Isaia 65:1-16 -
Risposta di Jahweh alla preghiera
Nei due capitoli precedenti troviamo il profeta supplicando Dio, che
per lui stramente rimaneva silenzioso, mentre il suo popolo soffriva
e il paese rimaneva desolato. In questo capitolo abbiamo la risposta
divina. Non era Dio che si meritava un rimprovero Dio ma il popolo,
perché esso rifiutava i continui inviti di Dio di ritornare a Lui. Egli
aveva chiamato ed aspettato il suo popolo invano. Sono rimasti indifferenti
e ribelli al di fuori di un piccolo rimanente fedele che sarà salvato.
1 - La
conversione di persone che non fanno parte del suo popolo
1 "Io
sono stato ricercato da quelli che prima non chiedevano di me, sono
stato trovato da quelli che prima non mi cercavano; ho detto: "Eccomi,
eccomi", a una nazione che non portava (o: invocava) il mio nome.
Gesù ha detto: "Chi cerca trova" e qui JAHWEH dice che LUI è stato
cercato ed è stato trovato.
Da chi?
Da coloro non chiedevano di lui, da coloro non lo cercavano, da una
nazione che non portava o invocava il suo nome.
La traduzione spagnola rende invece di "una nazione che non
portava il mio nome" con: "á gente que no invocaba mi nombre",
che è sicuramente il senso qui, perché il Signore ha chiamato e chiamerà,
durante il Regno del Messia, gente proveniente da tutte
le nazioni e non da una sola nazione. Noi non facevamo parte
del suo popolo, ma oggi facciamo parte del popolo del Signore e portiamo
il nome di Cristo (Cristiani).
Paolo ci dice che Dio ha fatto conoscere la ricchezza della sua gloria
verso di noi, vasi di misericordia, che Egli ha chiamati sia
fra i Giudei che fra i Gentili.
Ro 9:22-24 Che
c'è da contestare se Dio, volendo manifestare la sua ira e far conoscere
la sua potenza, ha sopportato con grande pazienza dei vasi d'ira preparati
per la perdizione, e ciò per far conoscere la ricchezza della sua
gloria verso dei vasi di misericordia che aveva già prima preparati
per la gloria, cioè verso di noi, che egli ha chiamato non soltanto
fra i Giudei ma anche fra gli stranieri?
Poi cita il profeta Osea per dimostrare che ciò era previsto (Os.
2:1).
Così egli dice appunto in Osea: "Io
chiamerò "mio popolo" quello che non era mio popolo e "amata" quella
che non era amata"; e "avverrà che nel luogo dov'era stato detto:
"Voi non siete mio popolo", là saranno chiamati "figli del Dio vivente"".
Poi (Ro 9:27- 29) citando
il profeta Isaia dice che pochi Israeliti saranno salvati: "Anche
se il numero dei figli d'Israele fosse come la sabbia del mare, solo
il resto sa-rà salvato; perché il Signore eseguirà la sua parola sulla
terra in modo rapido e de-finitivo".
Come Isaia aveva detto prima: "Se
il Signore degli eserciti non ci avesse lasciato una discendenza,
saremmo diventati come Sodoma e saremmo stati simili a Gomorra".
C'è da dire che il contesto nel profeta Osea indica che "il
non popolo" non saranno le nazioni ma il popolo d'Israele rientrato
nella grazia del Signore. Il popolo fu chiamato Lo Ammi, perché era
infedele. Os 1:10 "Tuttavia,
il numero dei figli d'Israele sarà come la sabbia del mare, che non
si può misurare né contare. Avverrà che invece di dir loro, come si
diceva: "Voi non siete mio popolo", sarà loro detto: "Siete figli
del Dio vivente".
Pietro scrisse agli ebrei eletti che vivevano nella dispersione:
1P 2:9-10 "Ma
voi siete una stirpe eletta, un sacerdozio regale, una gente santa,
un popolo che Dio si è acquistato, perché proclamiate le virtù di
colui che vi ha chiamati dalle tene-bre alla sua luce meravigliosa;
voi, che prima non eravate un popolo, ma ora siete il popolo di Dio;
voi, che non avevate ottenuto misericordia, ma ora avete ottenuto
mi-sericordia".
Paolo prosegue: Ro 9:30
"Che diremo dunque?
- Diremo che degli stranieri, i quali non ricercavano la giustizia,
hanno conseguito la giustizia …" Questa espressione assomiglia
molto a ciò che dice il Signore in Isaia 65:1. Sarà poi nel capitolo
10:20-21 che cita proprio il profeta Isaia 65:1-2.
2-5 -
La descrizione del popolo eletto
2 Ho
steso tutto il giorno le mani verso un popolo ribelle, che cammina per
una la via non buona, seguendo i propri pensieri;
3 verso
un popolo che sempre mi provoca sfacciatamente, che offre sacrifici
nei giardini e fa fumare profumi sui mattoni;
4 che
sta fra le tombe e passa le notti nelle caverne, che mangia carne di
maiale e ha nei suoi vasi cibi impuri; 5 che dice: "Fatti in là, non
ti avvicinare perché io sono più santo di te. Queste cose Cose simili
sono per me come un fumo nel naso, un fuoco che arde da mattina a sera.
Che cosa dice Dio di se stesso?
Che ha steso tutto il giorno le mani verso il suo popolo.
Che bella figura offre Dio di se stesso. Lui ha steso tutto il giorno
le sue mani.
Ciò dimostra tanta pazienza e amore, e l'invito a tornare da una via,
che conduce alla perdizione (Mt 7:13) per rifugiarsi fra le sue braccia,
che aspettano il ritorno di chi è andato lontano per stringerlo al
suo petto.
A che tipo di persone ha stesso con pazienza le sue mani?
Verso un popolo ribelle, un popolo che lo provocava sempre sfacciatamente.
Come si manifestava questa ribellione, questa provocazione?
Con i 5 atteggiamenti, introdotti con "che" …
1. camminando per la via non buona, seguendo i propri pensieri;
2. offrendo sacrifici nei giardini e facendo fumare profumi sui mattoni;
3. stando fra le tombe e passando le notti nelle caverne,
4. mangiando carne di maiale e avendo nei suoi vasi cibi impuri;
5. dicendo: "Fatti in là, non ti avvicinare perché sono più santo
di te.
Che cosa sono queste cose per Dio?
Queste cose sono per me come un fumo nel naso, un fuoco che arde da
mattina a sera = insopportabili.
6-7 - L'uomo ribelle non rimarrà per sempre
impunito
6 Ecco,
tutto ciò sta scritto davanti a me; io non tacerò, anzi vi darò la retribuzione,
sì, vi verserò in grembo la retribuzione
7 delle
iniquità vostre", dice JAHWEH, "e al tempo stesso delle iniquità dei
vostri padri, che hanno fatto fumare profumi sui monti e mi hanno insultato
sui colli; io misurerò loro in grembo il salario della loro condotta
passata".
Anche in Mal 3:16 viene detto
che davanti a Dio viene scritto un libro. Leggiamo: "Allora
quelli che hanno timore di Jahweh si sono parlati l'un l'altro; Jahweh
è stato attento e ha ascoltato; un libro è stato scritto davanti a
lui, per conservare il ricordo di quelli che temono Jahweh e rispettano
il suo nome".
E in Sal 56:8 leggiamo:
"Tu conti
i passi della mia vita errante; raccogli le mie lacrime nell'otre
tuo; non le registri forse nel tuo libro?" Tutte le opere
vengono registrate.
In Geremia 17:1 leggiamo: "Il
peccato di Giuda è scritto con uno stilo di ferro, con una punta di
diamante; è scolpito sulla tavola del loro cuore e sui corni dei vostri
altari."
In Apoc. 20:12-13 sta scritto
che al giudizio verranno aperto i libri e gli uomini saranno giudicati
secondo le loro opere.
Come Dio non tacerà finché in Gerusalemme non spunterà la
giustizia come l'aurora (62:1) così che cosa dice Dio che farà?
Non tacerà = non continuerà a pazientare per sempre ma darà la giusta
retribuzione per le iniquità commesse.
L'uomo raccoglierà ciò che ha seminato. Già Salomone aveva detto:
Prov 1:24-31 Poiché,
quand'ho chiamato avete rifiutato d'ascoltare, quand'ho steso la mano
nessuno vi ha badato, anzi avete respinto ogni mio consiglio e della
mia correzione non ne avete voluto sapere, anch'io riderò delle vostre
sventure, mi farò beffe quando lo spavento vi piomberà addosso; quando
lo spavento vi piomberà addosso come una tempesta, quando la sventura
v'investirà come un uragano e vi cadranno addosso l'afflizione e l'angoscia.
Allora mi chiameranno, ma io non risponderò; mi cercheranno con premura
ma non mi troveranno. Poiché hanno odiato la scienza, non hanno scelto
il timore di Jahweh, non hanno voluto sapere i miei consigli e hanno
disprezzato ogni mia riprensione, si pasceranno del frutto della loro
condotta, e saranno saziati dei loro propri consigli.
Ogni cosa è registrata sia nella memoria di Dio che nella nostra
memoria. Saranno rivelato e giudicato perfino i pensieri che gli uomini
hanno avuto.
Mat 6:4 "la
tua elemosina sia fatta in segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto,
te ne darà la ricompensa."
Mat 6:6 "Ma
tu, quando preghi, entra nella tua cameretta e, chiusa la porta, rivolgi
la preghiera al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede
nel segreto, te ne darà la ricompensa".
Mar 4:22 "non
vi è nulla che sia nascosto se non per essere manifestato; e nulla
è stato tenuto segreto, se non per essere messo in luce".
"La retribuzione sarà loro
versato in grembo".
Fino al tempo di Gesù dei dono furono dati e ricevuti in grembo.
Leggiamo in Luca 6:38 : "Date,
e vi sarà dato; vi sarà versata in seno buona misura, pigiata, scossa,
traboccante; perché con la mi-sura con cui misurate, sarà rimisurato
a voi".
Ciò viene sottolineato poi nei versetti 11-12 dove in seguito viene
rilevato la distinzione fra coloro che servono il Signore e coloro
che l'abbandonano, verità che si trova ripetutamente nella Parola
del Signore (Mal. 3:15-18).
L'unico modo per evitare questo giudizio è ravvedersi e affidare
la propria vita a Gesù. In Isaia non viene ancora contemplato il giudizio
davanti al trono bianco per tutti gli uomini ma solo quello temporaneo.
Dio non può per sempre ignorare la ribellione degli uomini contro
la sua maestà.
8-10 - Vi sarà un grande contrasto fra i servi
di Dio e chi l'abbandona
8 Così
parla JAHWEH: "Come quando si trova del succo in un grappolo, si dice:
"Non lo distruggere perché lì c'è una benedizione", così farò io, per
amor dei miei servi, e non distruggerò tutto.
9 Io
farò uscire da Giacobbe una discendenza / e da Giuda un erede dei miei
monti; i miei eletti possederanno il paese, / i miei servi vi abiteranno.
10 Sharon
sarà un recinto di greggi, / la valle d'Acor, un luogo di riposo alle
mandrie, per il mio popolo che mi avrà cercato.
Tutto il popolo meritava d'essere distrutto, come Sodoma e Gomorra
a suo tempo. Ma per amor di 10 giusti Dio avrebbe risparmiato queste
città malvagie. Dio non fa d'ogni erba un fascio.
2Pi. 2:9 "Il
Signore sa liberare i pii dalla prova e riservare gli ingiusti per
la punizione nel giorno del giudizio".
Il Signore ha dato al fico sterile ancora del tempo prima di abbatterlo.
L'occhio divino rileva l'elemento di valore in mezzo alla massa corrotta
e senza valore. Così Dio promise: per amor dei miei servi, e non distruggerò
tutto.
Che cosa invece farà il Signore?
Lui si sceglierà in mezzo al suo popolo una discendenza, un erede
per i suoi monti. Sarebbe bene che gli abitanti nel Medio Oriente
si rendessero conto che la terra d'Israele è proprietà di Jahweh,
e sarà Lui a darla ai suoi eletti, ai suoi servi, a coloro che l'hanno
cercato. Essi vi abiteranno senza che nessuno li molesterà.
Quale contrasto sarà invece fra questi è coloro che hanno ignorato
le mani stesse del Signore.
11 Ma
voi, che abbandonate JAHWEH, che dimenticate il mio monte santo, che
apparecchiate la mensa a Gad e riempite la coppa di vino profumato a
Meni,
12 io
vi destino alla spada e vi piegherete tutti per essere scannati; poiché
io ho chiamato, e voi non avete risposto; ho parlato, e voi non avete
dato ascolto; ma avete fatto ciò che è male ai miei occhi e avete preferito
ciò che mi dispiace".
13 Perciò,
così parla JAHWEH, il Signore: "Ecco, i miei servi mangeranno, ma voi
avrete fame; ecco, i miei servi berranno, ma voi avrete sete; ecco,
i miei servi gioiranno, ma voi sarete delusi;
14 ecco,
i miei servi canteranno per la gioia del loro cuore, ma voi griderete
per l'angoscia del cuor vostro e urlerete perché avrete lo spirito affranto.
15
Lascerete il vostro nome come una imprecazione fra i miei eletti: "Il
Signore, JAHWEH, ti faccia morire!" Ma egli darà ai suoi servi un altro
nome,
16 in
modo che chi si augurerà di essere benedetto nel paese, lo farà per
il Dio di verità °,
e colui che giurerà nel paese, lo farà per il Dio di verità; perché
le afflizioni di prima saranno dimenticate, saranno nascoste ai miei
occhi.
°
verità = Amen =
Il Dio fedele, che mantiene il patto e le sue promesse (Deut. 27:15
seg..) Vedi Ap. 3:14
Mentre il nome di coloro che hanno abbandonato il Signore diventerà
un termi-ne di maledizione Jahweh darà ai suoi servi un nuovo nome
(62:2).
Grazie Signore che mi hai mostrato le tue mani stese nella persona
di Gesù, che tu mi hai dato la grazia di conoscerti in Lui, che tu
mi hai dato tutto te stesso in lui e che in lui mi hai benedetto con
ogni benedizione nei luoghi celesti. In lui mi hai dato un futuro
cancellando il mio passato del quale oggi mi vergogno. Tu sei il Dio
della verità, Elohim amen, il Dio fedele.
Isaia 65:17-25 - Le
cose nuove che Jahweh creerà faranno dimenticare le cose passate
17
Poiché, ecco, io
creo nuovi cieli e una nuova terra; non ci si ricorderà più delle cose
di prima; esse non torneranno più in memoria.
Il "poiché" si collega col versetto precedente e piega perché i credenti
dimentiche-ranno le afflizioni. Noi credenti avremo tutti una cattiva
memoria: non ci ricorde-remo più delle cose di prima. Le cose di prima
non torneranno più in memoria a causa dei nuovi cieli e della nuova
terra che creerà Jahweh. Perdere la memoria è una brutta malattia,
ma la presente promessa del Signore è una benedizione. Nes-sun'esperienza
amara del passato turberà la nostra perfetta pace. Basandosi sulle
parole del profeta, Pietro ha scritto: "secondo la sua promessa, noi
aspettiamo nuovi cieli e nuova terra, (e aggiunge) nei quali abiti
la giustizia" (2Pi:3:13). Quale privilegio avere e conoscere la Parola
di Dio! La Parola di Dio illumina il nostro cammino. Essa è una carta
d'orientamento, una bussola, un sostegno, una parola d'incoraggiamento
in un mondo che barcolla al buio. Quando si adempierà la sudetta promessa?
Secondo Pietro ciò avverrà dopo il giorno del Signore in cui i cieli
di adesso passe-ranno e la terra sarà bruciata: Il giorno del Signore
verrà come un ladro: in quel giorno i cieli passeranno stridendo,
gli elementi infiammati si dissolveranno, la terra e le opere che
sono in essa saranno bru-ciate (2Pi 3:10). Da Giovanni sappiamo che
i nuovi cieli e la nuova terra saranno creati da Dio dopo il Regno
millenniale di Pace. Ma già durante questo Regno la terra sarà rinnovata
di splendore, senza che si tratti ancora dei nuovi cieli e della nuova
terra: Ap 21:1-5a Poi vidi un nuovo cielo e una nuova terra, poiché
il primo cielo e la prima ter-ra erano scomparsi, e il mare non c'era
più. E vidi la santa città, la nuova Gerusalem-me, scendere giù dal
cielo da presso Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo.
Udii una gran voce dal trono, che diceva: "Ecco il tabernacolo di
Dio con gli uo-mini! Egli abiterà con loro, essi saranno suoi popoli
e Dio stesso sarà con loro e sarà il loro Dio. Egli asciugherà ogni
lacrima dai loro occhi e non ci sarà più la morte, né cor-doglio,
né grido, né dolore, perché le cose di prima sono passate". E colui
che siede sul trono disse: "Ecco, io faccio nuove tutte le cose".
Quale impatto dovrebbe avere questa promessa sui credenti? Sia Gesù
che tutti gli apostoli ci dicono che questa speranza dovrebbe esercita-re
su di noi uno stimolo molto forte di santificazione. Pietro scrisse:
"Poiché dunque tutte queste cose devono dissolversi, quali non do-vete
essere voi, per santità di condotta e per pietà, mentre attendete
e affrettate la venuta del giorno di Dio, in cui i cieli infocati
si dissolveranno e gli elementi infiammati si scioglieranno! Perciò,
carissimi, aspettando queste cose, fate in modo di essere trovati
da lui immacolati e irreprensibili nella pace" (2Pi 3:11-12, 14).
Paolo avvertì i credenti di vegliare e di essere sobri: 1Te 5:1-6
Quanto poi ai tempi e ai momenti, fratelli, non avete bisogno che
ve ne scriva; perché voi stessi sapete molto bene che il giorno del
Signore verrà come viene un ladro nella notte. Quando diranno: "Pace
e sicurezza", allora una rovina improvvisa verrà lo-ro addosso, come
le doglie alla donna incinta; e non scamperanno. Ma voi, fratelli,
non siete nelle tenebre, così che quel giorno abbia a sorprendervi
come un ladro; perché voi tutti siete figli di luce e figli del giorno;
noi non siamo della notte né delle tenebre. Non dormiamo dunque come
gli altri, ma vegliamo e siamo sobri; E Gesù, annunciando ai suoi
che: "il cielo e la terra passeranno" disse che avreb-bero dovuto
badare affinché i loro cuori non fossero intorpiditi da una vita carnale:
"Badate a voi stessi, perché i vostri cuori non siano (aggravati -
ND) intorpiditi da stravi-zio, da ubriachezza, dalle ansiose preoccupazioni
(ansietà, ND preocupazioni) di questa vita e che quel giorno non vi
venga addosso all'improvviso come un laccio; perché verrà sopra tutti
quelli che abitano su tutta la terra" (Lu 21:34-35). Lui previde per
loro una possibilità di scampo dal giorno del Signore (Lu 21:36):
"Vegliate (pres. imp.) dunque, pregando in ogni momento, affinché
siate in grado di scampare a tutte queste cose che stanno per venire,
e di comparire davanti al Figlio del-l'uomo". Pietro esortò i credenti
di aspettare la rivelazione di Gesù (1P 1:13): "Perciò, do-po aver
predisposto la vostra mente all'azione, state sobri, e abbiate piena
speranza nella grazia che vi sarà recata al momento della rivelazione
di Gesù Cristo". Due ordini in vista di quello che Dio farà Le nostre
gioie e esultanze attuali durano per un breve tempo. Il Signore promette
esultanze in eterno. Siamo esortati di gioire già per quanto Dio sta
per creare. Se lo facciamo dimostriamo fede nel Dio di verità (Amen
- vers. 15). 18 Gioite, sì, esultate in eterno per quanto io sto per
creare; poiché, ecco, io creo Gerusalemme per il gaudio, e il suo
popolo per la gioia. 19 Io esulterò a motivo di Gerusalemme e gioirò
del mio popolo; là non si udranno più voci di pianto né grida d'angoscia;
Dio creerà Gerusalemme e la sua popolazione per il gaudio e la gioia
di chi? Per la gioia del popolo e per Lui stesso, come ha detto già
in precedenza: "la mia delizia è in lei" (62:4). Vorrei che potesse
gioire anche di me. So che mi ama, ma è una ben altra co-sa poter
gioire di una persona. Il pianto e le grida d'angoscia saranno finiti,
perché Dio darà in Israele per magi-strato la pace, per governatore
la giustizia. Non si udrà più parlare di violenza, di devastazione
e di rovina (60:17-18). Verrà il giorno in cui Dio asciugherà ogni
lagrima dagli occhi dei redenti (Ap. 21:4), perché tutte le conseguenze
del peccato saranno cancellate completamente in virtù del sacrificio
di Gesù. Non però per coloro che hanno rifiutato la salvezza di Dio
in Gesù . La morte sarà rara Durante il Regno messianico la durata
della vita tornerà a quella degli uomini pri-ma del diluvio. Gli uomini
avranno la possibilità di entrare nell'eternità senza ve-dere la morte.
Esisterà ancora la morte fisica, però morire a 100 anni sarà conside-rato
d'essere morto giovane a causa di una vita peccaminosa. Dio dice:
20 non ci sarà più, in avvenire, bimbo nato per pochi giorni, né vecchio
che non compia il numero dei suoi anni; chi morirà a cent'anni morirà
giovane e il peccatore sarà colpito dalla maledizione a cent'anni.
21 Essi costruiranno case e le abiteranno; pianteranno vigne e ne
mangeranno il frutto. 22 Non costruiranno più perché un altro abiti,
non pianteranno più perché un altro mangi; poiché i giorni del mio
popolo saranno come i giorni degli alberi; i miei eletti godranno
a lungo l'opera delle loro mani. 23 Non si affaticheranno invano,
non avranno più figli per vederli morire all'improvviso; poiché saranno
la discendenza dei benedetti del SIGNORE e i loro rampolli staranno
con essi. Affaticarsi per qualcosa in vano, senza potersi goderselo
dispiace come costruirsi una casa senza poter entrare in essa per
abitarvi piantarsi una vigna senza poter mangiarne il frutto o costruirsi
una casa e dover assistere che un altro se la prende per abitarvi
o piantarsi una vigna che un altro prenderà in possesso o pure vedere
i figli morire all'improvviso. Tutto ciò non avverrà più, perché saranno
la discendenza dei benedetti del SIGNORE = i giorni loro saranno come
i giorni degli alberi. Queste cose fanno parte del passato, di una
società ingiusta, che non viveva nei giusti rapporti con Dio e perciò
senza le benedizioni di Dio. Queste promesse ci fanno vedere quanto
Dio partecipa alle nostre gioie e ai nostri dispiaceri. Non si compierà
nessun male e danno Ci sarà una tale armonia fra Dio e gli abitanti
di Gerusalemme che in quei giorni Egli risponderà ai loro desideri
prima che li esprimeranno a Lui. E questa armonia e la pace si estenderà
anche al regno animale. 24 Avverrà che, prima che m'invochino, io
risponderò; parleranno ancora, che già li avrò esauditi. 25 Il lupo
e l'agnello pascoleranno assieme, il leone mangerà il foraggio come
il bue, e il serpente si nutrirà di polvere. Non si farà né male né
danno su tutto il mio monte santo", dice il SIGNORE. Perciò rallegriamoci,
esultiamo per quello che Dio sta per fare manifestandoGli tutta la
nostra fiducia, tenendo presente che tutto ciò è solo possibile perché
Gesù prese su di sé il carico e la condanna dei nostri peccati e che
per noi Dio ha previsto ancora cose più meravigliose per cui siamo
esortati non solo di rallegrarci e lodare Dio ma anche di procacciare
la santificazione, la somiglianza di Gesù sotto tutti gli aspetti.