. Questa comunicazione orribile termina con la domanda:

5. La terza e ultima domanda

Che cosa farete voi quando verrà la fine?

- Sarebbe saggio pensare alla fine e non solo per loro ma anche per noi! -.