Malachia 3:1-6

Tema: La purificazione dei figli di Levi

Quale è il legame con la rivelazione precedente?

Siccome i Giudei hanno contestato Dio dicendo che sosteneva coloro che fanno il male (2:17) Egli rivela cosa farà.

 

Che cosa insegna di Dio?

3:1       Egli manda il suo messaggero (angelo).

Perché? Per spianare la via davanti a Lui.

E che cosa succederà subito dopo?

E subito il Signore (Adonai), l’angelo del patto entrerà nel suo tempio.

– Se Lui è il Signore che loro cercano, l’angelo del patto che loro desiderano, se il tempio è suo vuol dire che l’angelo del patto è Jahweh stesso. Ciononostante è distinto da Lui perché Jahweh degli eserciti dice: “Ecco egli viene”

3:2       Come sarà la sua venuta?

La venuta dell’angelo del patto sarà tremenda.

Da che cosa lo possiamo rilevare?

Dall’affermazione: “Chi potrà resistere nel giorno della sua venuta? Chi potrà rimanere in piedi quando egli apparirà?”

Che cosa viene detto di Lui?

“Egli è come il fuoco del fonditore, come la potassa dei lavatori dei panni”.

3:3       Che cosa farà?

“Si siederà come chi raffina e purifica l’argento, e purificherà i figli di Levi e li raffinerà come si fa dell’oro e dell’argento”.

3:3-4   Quale sarà la conseguenza di questa purificazione?

Che offriranno a Jahweh offerte giuste (in giustizia – be’zedakah – ricorda la situazione in cui parlava 1:8). “Allora l’offerta di Giuda e di Gerusalemme sarà gradita a Jahweh”.

Il versetto 5 spiega con maggiore dettaglio i versetti 2-3

3:5       Jahweh si accosterà per giudicare ed essere un testimone pronto. Contro chi?

Gli incantatori, gli adùlteri, quelli che giurano il falso, quelli che derubano l'operaio del suo salario, che opprimono la vedova e l'orfano, che fanno torto allo straniero e non hanno timore di me (Lui).

 In quale rapporto sta l’ultima frase di 2:17 e 3:2-4 ?

Questi versetti indicano che il Dio della giustizia ha i suoi momenti precisi per giudicare e sarà un testimone contro chi pecca.

 3:6       Quale è la prossima affermazione che Dio fa di sé e perché?

“io, Jahweh non cambio”

La parola “poiché” indica che questa affermazione sta in uno stretto rapporto di quello che il Signore ha detto appena.

1. Egli vuole indicare che il suo rapporto nei confronti del peccato è sempre uguale, anche se per i Suoi motivi qualche volta tarda a giudicare.

2. Allo stesso modo i figli di Giacobbe non sono stati ancora consumati ciononostante che se lo meritassero, perché Egli mantiene le sue promesse. Vedi Lam. 3:22[1].

 

Malachia 3:7-12

Il pentimento per il mancante pagamento delle decime porterà la benedizione.

 3:7      Di quale peccato accusa Dio il popolo?

D’essersi allontanati fin dal tempo dei loro padri dai suoi precetti, dal non averli osservati.

Quale ordine rivolge a loro?

Di tornare a Lui

Quale promessa fa Dio a loro nel caso che sarebbero tornati?

Che anche lui sarebbe tornato a loro.

3:8       In che modo dovevano tornare?

Nel smettere a derubarlo.

In che cosa stavano derubandolo?

Nelle decime e nelle offerte.

3:9       Quale era la conseguenza di questa loro mancanza?

            Che erano colpiti di maledizione

3:10     Come doveva manifestarsi il loro tornare a Lui?

Nel portare tutte le decime alla casa del tesoro

A cosa servivano?

Perché ci sia cibo nella sua casa. Serviva come mantenimento per i Leviti e sacerdoti.

Quale promesse diede il Signore se lo avessero fatto?

Avrebbe aperto le cateratte del cielo, li avrebbe benedetti tanto da non saper più dove deporre tanta benedizione.

Spiegazione in dettaglio:

3:11     Avrebbe minacciato l’insetto divoratore in maniera che non avrebbe più distrutto il frutto della terra.

La vigna non sarebbe più stata infruttuosa nella campagna.

3:12     Tutte le nazioni li avrebbero proclamati beati, perché il loro paese sarà un paese di delizie.

 

CHE COSA NE IMPARO IO?
Quando tengo per me quello che Dio aveva destinato per altri non posso aspettarmi le benedizioni di Dio. Quando partecipo agli altri le benedizioni di Dio Egli moltiplicherà i suoi doni in mio favore.


[1] Lam 3:22 è una grazia del SIGNORE che non siamo stati completamente distrutti; le sue compassioni infatti non sono esaurite;