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Osea 4:1-14

La contestazione del Signore con gli abitanti del paese.

La parola contestazione (riv byr ) significa anche contesa forense.

4:1-6
LE ACCUSE NEI CONFRONTI DEL POPOLO

(sul banco degli imputati)

Quale è la situazione? Che cosa non va bene? v.1

1. Non c'è verità - si fanno le promesse senza mantenerle.
2. Non c'è misericordia - altruismo e comprensione. Ognuno pensa a sé.
3. Non c'è conoscenza di Dio - c'è un vuoto formalismo.
Si tratta di valori essenziali per una società armoniosa.

Quale sono le conseguenze? v. 2-3

a) atteggiamenti devastanti descritti nel v. 2.
b) questo degrado porta a un giudizio di Dio che non può rima-nere indifferente. Il paese sarà in lutto. Oggi parliamo di un disastro ecologico quando soffrono uomini, animali, uccelli, pesci. Non si può beffarsi di Dio. Ciò che l'uomo semina pu-re mieterà.

Che cosa non deve fare nessuno? v. 4

contestare o rimproverare.
Quando le cose vanno male si cerca spesso il capo espiatorio. Ci si accusa a vicenda.
Il popolo se la prende con i governanti.
Ma questo è un confondere le cose e crearsi dei falsi alibi.

Perché perisce il popolo? Quale è il problema? v. 6

C'è la mancanza della conoscenza di Dio.

4:6b-10
LE ACCUSE NEI CONFRONTI DEI SACERDOTI

Sembra che questa mancanza di conoscenza dipenda dai sacerdoti
Che cosa hanno fatto?

  • · hanno rifiutato la conoscenza,
  • · hanno dimenticato la legge di Dio
  • · hanno peccato contro Lui
  • · si nutrivano dei peccati del popolo
  • · hanno abbandonato il servizio del Signore.

Quei sacerdoti erano uomini istituiti dagli uomini, perché Geroboamo aveva scacciati i sacerdoti e Leviti (2Cr 11:13-16). Si trattava perciò di pseudo sacerdoti.
Invece di essere delle guide spirituali si adeguavano ai desideri del popolo, godendo così il loro sostegno. Vedi 2.Ti 4:3.
Ma Dio li giudicherà severamente per questo conformismo.

Che cosa farà? v. 9-10

Il sacerdote subirà la stessa sorte del popolo ........

4:11-14
SPEZIFICAZIONE DEL PECCATO D'IDOLATRIA

Quali altri peccati del popolo vengono elencati?
prostituzione, ubriachezza,

Che cosa dobbiamo intendere sotto la prostituzione? v. 11-15
La consulenza del legno, i sacrifici in cima ai monti, l'idolatria
Questi peccati vengono da molto lontano, dalla disubbidienza di non aver distrutto il presa di possesso della terra tutti gli idoli e idolatri come prescritto dal Signore (De 12:2-39).
Sembra comunque che vi sia stato anche la prostituzione sacra.
Dio promette che non avrebbe punito le figlie perché si prostituivano. Evidentemente colpirà chi ha indotto le giovani a farlo.

4:15
UN APPELLO A GIUDA

Giuda riceve un triplice invito
1. di non andare a Ghilgal
2. di non salire a Bet-Aven
3. di non dire "il Signore vive".

Ghilgal era il primo luogo dove Israele si accampò passando il Giordano ma era diventato un centro idolatrico (9:15; 12:12).
Bet Aven era Betel (casa di Dio) dove Giacobbe aveva fatto il suo sogno. PerGeroboamo collocò il vitello d'oro per l'adorazione così fu cambiato ò lì il nome in Bet Aven casa = della malvagità.
Il Signore vive era diventato una abitudine vuota che il Signore condanna (Mt 5:33-37).

4:16-19
IL GIUDIZIO SARÀ IMPLACABILE

Visto che Israele non ascolta essa sarà deportata (19).

Una meditazione

ISRAELE AMMONITO PER LE SUE INFEDELTÀ

Come dovette risuonare terribile agli orecchi a al cuore degli Israeliti la voce dell’uomo che parlava in nome di Dio!

Egli diceva parole di condanna, di minaccia e metteva bene in evidenza le manchevolezze di un popolo che si era così degradato da farsi idoli di metallo fuso, scambiando la gloria di Dio con immagini e l’abominio dei culti sulle alture. La corruzione fu tale che perfino i sacerdoti, preposti all’insegnamento si rendevano colpevoli di ignoranza, di negligenza e, di avidità, asserviti ai propri interessi assieme al gruppo dei profeti indegni che traevano profitti dai peccati del popolo.
"Per questo" annunciava il Signore, "il passe sarà in lutto. TUTTI QUELLI CHE LO ABITANO LANGUIRANNO ... (v. 3) "e io distruggerò tua madre" (v. 5b).
Nel tempo in cui Osea esercitava il suo ministero profetico, la folgore non si era ancora abbattuta su Israele. La nazione, sebbene divisa in due regni, sussisteva e il tempio, costruzione stupenda si ergeva in tutta la sua magnificenza sul colle di Gerusalemme.

Le parole del profeta, dunque, non erano che ammonimenti da parte del Signore ed egli lasciò pure un margine di tempo al ravvedimento sebbene già sapesse che Israele non si sarebbe convertito e, perciò votato, ineluttabilmente alla dispersione.

Il MIO POPOLO PERISCE PER MANCANZA DI CONOSCENZA

La conoscenza che era venuta meno in Israele, consisteva nella non osservanza della leggi e delle prescrizioni del Signore. "Le osserverete" aveva già detto Mosé; "e le metterete in pratica perché quella sarà la vostra sapienza e la vostra intelligenza agli occhi dei popoli".

Vorrei fare una riflessione su questo paragrafo, applicandolo alla nostra epoca, perché ogni la scrittura, ispirata da Dio, è rivolta a noi per la nostra educazione.

Lungo il corso dei secoli la cristianità ha fatto grandi opere. Ha eretto splendide cattedrali e costruito in ogni angolo della terra santuari dedicati alla Madonna e ai Santi. Si brucia incensi sui altari e organizza pellegrinaggi, manifestazione pubbliche con canti, preghiere, fiaccolate e, per l'anno duemila appena cominciato, si ha aperto perfino un giubileo che promette di dare l'accesso al perdono dei peccati e, alla remissione delle pene che dovremmo scontare nell’aldilà.

Ma in tutte queste cose ci si è sviati e si ha smarrito la via della sapienza, perché in tal modo si ha rivolto l'occhio e la mente verso il punto dove Dio non è.

Infatti, anche nella nostra società, come ai tempi di Osea, non c’è né verità, né misericordia, né conoscenza di Dio. Si spergiura, si mente, si uccide, si ruba, si commette adulterio, e si aggiunge sangue a sangue in tutte le guerre che si combattono.

E se oggi coloro che governano (siano essi capi politici o religiosi) fanno anch’essi così e si prostituiscono al denaro, alla carriera e al potere, ahimè! non c'è che da temere per il futuro delle generazioni che verranno, perché, allora, tolto ogni freno, non ci saranno più limiti all'involuzione e all’orrore.

Già vediamo tanti dei nostri giovani, storditi e senza più ideali perire "nelle stragi del sabato sera" o a causa della droga. L'umanità, così corrotta, si avvia inesorabilmente verso il precipizio. "Nessuno contesti e nessuno rimproveri" dice Dio, perché fino ad una certa misura siamo tutti corrisponsabili.

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