Coloro che hanno esperimentato Dio nella loro vita sentono un enorme vuoto quando il Signore, per qualche motivo, tace. Così il ricordo degli interventi meravigliosi di Dio nel passato della storia del popolo dIsraele induce il profeta alla
Sembra
impossibile che Dio possa rimanere insensibile vedendo la
situazione del Suo popolo.
| 15 | Guarda dal cielo, e
osserva, dalla tua abitazione santa e gloriosa. Dove sono il tuo zelo, i tuoi atti potenti? Il fremito delle tue viscere e le tue compassioni non si fanno più sentire verso di me. |
Che
cosa chiede il profeta a Dio?
Di guardare e di osservare.
Io
so che non ho bisogno di chiederTi di guardare e di osservare,
perché nulla Ti sfugge. Tu sai ogni cosa e se Tu taci o non
intervieni vè una ragione ben precisa. Ogni Tua azione è
motivata dal Tuo amore verso le tue creature. Tu porti avanti il
Tuo piano meraviglioso e niente e nessuno Ti possono impedire ad
effettuarlo.
Da
dove invita il profeta di guardare e di osservare?
dal cielo, la sua abitazione santa e gloriosa.
Che
cosa dice il profeta dellabitazione di Dio?
Che la sua abitazione è santa e gloriosa.
Sì,
nella Tua presenza non esiste nulla di contaminato, dimpuro,
di negativo, nulla che non sia perfetto, alcun ombra di tenebre.
La Tua santità riempie il cielo. Sento che lanima mia è
stata fatta per essere perfetta, santa. Tu non puoi accontentarTi
di qualcosa che è mediocre, che non è perfetto. Lanima
mia desidera entrare nella Tua presenza per ammirare la Tua
perfezione, la Tua gloria. - E meraviglioso che posso
iniziare a contemplarla già nella Tua Parola e che questa
contemplazione mi santifica tramite lopera del Tuo Spirito
in maniera che posso crescere nellassomigliarTi sempre di
più. Già ora il Tuo carattere mi riempie di gioia e
soddisfazione. Al di fuori di Te non esiste alcuna vera
soddisfazione.
Che
cosa chiede il profeta ancora a Dio?
Dove sono il tuo zelo, i tuoi atti potenti?
Dove
è andato a finire lo zelo di Dio, che si
manifestava: nei suoi atti potenti. Al profeta sembra che
Dio non abbia più del fremito delle Sue viscere nei suoi
confronti. Le circostanze sembrano indicargli che Dio non abbia
più delle compassioni per lui.
Il
profeta sente una grande vuoto e una forte nostalgia di vedere
degli interventi di Dio.
Anchio
mi ricordo con gioia quando penso ai Tuoi interventi nella mia
vita. Sento molta riconoscenza nei Tuoi confronti. Non sono degno
di tanta grazia. Tanto di più lapprezzo.
So
che la sensazione del profeta non corrispondeva alla realtà. Il
Tuo amore è talmente grande verso il Tuo popolo che le Tue
compassioni nei suoi confronti e i fremiti delle Tue viscere, non
diventano mai meno.
Sono
sicuro che soffri assistendo alle stragi in Palestina, e che
soffri che il Tuo popolo rifiuta il Tuo rimedio per loro, il
Messia Gesù.
Tu
fremi anche quando noi Cristiani viviamo al di sotto del livello
della nostra vocazione come rappresentanti Tuoi.
Vorrei
sentire gli stessi fremiti verso i miei fratelli e verso coloro
che sono ancora legati nei peccati, nei vizi e non hanno
afferrato la mano liberatrice del Salvatore Gesù.
16
Tuttavia, Perché TU
sei nostro padre;
poiché Abraham non sa chi siamo e Israel non ci riconosce.
Tu, Jahweh, sei nostro padre, il tuo nome,
in ogni tempo, è Salvatore nostro. [1]
In
altre parole, chi abbiamo al di fuori di Te? Se tu non ti occupi
di noi, non abbiamo nessuno.
Gli
Ebrei non possono contare suoi loro patriarchi, come i cattolici
non possono contare su Maria, perché i defunti ignorano la
nostra situazione e non possono interferire nella nostra
situazione. Abraham non sa chi siamo e Israel non ci riconosce.
Jahweh
avendo (De 32:6) chiamato Israele allesistenza è il loro
Padre e ciò fin dalleternità (meolam), è il loro
Goel = il più vicino parente che paga per loro il prezzo di
riscatto.
Anche
per me hai pagato il prezzo di riscatto. anchio posso
chiamarTi mio Padre. Non riesco a comprendere la dimensione nella
quale mi hai inserito, ma so che sei mio Padre. Mi hai adottato
per mezzo di Gesù Cristo, mio salvatore. Voglio seguire le orme
di Gesù, affinché Tu possa essere contento di me. So che è
molto bello quando un padre può essere fiero di suo figlio, me
lo hai fatto già gustare e anche per questo ti ringrazio.
17
SIGNORE, perché ci fai peregrinare lontano dalle
tue vie e
rendi duro il nostro cuore perché non ti tema?
Ritorna, per amor dei tuoi servi, delle tribù
della tua eredità!
Quando luomo
respinge la grazia di Dio Egli gliela ritira e lo abbandona alle
sue vie. Il cuore che si apre al peccato, che sceglie la
disubbidienza, sindurisce progressivamente, diventa
incapace a credere, fino a raggiungere un punto di non ritorno.
La situazione diventa irrimediabile. Il Faraone né è un esempio
classico e altrettanto la storia dIsraele. La massa è
perduta, ma rimane una possibilità di salvezza per il singolo,
che si appella alla grazia di Dio.
Signore
preservami dal resisterTi. Vorrei compiere ogni Tuo desiderio.
Mantieni il mio cuore sempre sensibile; anzi rendilo più
sensibile in maniera che io possa afferrare ogni Tuo desiderio
nei miei confronti. Sono Tuo e sono felice desserlo.
| 18 | Per poco tempo il tuo popolo santo
ha posseduto il paese; i nostri nemici hanno calpestato il tuo santuario. |
| 19 | Noi siamo diventati come quelli che
tu non hai mai governati, come quelli che non portano il tuo nome! |
Se
ad Israele avevi affidato un paese anche a me hai affidato delle
ricchezze di vario genere. Te ne sono tanto riconoscente e
desidero amministrarle in modo che Tu possa essere contento della
mia amministrazione. Desidero sentire dalle Tue labbra: vieni
servitore fedele
Tu
hai permesso che i nemici dIsraele hanno distrutto il Tuo
santuario, perché non serviva più allo scopo per cui Tu lavevi
fatto costruire. Il Tuo tempio oggi è nei nostri cuori. Io
sono tempio dello Spirito Santo e faccio parte del tempio che ha
come fondamento Gesù ed i suoi apostoli. Che io possa essere
consapevole di questa dignità per giammai rendere impuro la Tua
dimora in mezzo a noi.
Cera
un tempo in cui Tu guidasti e governasti il Tuo popolo. E così
Tu desideri guidarci in ogni cosa che facciamo. Tu sei il solo
savio. Seguire Te è la cosa più saggia che si possa fare.
Porto
il nome di Tuo figlio e come tale voglio essere conosciuto in
mezzo alla gente.
Che
il nome di Gesù possa essere onorato tramite un mio
comportamento degno di Lui.
| 1 | Oh, squarciassi tu i cieli, e
scendessi! Davanti a te [2] sarebbero scossi i monti. |
| 2 | Come il fuoco accende i rami
secchi, come il fuoco fa bollire l'acqua, tu faresti conoscere il tuo nome ai tuoi avversari e le nazioni tremerebbero davanti a te. |
Che
cosa desidera il profeta?
Desidera
che Dio squarciasse i cieli e scendesse = lui desidera un
intervento potente del Signore.
Dove
colloca il profeta Dio?
Lui colloca Dio nel cielo.
Questo
è una visione generale. Noi sappiamo che Dio non è lontano.
Paolo disse a Atene: In lui viviamo, ci muoviamo e siamo.
Atti 17:28.
Che
cosa succederebbe se Dio lo facesse?
1. I monti sarebbero scossi
2. Lui farebbe conoscere il suo nome ai suoi avversari, cioè
Lui farebbe sapere chi egli è e di conseguenza:
3. Le nazioni tremerebbero davanti a Lui.
Che
cosa vuol dire con le parole: come il fuoco accende i rami
secchi, come il fuoco fa bollire lacqua?
Come queste due esempi sono delle realtà incontestabili così
è sicuro che alla manifestazione di Dio succedono le tre cose
menzionate.
Su
che cosa basa questa sua certezza?
Isaia basa questa certezza sulle esperienze del passato.
Per
quanto spavaldo possa essere luomo di fronte a Dio mentre
questi rimane nel latente, nel momento che Dio si manifesta luomo
diventa un nulla.
Il
nostro Dio è un fuoco consumante (Eb 12:29)
che
divora (De.4:24).
Un
fiume di fuoco scaturisce e scende dalla sua presenza;
mille migliaia lo servono, diecimila miriadi gli stanno davanti (Da
7:10).
Chi
può resistere davanti alla sua indignazione? Chi può
sopportare l'ardore della sua ira? Il suo furore si spande come
fuoco e le rocce si schiantano davanti a lui (Naum 1:6).
| 3 | Quando facesti le cose tremende che
noi non ci aspettavamo, tu discendesti e i monti furono scossi davanti a te. |
A
quale esperienza si riferisce Isaia?
Probabilmente ai giorni in cui Dio stipulò il patto con il
popolo dIsraele, fatto che fu trasmesso di generazione in
generazione?
In quel giorno tutto il popolo tremò e temette di dover morire, sebbene Dio non era sceso sul monte per giudicarlo ma per stipulare unalleanza.
Leggiamo in Eso
20:18-19 tutto il popolo udiva i tuoni, il suono
della tromba e vedeva i lampi e il monte fumante. A tal vista,
tremava e stava lontano. E disse a Mosè: «Parla tu con noi e
noi ti ascolteremo; ma non ci parli Dio, altrimenti moriremo».
Immaginiamoci
se Dio fosse disceso per giudicare il popolo.
Leggiamo
ancora altre testimonianze tramandate.
Quando Mosè chiese
la presenza di Dio in mezzo al campo, dato che Israele era un
popolo di collo duro il SIGNORE rispose: Ecco, io faccio un
patto: farò davanti a tutto il tuo popolo meraviglie, quali non
sono mai state fatte su tutta la terra né in alcuna nazione;
tutto il popolo in mezzo al quale ti trovi vedrà l'opera del
SIGNORE, perché tremendo è quello che io sto per fare
per mezzo di te Eso 34:10.
In
seguito rivolgendosi al popolo Mosè disse: Egli è
l'oggetto delle tue lodi, è il tuo Dio, che ha fatto per te
queste cose grandi e tremende che gli occhi tuoi hanno
viste (De 10:21).
Davide
in una delle sue preghiere disse a Dio: qual popolo è come
il tuo popolo, come Israele, l'unica nazione sulla terra che Dio
sia venuto a redimere per formare il suo popolo, per farsi un
nome, per compiere cose grandi e tremende, cacciando
davanti al tuo popolo, che ti sei redento dall'Egitto, delle
nazioni con i loro dèi? 2Sam 7:23.
In vari salmi racconta le opere che il Signore ha compiuto:
Sal
68:8 la terra tremò; anche i cieli si
sciolsero in pioggia davanti a Dio; lo stesso Sinai tremò
davanti a Dio, al Dio d'Israele.
Sal
18:6-7 Nella mia angoscia invocai il SIGNORE, gridai al
mio Dio. Egli udì la mia voce dal suo tempio, il mio grido
giunse a lui, ai suoi orecchi. Allora la terra fu scossa e
tremò, le fondamenta dei monti furono smosse e scrollate; perché
egli era colmo di sdegno.
Sal
66:3, 5 Il salmista invita nel suo canto i fedeli a
cantare: Come sono tremende le opere tue! Per la
grandezza della tua potenza i tuoi nemici ti aduleranno.
Venite e ammirate le opere di Dio; egli è tremendo nelle sue
azioni verso i figli degli uomini. Egli cambiò il mare in terra
asciutta; il popolo passò il fiume a piedi.
Sal
105:27-36 Fino al giorno doggi si ricorda
cantando come Dio per mezzo di Mosè e Aaronne manifestò la sua
maestà imparagonabile:
Essi
(Mosè e Aaronne) operarono in mezzo a loro i miracoli da lui
ordinati, fecero dei prodigi nella terra di Cam.
Mandò
le tenebre e si fece buio, eppure non osservarono le sue parole.
Cambiò
le acque in sangue e fece morire i loro pesci.
La
terra brulicò di rane, fin nelle camere dei loro re.
Egli
parlò, e vennero mosche velenose e zanzare in tutto il loro
territorio.
Mandò
loro grandine invece di pioggia, fiamme di fuoco sul loro paese.
Colpì
le loro vigne e i loro fichi e spezzò gli alberi del loro
territorio.
Egli
parlò e vennero cavallette e bruchi innumerevoli, che divorarono
tutta l'erba del paese e mangiarono il frutto della loro terra.
Poi
colpì tutti i primogeniti nel loro paese, le primizie del loro
vigore
Sal
106:21-22 Dimenticarono Dio, loro salvatore, che
aveva fatto cose grandi in Egitto, cose meravigliose nel paese di
Cam, cose tremende sul mar Rosso.
Tutte
queste cose erano note al profeta Isaia. E lui può dire con
assoluta certezza:
4
Mai si era udito, mai orecchio aveva sentito dire, mai occhio
aveva visto
che un altro dio, all'infuori di te, agisse in favore di chi spera
in lui.
Ad
Abram Dio aveva detto: Io sono il tuo scudo
Davide
cantò (Sl 18:30): Egli è lo scudo di tutti quelli che
sperano in Lui.
Un
altro salmista cantò (Sl 33:18): Ecco, l'occhio del
SIGNORE è su quelli che lo temono, su quelli che sperano
nella sua benevolenza..
E
Isaia disse (30:18): il SIGNORE è un Dio di giustizia.
Beati quelli che sperano in lui!
Paolo
ci insegna (Ro 5:5): la speranza non delude, perché
l'amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori mediante lo
Spirito Santo che ci è stato dato.
| 5 | Tu vai incontro a chi
gode nel praticare la giustizia, a chi, camminando nelle tue vie, si ricorda di te; ma tu ti sei adirato, perché abbiamo peccato nel tempo passato, ma noi saremo salvati. [3] |
Va
incontro a chi gode nel praticare la giustizia
Cosa
vuol dire andare incontro a una persona?
Gesù raccontò lepisodio di un figlio che sperperò la
sua eredità nel mondo e che poi trovandosi in estrema povertà e
dovendo pascolare dei porci senza potersi nemmeno sfamare con ciò
che mangiavano i porci entrò in sé e disse:
Mi
leverò e andrò da mio padre, e gli dirò: Padre, ho peccato
contro il cielo e davanti a te non sono più degno di essere
chiamato tuo figlio; trattami come uno dei tuoi lavoratori
salariati. - Egli dunque si levò e andò da suo padre. Ma
mentre era ancora lontano, suo padre lo vide e ne ebbe
compassione; corse, gli si gettò al collo e lo baciò.
Certamente
questo è un esempio in cui un padre andò incontro
a suo figlio.
Vogliamo
leggere come Gesù proseguì il racconto, perché è troppo bello:
il
figlio gli disse: "Padre, ho peccato contro il cielo e
davanti a te e non sono più degno di essere chiamato tuo figlio".
Ma il padre disse ai suoi servi: "Portate qui la veste più
bella e rivestitelo, mettetegli un anello al dito e dei sandali
ai piedi. Portate fuori il vitello ingrassato e ammazzatelo;
mangiamo e rallegriamoci, perché questo mio figlio era morto ed
è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato". E si
misero a fare grande festa. Lu 15:18-24
Isaia
dice che Dio va incontro a chi gode nel praticare la
giustizia.
Ciò include perciò
il penitente, colui che si avvia a praticare la giustizia.
Colui che ha gustato che il Signore è buono gode a praticare la giustizia, perché nella giustizia vè la vita e con ciò la vera gioia.
Ascoltiamo i salmista del salmo 119:
24 Le tue testimonianze sono la mia gioia; esse sono i miei consiglieri. 35 Guidami per il sentiero dei tuoi comandamenti, poiché in esso trovo la mia gioia. 47 Troverò gioia nei tuoi comandamenti, perché li amo. 77 Venga su di me la tua compassione, e vivrò; perché la tua legge è la mia gioia. 92 Se la tua legge non fosse stata la mia gioia, sarei già perito nella mia afflizione. 111 Le tue testimonianze sono la mia eredità per sempre, esse sono la gioia del mio cuore. 143 Affanno e tribolazione mi hanno colto, ma i tuoi comandamenti sono la mia gioia. 174 Io bramo la tua salvezza, SIGNORE, e la tua legge è la mia gioia.
Se
è vero che Dio va incontro a chi pratica la giustizia è pure
vero che
tu
ti sei adirato, perché abbiamo peccato nel tempo passato.
Ritengo che la traduzione della ND sia migliore che invece di nel
tempo passato traduce e: a lungo
Latteggiamento
del profeta è tipico per i giusti che non indicano col dito gli
altri dicendo: Voi avete peccato, ma che dice
abbiamo peccato.
Chi
si rende conto di aver peccato si rende anche conto che ha
bisogno di essere salvato.
E
se conosce il cuore di Dio e la sua parola potrà dire con il
profeta: ma noi saremo salvati.
Cè speranza per chi prosegue come il profeta:
| 6 | Tutti quanti siamo diventati come
l'uomo impuro, tutta la nostra giustizia come un abito sporco; tutti quanti appassiamo come foglie e la nostra iniquità ci porta via come il vento. |
Di nuovo Isaia non dice: Tutti sono diventati ma ... siamo diventati.
Lui non si eleva sugli altri in un orgoglio spirituale.
Lui, come Paolo, riconosce che non vè alcun giusto, neanche uno. Isaia lo realizzò quando ebbe la visione di Dio al principio del suo ministero e ebbe la paura di dover morire (Isaia 6).
Paolo disse di se
stesso: Difatti, io so che in me, cioè nella mia carne,
non abita alcun bene; poiché in me si trova il volere, ma il
modo di compiere il bene, no (Ro 7:18).
Ci sono coloro che
dicono: "Sono ricco, mi sono arricchito e non ho bisogno di
niente!"
Ma
a loro Gesù risponde: Tu non sai, invece, che sei infelice fra
tutti, miserabile, povero, cieco e nudo. Perciò io ti consiglio
di comperare da me dell'oro purificato dal fuoco, per
arricchirti; e delle vesti bianche per vestirti e perché non
appaia la vergogna della tua nudità; e del collirio per ungerti
gli occhi e vedere. Ap 3:17-18
Se
non esperimenteremo questa purificazione saremo veramente come
foglie portate via col vento in un posto dove gemeremo per leternità.
| 7 | Non c'è più nessuno
che invochi il tuo nome, che si risvegli per attenersi a
te; poiché tu ci hai nascosto la tua faccia, e ci lasci consumare dalle nostre iniquità. |
Perché,
secondo Isaia, non vè nessuno che invochi il nome di Dio?
Perché Dio ha nascosto la sua faccia. Perché Dio
permette che le persone vengono consumate nella loro iniquità.
Quando
Dio abbandona luomo a se stesso o agli altri uomini ciò è
una manifestazione di un suo giudizio. In Romani 1: 28 leggiamo:
Egli li ha abbandonati in balìa della loro mente perversa sì
che facessero ciò che è sconveniente.
E
difficile accontentare luomo peccatore.
Se
Dio interviene e punisce il peccatore allora si dice che Dio è
un despota.
Se
lascia passare il peccato e permette che gli uomini vengono
consumati o si consumano gli uni gli altri nelle loro iniquità
allora Dio non cè o è ingiusto.
Certo
chi soffre di più in questultima situazione è sempre il
giusto, ma Dio ne tiene conto per il giorno della giusta
rimunerazione (ricompensa).
| 8 | Tuttavia, SIGNORE, tu
sei nostro padre; noi siamo l'argilla e tu colui che ci formi; tutti noi siamo opera delle tue mani. |
| 9 | Non adirarti fino all'estremo, o
SIGNORE! Non ricordarti dell'iniquità per sempre; ecco, guarda, ti supplichiamo (per favore); tutti noi siamo tuo popolo. |
Isaia
si presenta come un sacerdote in favore del popolo. Egli continua
a identificarsi con coloro che egli chiama suoi figli in quanto
opera delle mani di Dio. Linciso, per favore, nella sua
preghiera ci rivela i profondi sentimenti di Isaia. Egli chiede a
Dio di togliere dai suoi ricordi le loro iniquità.
Siamo
tutti lopera di Dio. Israele si trovava in quel tempo come
il vaso mal riuscito che è stato rimpastato (Ger. 18:1-10).
Questa situazione certamente non è piacevole. Dio sa bene quello
che fa. Siamo noi che a volte siamo confusi, specialmente quando
il filo di comunione fra noi e Dio si è interrotto a causa del
nostro peccato.
E
molto bello come Isaia interviene in favore di coloro che non
hanno ancora i suoi sentimenti. Isaia cerca di mettersi nei panni
di Dio. Non pensa a sé ma a coloro che egli identifica come il
popolo di Dio (tuo popolo), del quale fa parte anche lui.
Isaia
si chiede:
E
possibile che Dio rimanga impassibile di fronte alla situazione dIsraele?
perciò
prosegue con le parole:
| 10 | Le tue città sante sono un deserto; Sion è un deserto, Gerusalemme è una desolazione (Sl 74; 79). |
| 11 | La nostra santa e
magnifica casa, dove i nostri padri ti celebrarono, è
diventata preda delle fiamme, quanto avevamo di più caro è stato devastato. |
| 12 | Davanti a queste cose
te ne rimarrai impassibile, o SIGNORE? Tacerai e ci affliggerai fino all'estremo? |
Ci
troviamo circa nel 698 a. Cr. . Isaia, tramite la
rivelazione profetica, pronuncia queste parole prima della
distruzione del tempio nel 586 a. Cr. come se fosse già
avvenuta.
Dio
non rimane indifferente di fronte a queste cose. E Lui che
li provocherà a causa del peccato di coloro che avrebbero dovuto
onorarlo davanti alle popolazioni pagane. Invece di servirGli di
testimonianza lo hanno disonorato, adeguandosi alle abitudini e
ai peccati delle nazioni. Perciò un intervento di giudizio sarà
necessario se non ci sarà un ravvedimento. Il ravvedimento non
è stato e così le cose annunziate da Isaia sono diventate realtà.
Questi
principi valgono ancora oggi e perciò anche oggi né tu, né io,
né Israele possiamo vivere in pace fintanto che non con profondo
pentimento riconosceremo Gesù il Messia (Yeshua HaMashiach)
come Salvatore e Signore della propria vita.
[1] nostro Padre, nostro Redentore da sempre (è)
tuo nome.
[2] Mipaneicha
davanti alla tua faccia
[3] ND in questo
abbiamo continuato a lungo e abbiamo bisogno di essere salvati.