°
5° discorso
- Is 44:6-23
1. Fuori di Jahweh non cè Dio
(versetti 06-08)
2. La stupidità dei fabbricatori di idoli
(versetti 09-20)
3. Israele dovrebbe ricordare ciò (versetti
21-23)
1. Fuori di Jahweh
non cè Dio (6-8)
Come si presenta Dio?
| 6 |
Così parla il
SIGNORE, Re d'Israele e suo Redentore, il
SIGNORE degli eserciti:
Io sono il primo e sono l'ultimo, e fuori
di me non c'è Dio. |
Non saprei dire se il discorso di Dio inizia
con: "Così parla ..." o con:" Io
sono ..." . Nellultimo caso sarebbe il
profeta a specificare chi dice: "Io sono il
primo e sono l'ultimo, e fuori di me non c'è
Dio." Intanto valutiamo le varie
affermazioni che vengono fatte:
1. Così parla il
SIGNORE - La parola SIGNORE è la
traduzione del nome di Dio = Jahweh,
Colui che si è rivelato a Mosè come
limmutabile "io sono".2. il
Re d'Israele - Jahweh è e rimane
il Re dIsraele, anche se Israele
aveva deciso di voler avere un re umano,
visibile, come lavevano tutte le
nazioni (1Sa 8:4-5).
3. il
suo Redentore - che li ha liberati
dalla schiavitù dEgitto, che li ha
liberati le tante volte dalla mano dei
loro nemici, quando questi trionfarono su
di loro, perché avevano abbandonato Dio,
che li libererà ancora dai Babilonesi e
infine li libererà dai loro peccati.
Cosa dice di sé?
"Io sono il primo e sono
l'ultimo, e fuori di me non c'è Dio".
Lui aveva distintamente insegnato ciò a
Israele nella legge (De 4:35, 39¸32:39), però
Israele non ha dato retta e ha imitato le nazioni
nella loro idolatria.
Quale sfida lancia Dio?
| 7 |
Chi, come me,
proclama l'avvenire fin da quando fondai
[questo] popolo antico?
Che egli lo dichiari e me lo provi! Lo
annunzino essi l'avvenire, e quanto
avverrà! |
Jahweh sfida che ci sia qualcuno come Lui. Cioè?
In che senso?
Che proclama l'avvenire.
Da quando proclama Jahweh l'avvenire?
Fino da quando fondò il popolo antico.
Sia la NR che la ND hanno conservato nella
traduzione la parola "questo", che non
c'è nel testo ebraico. La Bibbia ad uso
delle Comunità ebraiche traduce liberamente:
"i popoli più antichi" e non lo
riferisce ad Israele. L'ediz. Darby ha:
"the ancient people"; Schlachter:
"ein ewiges Volk"; Elberfelder:
"das Volk der Urzeit".
A quale popolo si riferisce?
Del tutto probabile al popolo prediluviano.
Solo Jahweh è onnisciente e lo ha rivelato nelle
predizioni. Fin da Adamo Egli ha annunciato le
cose che sarebbero avvenute in virtù della Sua
sovranità come unico Dio esistente, che conosce
la fine prima dellinizio. Nessuno dei
presunti deì dei popoli pagani può entrare in
concorrenza con Jahweh, il Dio dIsraele.
Quale atteggiamento
dovrebbe assumere Israele?
| 8 |
Non vi spaventate,
non temete!
Non te l'ho io annunziato e dichiarato da
tempo?
Voi me ne siete testimoni. C'è forse un
Dio fuori di me?
Non c'è altra Rocca; io non ne conosco
nessuna. |
In quel momento storico una nazione dopo
laltra fu rovesciata e tutti gli idoli, o
dei di protezione, si manifestarono impotenti. Se
Israele non fosse caduto nellidolatria,
abbandonando lunico e vero Dio, avrebbe mai
dovuto temere niente.
Ma pure ora il pio Israelita non deve spaventarsi
né temere. Perché?
| 1. |
Perché tutto è nelle mani di Dio. Non te l'ho io
annunziato e dichiarato da tempo?
Dio aveva predetto sia lesilio
dIsraele ribelle, che la seguente
sconfitta della Babilonia tramite i Medi
e Persiani e la conseguente liberazione
dIsraele. Israele può attestarlo: Voi me ne siete
testimoni. |
| 2. |
Nonostante la sua caparbietà,
lunico vero Dio manifesterà,
fedele alle sue promesse, ancora la sua
grazia nei suoi confronti. |
| 3. |
Fuori di Jahweh non esiste alcun Dio
che potrebbe interferire nella sorte
d'Israele.
Al di fuori di Jahweh non vè
alcuna Rocca, base di fiducia. Tutti gli
idoli sono una vanità.
Is 26:4
Confidate per sempre nel SIGNORE,
perché il SIGNORE, sì il
SIGNORE, è la roccia dei secoli.
Is 17:10
Poiché hai dimenticato il Dio
della tua salvezza e non ti sei
ricordato della rocca della tua
forza.
|
2. La stupidità
dei fabbricatori di idoli (9-20)
Segue una dettagliata descrizione della
stupidità di coloro che si costruiscono un Dio.
| 9 |
Quelli che fabbricano
immagini scolpite sono tutti vanità;
i loro idoli più cari non giovano a
nulla;
i loro testimoni non vedono, non
capiscono nulla,
perché essi siano coperti di vergogna. |
| 10 |
Chi fabbrica un dio o
fonde un'immagine che non gli serva a
nulla? |
| 11 |
Ecco, tutti quelli
che vi lavorano saranno coperti di
vergogna, e gli artefici stessi non sono
che uomini!
Si radunino tutti, si presentino!...
Saranno spaventati e coperti di vergogna
tutti insieme. |
Il profeta ci conduce nellofficina dei
produttori didoli.
| 12 |
Il fabbro lima il
ferro, lo mette nel fuoco, forma l'idolo
a colpi di martello e lo lavora con
braccio vigoroso; soffre perfino la fame
e la forza gli vien meno;
non beve acqua e si affatica. |
| 13 |
Il falegname stende
la sua corda,
disegna l'idolo con la matita, lo lavora
con lo scalpello,
lo misura con il compasso, ne fa una
figura umana,
una bella forma d'uomo, perché abiti una
casa. |
| 14 |
Si tagliano dei
cedri, si prendono degli elci (ND
cipressi), delle querce,
si fa la scelta fra gli alberi della
foresta, si piantano dei pini che la
pioggia fa crescere. |
| 15 |
Poi tutto questo
serve all'uomo per fare fuoco, ed egli ne
prende per riscaldarsi, ne accende anche
il forno per cuocere il pane; e ne fa
pure un dio e lo adora, ne scolpisce
un'immagine, davanti alla quale si
inginocchia. |
| 16 |
Ne brucia la metà
nel fuoco, con l'altra metà prepara la
carne, la fa arrostire, e si sazia. Poi
si scalda e dice: "Ah! mi riscaldo,
godo a veder questa fiamma!" |
| 17 |
Con l'avanzo si fa un
dio, il suo idolo, gli si prostra
davanti, lo adora, lo prega e gli dice:
"Salvami, perché tu sei il mio
dio!" |
| 18 |
Non sanno nulla, non
capiscono nulla; hanno impiastrato loro
gli occhi perché non vedano, e il cuore
perché non comprendano. |
| 19 |
Nessuno rientra in
sé stesso e ha conoscimento e intelletto
per dire: "Ne ho bruciato la metà
nel fuoco, sui suoi carboni ho fatto
cuocere il pane, vi ho arrostito la carne
che ho mangiata; con il resto farei un
idolo abominevole? Mi inginocchierei
davanti a un pezzo di legno?" |
| 20 |
Un tal uomo si pasce
di cenere, il suo cuore sviato lo inganna
al punto che non può liberarsene e dire:
"Ciò che stringo nella mia destra
non è forse una menzogna?" |
3. Israele dovrebbe
ricordare ciò (21-23)
La terza parte del
discorso inizia con una esortazione. Quale?
| 21 |
«Ricordati di queste
cose, o Giacobbe, o Israele, perché tu
sei mio servo;
io ti ho formato, tu sei il mio servo,
Israele, tu non sarai da me dimenticato. |
Israele dovrebbe imprimersi bene che il culto
degli idoli è una menzogna.
Perché doveva
imprimerselo?
Perché era il servo di Jahweh.
Lenfasi sta su "mio". Dio lo
aveva formato per sé e lo esprime in un modo
molto espressivo nella ripetizione.
Che cosa dice Jahweh di
aver fatto per Israele?
| 22 |
Io ho fatto sparire
le tue trasgressioni come una densa nube,
e i tuoi peccati, come una nuvola;
torna a me, perché io ti ho riscattato. |
Dio non perdonerà Israele se tornerà a Lui.
Il perdono dei suoi peccati non viene promesso
come risultato della conversione, ma nella Sua
misericordia Dio ha fatto sparire le
trasgressioni dIsraele, senza alcun merito
da parte di loro. Ora Israele dovrebbe rispondere
alla misericordia di Dio con il suo ritorno a
Lui: "torna
a me".
A che cosa vengono
invitati i cieli, gli abissi della terra e le
montagne e tutti gli alberi della foresta?
A cantare, a giubilare, a prorompere
in grida di gioia.
| 23 |
Cantate, o cieli,
poiché il SIGNORE ha operato!
Giubilate, o profondità della terra!
Prorompete in grida di gioia, o montagne,
o foreste con tutti gli alberi vostri!
Poiché il SIGNORE ha riscattato Giacobbe
e manifesta la sua gloria in Israele! |
RIFLESSIONI
Cercate di mettervi nei panni di Dio, che come
Dio damore rispetta la libera scelta
delluomo.
- Egli ha scelto, formato e preparato un
popolo per essere Suo servo.
- Egli ha rivelato se stesso e i suoi
pensieri a questo popolo, affinché
questi Gli servisse come canale di
rivelazione e di benedizione per tutto il
mondo.
- Poi ha dovuto constatare che questo
popolo invece di seguirLo imitava le
nazioni nei loro peccati.
Che cosa non fece per farlo riflettere:
- mandò i suoi messaggeri,
- predisse ciò che sarebbe avvenuto se non
avessero ascoltato,
- fece avvenire le cose come predetto; non
una, non due, ma tante volte.
Quale era il risultato?
- Fino ad oggi Israele non è ancora il
servo per cui è stato scelto.
Anche a me, come a Israele Dio dice:
21 "tu sei mio servo; io ti ho formato,
tu sei il mio servo"
22 Io ho fatto sparire le tue
trasgressioni come una densa nube, e i tuoi
peccati, come una nuvola;
- Come a Israele Dio ci ha perdonati in
Cristo, prima che avessimo fatto alcun
passo.
- Cristo ha pagato il prezzo per il nostro
riscatto, prima che ci fossimo reso conto
dei nostri peccati.
- Come allora Dio si aspetta che noi ci
rivolgiamo a Lui, perché egli ci ha
riscattati da una vita vana con tutte le
sue conseguenze temporali e eterni.
Come abbiamo risposto?
Siamo ora servi dellIddio vivente?
Mi distinguo da questo mondo dal mio modo di
parlare, di agire, dalle mie ambizioni?
Possono gli altri realizzare che non sono
cittadino di questo mondo?
Può Dio rivelarsi tramite me al mondo, tramite
la mia condotta e la mia testimonianza?
Può Dio manifestare la Sua gloria tramite me e
usarmi per benedire gli altri?
Ho lo sguardo fisso verso il mio Salvatore e
attendo il Suo ritorno?
O voglio avere luovo e la gallina?
Quando vedo una zingara o una donna maomettana
la riconosco da lontano dal suo modo di vestire.
Mentre le donne cristiane spesso fanno schifo,
come le donne mondane, senza sentire che ciò non
piace al Signore. E guai se dici qualcosa. Fai la
fine di tutti i profeti dIsraele. Dai
fastidio.
I cristiani sono chiamati ad essere portavoce
di Dio, essere impegnati nella lotta contro il
male con le armi dello Spirito Santo. Però lo
Spirito Santo si conosce di nome, ma non ci si
lascia guidare da Lui. La grande maggioranza dei
cristiani sono come i tifosi nella galleria che
fischiano e criticano quando chi si impegna nel
campo non rende quello che si aspettano da lui.
Eppure sarebbero tutti chiamati a impegnarci nel
campo invece di sederci in galleria. Un giocatore
che deve sedere in banchina, perché punito, si
trova a disaggio, mentre i credenti si trovano a
loro agio in banchina. Non fanno il minimo sforzo
per entrare in campo.
Come la
redenzione dIsraele un giorno si
manifesterà in tutto il creato e cielo e terra
canteranno di gioia anche la mia redenzione
dovrebbe manifestare le sue conseguenze in tutte
le direzione e coinvolgere tutta la natura.
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