LA CURA D’ANIME (1)
Base teologica

 

3. Alcuni presupposti biblici per la cura d’anima

 

1. A proposito di Dio

In che modo parla Dio oggi a noi?

Dio ci parla oggi quasi esclusivamente attraverso la Scrittura. Egli ci ha rivelato in essa ogni cosa di cui abbiamo bisogno, per conoscere Lui, noi stessi e il mondo che ci circonda, in forma di racconti storici, poesia, canti e comandamenti (II Ti 3:15-16).

Cosa ci insegna il Salmo 139 sul rapporto uomo – Dio?

L’uomo, sia egli credente o meno, non può sfuggire dalla presenza di Dio. L’uomo è circondato da Dio che lo conosce a fondo, che lo voglia o meno, se ne accorga o meno.

Sec. questo salmo si può affermare che esiste una sfera in cui Dio non centra?

No, il pensiero di poter separare il “religioso” dal “secolare” è completamente escluso. Non si può distinguere nella vita tra la settimana secolarizzata e la domenica sacra. La Scrittura ci presenta una veduta nella quale tutta la vita è in qualche modo collegata a Dio: metodi, azioni, valori, attitudini, concetti sono sempre o centrati su Dio o su qualcosa che non è Dio e dunque sono peccaminosi. Non esiste una sfera personale dalla quale possiamo escludere Dio.

Che cosa ci insegna Colossesi 1:16-17?

In lui (Gesù) sono state create tutte le cose che sono nei cieli e sulla terra, le visibili e le invisibili: troni, signorie, principati, potenze; tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. Egli è prima di ogni cosa e tutte le cose sussistono in lui.”

Ogni aspetto della vita, ogni circostanza, ogni incidente, ogni situazione ha un rapporto con Lui. Non esiste problema neutrale.

Quali sono le implicazioni di tale affermazione per la cura d’anima?

Per la cura d’anima tale affermazione implica che la persona in difficoltà dovrebbe riconoscere che tutta la sua vita ha un rapporto con Gesù, il che diventa fonte di speranza. Dietro ogni evento c’è Lui. La vita non è assurda, ma ha un significato che Gesù conosce. La consapevolezza che ogni evento possiede un significato benevolo per coloro che amano Dio (Rom.8:28) diventa il punto di partenza e l’obbiettivo dell’aiuto. Il Signore fa parte del problema. Matteo 6:33 insegna che il benessere è riservato a coloro che cercano prima il Regno di Dio e la sua giustizia.

Quindi la cura d’anima deve porre Gesù al centro del processo. Noi abbiamo tutto pienamente in lui (Col 2:10) Lo scopo deve essere quella di aiutare la persona in difficoltà ad approfondire la sua relazione con Dio, perché da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose (Rom.11:36). La vita deve essere valutata con i criteri di Dio.

Il processo dell’aiuto deve essere caratterizzato dalla consapevolezza della Sua presenza e da un atteggiamento di attesa, perché ogni aiuto proviene da Lui. Egli si occupa di ognuno, conosce e simpatizza con la persona in difficoltà.

Spesso le nostre vie non sono le Sue, perché i nostri pensieri sono limitati e influenzati dal peccato. Nella consulenza la persona deve cambiare le proprie idee adeguandole alle Sue. Dio richiede la sottomissione dei pensieri e dei desideri alla Sua volontà. L’uomo deve inquadrarsi nel Suo disegno, e non viceversa.

Non esiste nulla che possiamo fare senza di Lui (Gv 15:5). Non siamo esseri autonomi, ma dipendenti o da Dio o da satana.

Caratteristiche di Dio e le loro implicazioni nella cura d’anima.

1. Dio è trino

Quando parliamo del Dio trino consideriamo un aspetto di Dio che per noi esseri umani rimane sempre un mistero. Non possiamo comprendere Dio nella sua intera essenza, perché sorpassa la nostra capacità d’intendimento. Deut. 29:28 afferma che esistono degli aspetti che Lui non ha rivelato agli uomini: “Le cose occulte appartengono al Signore nostro Dio, ma le cose rivelate sono per noi e per i nostri figli per sempre, perché mettiamo in pratica tutte le parole di questa legge.” Ma quello che Egli ha rivelato lo dobbiamo conoscere per metterlo in pratica.

 

Quali implicazioni ha la trinità nella cura d’anima?

1.     Dio ha superato l’immensa separazione fra Lui e l’uomo per mezzo della incarnazione di Gesù.

Gesù ha conosciuto ogni sorta di tribolazione e le ha vissute senza peccare, perciò è capace di simpatizzare con noi. Egli vuole e può aiutarci a superare i problemi nel modo che gli fa piacere. Gesù c’invita ad avvicinarci al Suo trono quale sorgente di grazia e di aiuto.

Questo aspetto viene espresso in maniera meravigliosa dall’autore dell’epistola agli Ebrei 4:14-16: "Avendo dunque un grande sommo sacerdote che è passato attraverso i cieli, Gesù, il Figlio di Dio, stiamo fermi nella fede che professiamo. Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non possa simpatizzare con noi nelle nostre debolezze, poiché egli è stato tentato come noi in ogni cosa, senza commettere peccato. Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ottenere misericordia e trovare grazia ed essere soccorsi al momento opportuno."

 

2.     Dio ha provveduto con la morte di Cristo tutto ciò che era necessario per il perdono dei peccati.

3.     Dio ci fornisce la forza per poter vivere una vita vittoriosa con l’invio dello Spirito Santo egli.

 

2. Dio è giusto

Quali problemi hanno avuto Davide ed Asaf che abbiamo anche noi (Sal. 37; 73)?

A loro sembrava che Dio fosse ingiusto. Hanno visto delle situazioni in cui il giusto soffriva delle ingiustizie e l’ingiusto godeva del benessere. Ma poi ambedue si sono reso conto che l’ingiustizia era soltanto apparente e temporanea.

Anche la morte di Cristo poteva essere considerata apparentemente la vittoria di Satana, mentre proprio così Gesù gli ha schiacciato la testa (Gen.3:15).

Per colui che si occupa delle persone in difficoltà, elargire tale messaggio, significa incoraggiare, a acquisire una visione che oltrepassa la situazione immediata e si estende fino all’eternità. Dio farà giustizia, perché Lui è giusto. Per l’uomo è importante tenere stretta tale verità, soprattutto quando il desiderio di vendetta prende il sopravvento nei pensieri. Non si tratta di una via facile per la persona coinvolta nell'ingiustizia, perché l’invidia, il risentimento, la vendetta insieme all’auto commiserazione costituiscono un grande campo di battaglia. Per colui che aiuta c’è bisogno di fermezza nell’esposizione dei principi divini e di pazienza nella loro applicazione.

I nomi di Dio

In certi momenti Dio si è rivelato con un nome che si adattava alla situazione.

Come si presentò Dio ad Abramo e perché?

Gen. 17:1 - Si presentò come El Shaddai (Dio Onnipotente), per assicurarlo che avrebbe mantenuto la sua promessa. Per Lui niente è impossibile perché Egli è El Shaddai. Era quello che Abramo aveva bisogno di sentire, ed è quello che molte persone in difficoltà devono ricordare.

 

Come si rivelò Dio a Mosè e perché?

Esodo 3:15 - Si rivelò come “Jahweh” = Colui che è, che era e che sarà, lo stesso ieri, oggi e domani; Egli non cambia e mantiene le sue promesse, mantiene il patto con il suo popolo.

 

Anche i fedeli hanno dato a Dio dei nomi, con i quali si rivolsero a Lui in base alla loro esperienza con Lui. Tali nomi sono altrettanto rivelatori del carattere di Dio.

 

Quale nome diede Agar a Dio e perché?

Gen. 16:1-13 – Atta El Roy = tu sei un Dio che vede

Perché il Signore si rivelò a lei mentre fuggiva dalla sua padrona, la chiese di tornare e umiliarsi, le disse che doveva chiamare suo figlio Ismaele, che aveva visto la sua afflizione e le predisse alcuni aspetti del futuro per suo figlio.

 

Quale nome diede Abramo a Dio e perché?

Gen. 22:1-19 - Jahweh Jireh = Jahweh provvede (vedi versetto 8), perché Dio aveva provveduto nel momento giusto un sostituto per il suo figlio in forma del montone.

 

Quali nomi diede Mosè a Dio e perché?

Esodo 17:15 - Jahweh Nissi = Jahweh è mia bandiera, perché Egli gli ha dato la vittoria su Amalec.

Deut. 32:1-43 – ha’zur = la rocca, perché era il sostegno e il rifugio (v. 37) per il popolo d’Israele. Viene applicato anche al fondatore di una nazione (Is. 51:1).

 

Che nome diede Davide a Dio e perché?

Salmo 23 – Jahweh ro’ì = Jahweh mio pastore, perché si sentiva sotto la sua cura allo stesso modo come lui aveva curato le sue pecore.

Sal 68:5 – Dio è padre degli orfani e difensore delle vedove

 

 

2.      A proposito dell'uomo

a.       L'UOMO È UN ESSERE MATERIALE

Che cosa era l’uomo al principio insieme a tutta la creazione?

Gen.1:31 - “molto buono”.

Quali implicazioni ha questa conoscenza per la cura d’anima?

C'è chi pensa che il problema dell'uomo è che egli abbia un corpo fisico.
Anche Adamo aveva un corpo fisico. Il problema dell’uomo non è che egli abbia un corpo, ma che Adamo trasgredì l’ordine di Dio e che si è corrotta la sua natura. Così ogni uomo nasce oggi con inclinazioni cattive.

Possono essere vinte le abitudini e le inclinazioni cattive e come?

Le cattive abitudini possono essere vinte vivendo un'intima comunione con Dio.
Secondo Ro 6:6-7, 11-14  il nostro vecchio uomo è stato crocifisso con lui, affinché il corpo del peccato fosse annullato e noi non serviamo più al peccato; infatti colui che è morto, è libero dal peccato. Dobbiamo fare conto di essere morti al peccato, ma viventi a Dio, in Cristo Gesù.  Dunque non deve regnare il peccato nel nostro corpo mortale per ubbidire alle sue concupiscenze; e non dobbiamo prestare le nostre membra al peccato, come strumenti d'iniquità; ma presentarci a Dio, come di morti fatti viventi, e le nostre membra come strumenti di giustizia a Dio; infatti il peccato non avrà più potere su di noi; perché non siamo sotto la legge ma sotto la grazia.
Secondo Ga 5:16, 25  dobbiamo camminare secondo lo Spirito per non adempiere i desideri della carne.

Il corpo e l’anima possono limitarci a causa del peccato, ma non possono ostacolare l’opera dello Spirito di Dio.

b.  L’UOMO È UN ESSERE SPIRITUALE

Che cosa ci viene detto della creazione dell’uomo?

Ge 2:7 - Dio fece di Adamo un'anima vivente soffiandogli nelle narici un alito vitale.

Si può discernere nell’uomo una parte materiale e una spirituale, l’uomo esteriore e l’uomo interiore, la parte visibile e la parte invisibile.

L'apostolo Paolo ci insegna che l'essere intero dell'uomo consiste nel “lo spirito, l'anima e il corpo” (1Tess. 5:23).

 

Come identifica la Bibbia la parte interiore dell’uomo ?

Mat 15:18-19; Luca 6:45 ; Rom. 10;8-10

La parte interiore dell’uomo è identificata come “cuore”: “ciò che esce dalla bocca viene dal cuore, ed è quello che contamina l'uomo. Poiché dal cuore vengono pensieri malvagi, omicidi, adultèri, fornicazioni, furti, false testimonianze, diffamazioni.” - “dall'abbondanza del cuore parla la sua bocca.”

C’è una conformità fra l’uomo interiore e esteriore.

L’uomo parla, ragiona, progetta, comprende, riflette, dubita, percepisce, intende ecc. “nel suo cuore”.

 

Che cosa implica questa conoscenza per la cura d’anima?

Il fatto che dal cuore dell’uomo vengono cattivi pensieri ecc. richiede che l’uomo ha bisogno di essere purificato nel suo cuore (Ebr10:22 [1]). Il puro di cuore viene benedetto (Matt. 5:8).

 

Come può essere purificato il cuore?

Con la parola di Dio, lo Spirito santo e il sangue di Gesù.

b1. COME ESSERE SPIRITUALE L’UOMO È UN ADORATORE

Quale problema ha creato la caduta dell'uomo in questo campo?

Rom.1:25 Gli uomini "… hanno mutato la verità di Dio in menzogna, e hanno adorato e servito la creatura invece del Creatore, che è benedetto in eterno." L'uomo era stato creato per vivere in comunione con Dio e per adorare soltanto Lui. Dio doveva essere il centro e lo scopo della sua esistenza, ma dal momento della caduta l'uomo ha cambiato l'oggetto della sua adorazione. Egli ha servito la creatura invece del Creatore.

Ezechiele 14:3-4 parla degli idoli del cuore. L'uomo ha sostituito l'adorazione di Dio con l'adorazione dei propri desideri. Questi idoli sono identificati nel N.T. con: desideri, brame, concupiscenze passioni e costituiscono la motivazione per quello che l'uomo vive in contrapposizione con la volontà di Dio.

 

Basta mirare a un cambiamento comportamentale nella cura d’anima?

No, è necessario giungere fino alla consapevolezza degli idoli del cuore, i desideri che motivano il comportamento. Le passioni peccaminose devono essere sostituite con delle motivazioni secondo Dio, con l'amore autentico per Dio e per il prossimo.

Si tratta di un processo difficile che richiede pazienza e perseveranza, perché spesso la persona in difficoltà non è cosciente dei propri desideri. Dio solo conosce il cuore e Lui deve rivelare ciò che determina il nostro pensare ed agire.

b2.   COME ESSERE SPIRITUALE L’UOMO È UN ESSERE MORALE

Che cosa distingue l’uomo dall’animale e lo rende un essere intelligente e moralmente responsabile? Ge 1:27

Il fatto che l’uomo è stato creato all’immagine di Dio.

Per questo Dio lo ritiene responsabile per il suo pensare e agire che sono misurati con la norma della Sua Parola. Ogni violazione degli ordini di Dio è peccato, quindi l’uomo è responsabile. La Bibbia afferma che tutti hanno peccato e nessuno è capace di soddisfare il criterio di Dio. Soltanto per mezzo della rigenerazione l’uomo può ricevere un nuovo intendimento delle cose di Dio e la capacità di eseguire la sua volontà.

 

Che cosa è necessario a causa della caduta dell’uomo? 

Ef. 4:22-24 “avete imparato per quanto concerne la vostra condotta di prima a spogliarvi del vecchio uomo che si corrompe seguendo le passioni ingannatrici; a essere invece rinnovati nello spirito della vostra mente e a rivestire l'uomo nuovo che è creato a immagine di Dio nella giustizia e nella santità che procedono dalla verità.”

Col 3:10 “e vi siete rivestiti del nuovo, che si va rinnovando in conoscenza a immagine di colui che l'ha creato.”

 

Questi due brani fanno intendere che l’immagine di Dio nell’uomo caduto è distorta e ha bisogno di essere rinnovata. L’uomo deve rivestirsi della giustizia e la santità di Dio. Il rinnovamento è un processo che durerà fino alla fine della vita (anche se le azioni peccaminose devono cessare immediatamente).

Per la cura d’anima è importante enfatizzare, che ogni persona nata di nuovo è equipaggiata per fare quello che Dio richiede tramite lo Spirito di Dio.

 

 

c.  L’UOMO È UN ESSERE SOCIALE

Dio ha provveduto un vis-à-vis per l’uomo (la donna). L’uomo può godere la comunione con gli altri, può comunicare, può amare ed essere amato; l'uomo è creato per amare Dio e il prossimo.

Purtroppo anche qui il peccato è penetrato e ha causato delle conseguenze devastanti nelle relazioni interpersonali. Anche se la capacità sociale non è cancellata, essa viene vissuta nell’uomo in maniera distorta ed egoista. La capacità sociale ha la sua espressione nelle diverse relazioni che l’uomo può intrattenere: nel matrimonio, nella famiglia, nel lavoro, nella chiesa ecc.

Molti brani biblici richiedono dal credente di vivere in mezzo ad altri, anche al fine di compiere il secondo grande comandamento: “ama il tuo prossimo”. Nelle relazioni sociali il credente esprime quello che è in Cristo.

Perché nella consulenza si deve esplorare quali relazioni sociali ha la persona?

Le persone che non hanno amici stanno male e hanno bisogno di guida per diventare amico di qualcuno.

In quali ambienti ci sono le maggiori difficoltà relazionali e perché?

In ambienti di stretta convivenza (famiglia, posti di lavoro, chiesa) perché vi è maggiore richiesta d’altruismo.

Quale desiderio si trova in ogni persona?

Di sentirsi compresa e curata.

Il matrimonio dovrebbe essere l’area di vita dove è esperimentata una perfetta comunione.

La Bibbia dà delle istruzioni chiare sul come vivere le diverse relazioni e sul come affrontare le difficoltà che possono sorgere in questi ambienti.

 

d.  L’UOMO È UN ESSERE CHE LAVORA

Il lavoro fa parte della creazione. Quali compiti aveva affidato Dio all’uomo?

Sottomettersi la terra, attribuire nomi agli animali e regnare sopra di essi. Nel suo lavoro Adamo aveva a che fare con il mondo animato e non animato. Ciò richiedeva forza fisica e intellettuale. Perciò Dio ha messo nell'uomo la curiosità. L'uomo vuole scoprire, capire e produrre.

Evidenzia le caratteristiche etiche del lavoro per un credente secondo l'epistola di Paolo ai Colossesi ed Efesini (Col. 3:22-4:1 e Ef. 6:5-9)

·      Il cristiano lavora per Cristo, come suo schiavo.

·      Qualunque sia il suo lavoro, purché non disonori Dio.

·      Sia che il padrone riconosca e apprezzi gli sforzi o meno.

·      I cristiano lavora bene, sapendo che Cristo lo vede e ricompenserà i suoi sforzi.

·      Non si lamenta.

·      Lavora per piacere a Dio, non agli uomini.

·      Il padrone deve trattare bene l’operaio immedesimandosi nelle sue esigenze.

·      Il padrone è responsabile davanti a Dio.

 

Chi non lavora in questa maniera, ma lo farà solo per il denaro, non sperimenterà la soddisfazione del lavoro. Gli stessi principi valgono anche per la casalinga e per i ragazzi che vanno a scuola.

 

e.  L’UOMO È UN PECCATORE

Quale è stato la conseguenza della disubbidienza di Adamo per tutta la sua prole?

Ro. 5:12 - il peccato è entrato nel mondo e per mezzo del peccato la morte e ha contaminano ogni aspetto della vita. L’uomo ha ereditato una natura tendente al peccato, anche se non sempre esprime al massimo questa depravazione.

L’uomo è un peccatore perché pecca o pecca perché è un peccatore?

Salmo 51:5; Ef.2:3 - Egli pecca perché è un peccatore fina dalla sua nascita.

Per quale motivo il Signore vuole dare all’uomo un nuovo cuore?

(Ez. 36:25-26; Ef. 4:22; Matt. 12:34,35)

Perché l’uomo è corrotto fin nel suo cuore. Solo col nuovo cuore l’uomo diventa capace di comprendere e ubbidire alla Sua Parola (Ez. 36:27; Rom.5:5). Dando all’uomo, che si ravvede, un nuovo cuore, Dio lo mette nella possibilità di essere trasformato.

Perché è indispensabile avere il concetto del peccato davanti agli occhi facendo la cura d’anima?

Perché il peccato non è una semplice debolezza o un errore, ma una trasgressione nei confronti di Dio e abbiamo bisogno della Sua grazia per essere purificati e liberati dalle sue molteplici implicazioni. Quando qualcuno giustificandosi dice per esempio: “Io non ho fatto niente di male”, ha molto probabilmente un'idea sbagliata del peccato. Sarebbe utile fare una ricerca sulle diverse sfaccettature del peccato.

 

3. A proposito della Scrittura

La Parola di Dio contiene tutti i principi teorici e pratici per comprendere la persona e le sue difficoltà. “La potenza divina ci ha donato tutto ciò che riguarda la vita e la pietà mediante la conoscenza di colui che ci ha chiamati con la propria gloria e virtù” II Pietro 1:3.

A.)  Quali affermazioni presenta Davide riguardo alla Scrittura? (Sal. 19:7-11)

7 La legge del SIGNORE è perfetta, essa ristora l'anima;

la testimonianza del SIGNORE è veritiera, rende saggio il semplice.

8 I precetti del SIGNORE sono giusti, rallegrano il cuore;

il comandamento del SIGNORE è limpido, illumina gli occhi.

9 … i giudizi del SIGNORE sono verità, tutti quanti sono giusti,

10 sono più desiderabili dell'oro, anzi, più di molto oro finissimo;

sono più dolci del miele, anzi, di quello che stilla dai favi.

11 Anche il tuo servo è da essi ammaestrato; v'è gran ricompensa a osservarli.

 

Nessuno oserebbe dire altrettanto dei pensieri umani.

Il N.T. asseconda pienamente le asserzioni dell’A.T.

B.)  Quali affermazioni fa Paolo in riguardo alla Scrittura (2. Tim.3:15-16)?

1.  La Scrittura è sacra

Il termine “sacra” esprime il concetto di consacrato a Dio, associato a Lui. La Scrittura è sacra a causa del suo messaggio che contiene e a causa di Colui che è l’autore di questo libro. Di conseguenza, questo libro è unico, imparagonabile ad altri libri e da non mettere sullo stesso piano. Esso contiene il messaggio di Dio che ha la potenza di avvicinare l’uomo a Dio e di portare il credente a una relazione profonda con Lui. L’efficacia della cura d’anima biblica scaturisce dall’unicità di questo libro. La Bibbia è lo strumento dello Spirito Santo per trasformare la mente e il cuore delle persone, perché assomiglino sempre più a Cristo.

2.  La Scrittura può dare [2] sapienza che conduce alla salvezza

perché lo stesso Spirito che ha ispirato gli autori degli Scritti sacri (Ebrei 3:7;4:7;10:15), può cambiare la vita attraverso questo libro, in quanto ogni sua parola proviene da Dio ed è stata data con uno scopo preciso (Rom.15:4; 1.Cor. 10:11).

3.  La Scrittura è ispirata da Dio

L’espressione “ispirata” significa letteralmente “espirata da Dio”; in altre parole, essa è Parola di Dio come se fosse parlata in modo udibile e direttamente da Dio. Se si potesse udire letteralmente la voce di Dio, Egli non direbbe nulla di più e nulla di meno di quello che è scritto in questo Libro.

Quindi la Bibbia è unica e capace, perché la sua Verità ha la sua origine in Dio e non negli esseri umani. Pietro sottolinea in 2. Pietro 1:20-21 che gli autori sono stati guidati dallo Spirito Santo.

La cura d’anima è, come la predicazione, un ministero della Parola che dipende dalla Scrittura, e come la predicazione non deve avere altre fonti di autorità.

4.  La Scrittura è utile

La Bibbia non è stata scritta per soddisfare la curiosità intellettuale, ma

per essere utile nella nostra relazione con Dio e con gli altri,

per il nostro benessere spirituale, emozionale e mentale,

per il nostro matrimonio e per le nostre famiglie,

per guidare i nostri scopi e motivazioni,

per la prevenzione e la soluzione dei nostri problemi interiori ed interpersonali,

La Scrittura è utile per l’insegnamento, essa provvede i criteri di ciò che è giusto e sbagliato, bene e male, vero e falso; essa è utile per riprendere, per convincere di peccato e mostrarci quando erriamo nel pensare, nei desideri, nelle motivazioni, nelle emozioni, nei valori, nelle azioni e relazioni.

Dio ci ha dato la Sua Parola per cambiare vita, per evangelizzare e edificare.

Non esistono situazioni per le quali la Scrittura, quale deposito della saggezza di Dio, non sia adeguata e sufficiente.

 

 



[1] Eb 10:22 avviciniamoci con cuore sincero e con piena certezza di fede, avendo i cuori aspersi di quell'aspersione che li purifica da una cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura.

[2] è capace