Amos 6:1-14 Guai all’indifferenza

  • Che cosa sta scritto?
    1 Pronuncia del "Guai" sia sui capi di Giuda che d' Israele che vivono tranquilli e fiduciosi.
    2 L’ordine di andare a guardare diverse città e vedere se stanno meglio e il loro terreno è più vasto del loro.
    3-6 Descrizione di coloro contro i quali è stato pronunciato il guai.
    7-11 Descrizione del guai.
    12-13 Un paragone per evidenziare l'assurdità del loro peccato.
    14 Descrizione del giudizio
  • Quale è il soggetto principale?

    Il peccato dei potenti e il loro giudizio

    Che cosa mi insegna il testo su Dio?

    8 Il Signore, Dio ha giurato per se stesso.
      Yahweh, il Dio degli eserciti detesta l’orgoglio (ND la magnificenza) di Giacobbe, odia i suoi palazzi = il vanto, la boria dei grandi, l’attaccamento alle cose materia
    Perché? Dal capitolo 5 risulta che i grandi si sono acquistato la loro magnificenza e le ricchezze ingiustamente (5:7, 11-12).
    Egli darà in mano al nemico la città con tutto ciò che contiene..
    11 Yahweh comanda.
    14 farà sorgere contro Israele una nazione che l’opprimerà

    C’è qualche peccato?

    1-6 Vivere tranquilli, gustarsi la vita, senza addolorarsi, quando il popolo è in rovina.
    8 L’orgoglio
    12 Cambiare il diritto in veleno
    e il frutto della giustizia in assenzio
    13 dire di avere acquistato potenza con i propri sforzi.
  • CONSIDERAZIONI
  • Vers. 2 Cosa significano gli ordini del versetto 2?
    Loro devono fare un paragone fra le città indicate e loro. "quelle città stanno forse meglio di questi regni? o il loro territorio è forse più vasto del vostro?"
    Ma cosa devono imparare da questo paragone? Che non dovrebbero sentirsi tanto al sicuro (Is 10:9-11)?
    Vers. 3-6 In che senso vogliono allontanare il giorno del male?
    Non pensandoci? Ignorandolo?
    Ma così avvicinano il regno della violenza. (Ec 8:11)
    Essi godono di ogni ben di Dio. Oziano, mangiano bene, ascoltano musica raffinata "si inventano strumenti musicali" bevono, curano i loro corpi "si ungono con gli oli più pregiati, ma non si addolorano per la rovina di Giuseppe", ignorano la realtà.
    Si ripete qui ciò che avvenne ai tempi di Noè e che si ripeterà prima della venuta di Cristo (Mt 24:37-39).
    Il Signore giudicherà con severità questo stato di cose, dando la città in mano del nemico e facendo deportare gli abitanti (7) e facendo morire i rimanenti (9).
    Vers. 10 Cosa produrrà il giudizio del Signore?
    Produrrà il timore del Signore: "Zitto! Non nominare il nome del SIGNORE".
    Si avrà paura che nominare il nome del Signore attiri la Sua attenzione e che Egli potrebbe punirli.
    Vers. 11 "Poiché, ecco, il SIGNORE comanda ...."
    Se si tenesse presente questa realtà
    Vers. 12-13 ... non si cambierebbe il diritto e il frutto della giustizia (5:7) ,
    non ci si rallegrerebbe di cose da nulla e non ci si fiderebbe nelle proprie risorse.

    RIFLESSIONI

    Non pensate che questo messaggio non potrebbe essere rivolto anche ai credenti di oggi che vivono tranquilli a Sassari o in una qualsiasi città d’Italia??

    Invece di dire "Passate a Calne e guardate si direbbe "Andate a Parigi e guardate che cosa ha fatto il vento che a 180 km/h è passato attraverso la città. O andate in Turchia dove il terremoto ha sconvolto le città. O andate in Venezuela e guardate che cosa ha fatto l’uragano.

    Pensate che acquistandovi case, mangiando bene, divertendovi e curando il vostro corpo potete allontanare il giorno della resa dei conti? Possibile che non vi addolorate per la rovina della nostra società?

    È tanto stupido cambiare il diritto o la giustizia a danno degli altri quanto fare una corsa di cavalli sulle rocce e cercare di arare le rocce con i buoi.

    Per quale motivo mai l’uomo cambierebbe il diritto e la giustizia se non fosse per arricchirsi dei beni materiali altrui? Ciò indica miopia, non realizzare che il Signore comanda, mancanza del timore del Signore.

    PREGHIERA:

    Signore preservami dalla indifferenza nei confronti della rovina della nazione nella quale vivo (v. 6).

    Preservami altrettanto dalla vana gloria e dall’attaccamento alle cose che sono passeggere (v. 8) , perfino ai Tuoi doni. Che l’anima mia possa essere attaccato soltanto a Te.