Is 51:9-16 – Pazienza senza timore

09-10             Preghiera di sollecitazione
11            Speranza ravvivata
12-16            Jahweh istilla fiducia al suo popolo oppresso

09  Risvégliati, risvégliati, rivéstiti di forza, braccio di Jahweh!
Risvégliati come nei giorni di una volta[1],
come nelle antiche età!
Non sei tu che facesti a pezzi Rahab,
che trafiggesti il dragone
[2]?

10 Non sei tu che prosciugasti il mare,
le acque del grande abisso,
che facesti delle profondità del mare una via
per il passaggio dei redenti?
[3]

 Le parole “risvegliati” rivolte a Dio non sono da prendere letteralmente. Dio non dorme mai [4], ma veglia sempre sul suo popolo, né Gli manca la forza per effettuare in qualsiasi momento la sua liberazione. Se aspetta col suo intervento vi è una ragione.

Il Signore aveva incoraggiato il suo popolo. Ora questo tenta di spronare Dio, con le parole appena lette, di iniziare i suoi interventi.

La preghiera si fonda su ciò che Dio ha fatto per il suo popolo nel passato. Si rievoca la liberazione da Rahav[5], dal dragone [6], l’Egitto[7].

La rievocazione delle opere di Dio suscita sempre speranza e luce per il futuro (come nel capitolo 35:10).

11 I riscattati[8] di Jahweh torneranno.
Verranno con canti di gioia a Sion.
Letizia eterna coronerà il loro capo.
Otterranno felicità e gioia.
Il dolore e il gemito fuggiranno.

Canti di gioia, non cantati per abitudine, ma con cuori pieni di felicità. Dio asciugherà ogni lacrima dagli occhi dei redenti e non ci sarà più la morte, né cordoglio, né grido, né dolore, perché le cose di prima sono passate (Ap 21:4).

Nel versetto 12 Dio riprende la parola

12 «Io, io sono colui che vi consola[9].
Chi sei tu che temi l'uomo che deve morire,
e il figlio dell'uomo che passerà come l'erba;
13   e hai dimenticato Jahweh che ti ha fatto,
che ha disteso i cieli e fondato la terra?
Tu tremi continuamente, tutto il giorno,
davanti al furore dell'oppressore,
quando si prepara a distruggere.
Ma dov'è il furore dell'oppressore?

 Jahweh rileva 3 cose:
1. Egli rileva con enfasi che Lui è il loro Consolatore.
2. Chi ha Dio come Consolatore non deve temere l’uomo mortale.
3. Che l’oppressore fra poco non si troverà più.

Già nel versetto 7 Dio aveva ordinato di non temere gli insulti degli uomini, né di essere sgomenti per i loro oltraggi. Essi saranno divorati come un vestito dalla tignola. L’espressione “mi at” – chi sei tu, mi suona come una acclamazione di meraviglia. Proprio tu? Un credente non deve temere l’uomo.

Ciò non è sempre facile, perché a volte Dio permette che l’uomo faccia tanto male al suo simile e noi temiamo il dolore.

Anche Gesù ha insegnato a non temere l’uomo.

Mat 10:28non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l'anima e il corpo nella Geenna”.

Poi ordinò a Giovanni di scrivere all’angelo della chiesa di Smirne:

Ap 2:10: Non temere ciò che stai per soffrire: ecco, il diavolo sta per gettare alcuni di voi in carcere, per mettervi alla prova e avrete una tribolazione per dieci giorni. Sii fedele fino alla morte e ti darò la corona della vita.

 Temere l’uomo significa: dimenticarsi di Jahweh, il suo fattore, il creatore dei cieli e della terra; cioè perderlo di vista, non attribuirGli l’importanza che ha in tutte le situazioni della nostra vita.

Fra poco “il furore dell’oppressore”appartiene al passato. Dove sono oggi tutti coloro che hanno fatto tremare il mondo? In attesa del loro giudizio.

Dio promise che

14 Colui che è curvo nei ceppi sarà presto liberato:
non morirà nella fossa, non gli mancherà il pane.
15 Io, infatti, sono Jahweh, il tuo Dio.
Io sollevo
[10] il mare, e ne faccio muggire le onde;
il
mio suo nome è Jahweh degli eserciti.

 Dio promette la liberazione dei prigionieri, non moriranno per fame. Dio conosce la situazione d’ogni prigioniero. E questa promessa è basata sulla sua onnipotenza con la quale egli fa schiumare il mare in tempesta, sul suo nome: Jahweh Zevaot.

16 Io ho messo le mie parole nella tua bocca
e ti ho coperto con l'ombra della mia mano
per spiegare [nuovi] i cieli e fondare [una nuova] la terra,
per dire a Sion: "Tu sei il mio popolo"».

 Questo popolo ha un’alta vocazione. Dio vuole parlare tramite questo popolo, sopravissuto in tutte le sue tribolazioni, perché coperto dall’ombra della sua mano. Dio intende creare un nuovo mondo di giustizia e di schierarsi apertamente in favore d’Israele, portatrice della sua parola.

 APPLICAZIONE

Come la passata redenzione d’Israele dalla schiavitù dell’Egitto divenne speranza per la sua liberazione dalla potestà della Babilonia, così per noi tutte le liberazioni e compimenti delle promesse di Dio, inclusa quella più grande, quella compita nella persona di Gesù, sono la base per la nostra completa liberazione nel giorno di Gesù Cristo. Quale gioia vi sarà nella folla dei redenti che si radunerà davanti al trono di Dio per manifestargli la sua riconoscenza.

 Dovremmo continuamente richiamare le vecchie verità di Dio alla nostra memoria per rafforzare la fede in Lui, che ha sempre l’ultima parola. Non vi è nulla che sia troppo difficile per lui.

 Quanti peccati vengono compiuti anche oggi dai credenti per la paura degli uomini, paura che prevale contro il timore di Dio (12)? Quante paure opprimono l’uomo di problemi che mai avvengono.

L’ansietà e varie malattie connesse sono solo alcune conseguenze.

Anche noi a volte perdiamo di vista il gran giorno del nostro inserimento nella presenza di Dio (11), del nostro rapimento. Verità che ci sono stati trasmessi per la nostra consolazione (12; 1Te 4:18).

Anche in noi il Signore ha messo le sue parole per comunicarli agli altri e quante volte ci ha coperto con l’ombra della sua mano e non ce ne siamo nemmeno accorti (16).


[1] Ebr., ND, CEI „nei giorni antichi”
[2] tan’nin
[3] ga’al – redenti tramite un prezzo o sangue.
[4] Elia si beffava dei sacerdoti di Baal quando questi non mandò del fuoco sul loro sacrificio in seguito alle loro preghiere dicendo di gridare più forte perché forse si era addormentato (1Re 18:27).
Anche i figli di Core chiesero al Signore di svegliarsi (Sl 44:23).
[5] Ebr. Rahab - lett. superbia, nome poetico dell’Egitto
[6]  Ap 12:7-9; 20:2 - il dragone, il serpente antico, cioè il diavolo, Satana.
[7]  Ez 29:3 "Così parla DIO, il Signore: Eccomi contro di te, faraone, re d'Egitto, gran coccodrillo (ND dragone; ebr. tan’nim), che stai disteso in mezzo ai tuoi fiumi e dici: «Il fiume è mio e sono io che l'ho fatto!»
[8] padah – liberati con potenza.
[9] Versetto 3
[10] ragà significa anche dividere e potrebbe riferirsi alla liberazione d’Israele dall’Egitto.