Principi basilari per i battesimi

Noi, come la chiesa apostolica, battezziamo solo persone che si sono ravvedute dai loro peccati e convertite (At 2.38; 3.19; 17.30). La conversione è un cambiamento di padrone: una persona passa dalla signoria di satana a quella di Dio, dalla morte alla vita, dal vivere per sé stessa al vivere per Gesù (At 26: 18-20; Cl 2.13-14; 2Co 5:15).

La domanda base per il battesimo perciò sarebbe:

È nato di nuovo?
Da che cosa si vede che qualcuno è nato di nuovo?

Ogni conversione porta con sé delle conseguenze. Quali?

· Gratitudine verso il Signore
· Il desiderio di veder salvati parenti e amici. Ne consegue che il convertito testimonia.
· Una fame spirituale. Il convertito desidera sapere di più.
· L’amore verso tutti i santi.
· Voler fare la volontà di Dio (1Gv 2.3).

Gli aspiranti al battesimo dovrebbero manifestare questi segni e avere una buona testimonianza nella chiesa e all’esterno.
Una cattiva testimonianza viene cancellata col tempo.
Il lasso del tempo dipende dal tipo di peccato commesso (adulterio, droga, fumo, mondanità, illegalità sul lavoro).
Il tempo inizia a contare dal momento che rende testimonianza pubblica.
Certi peccati si possono regolarizzare soltanto nel tempo.
Dei commercianti dovrebbero essere disponibile a normalizzare le irregolarità. Spesso non lo si può fare in modo drastico.

Certi peccati si vedono altri no.

Non battezziamo

coloro i cui peccati sono evidenti: chi fuma, si droga (ci sono anche caffè dipendenti e dipendenti dall’alcool).
Per esempio non possiamo sapere se una persona dà al Signore ciò che dovrebbe dare.
Se non lo fa ruba o è avara. L'avaro fa parte dei credenti con cui non dovremmo avere rapporti (Mal 3.8-12; 1Co 5.11).

In merito all’apparenza

siamo handicappati fin tanto che i battezzati non danno un esempio e non ci sia una linea di principi di comportamento stabilita e rispettata.

La linea di condotta generale sarebbe
· di non fare uso di trucchi e tinture di capelli,
· che le sorelle non si taglino i capelli alla maschile (1Co 11.6,14-15);
· che il credente non usi abbigliamenti provocanti (1Ti 2.9), che vuol dire che le camice non siano troppo trasparenti, senza maniche e con grande scollatura; che le gonne non siano sopra le ginocchia o aderenti.

Una persona fidanzata con un non credente

dovrebbe sciogliere il fidanzamento. La Bibbia prevede soltanto una unione con credenti battezzati. Anche la chiesa deve riconoscere che la persona, che si desidera sposare, sia un credente e non soltanto la persona interessata. Una persona riconosciuta come credente viene battezzata.

Per evitare travagli prima dei battesimi

Tutte le persone non battezzate dovrebbero essere circondate e aiutate durante tutto l'anno e non soltanto qualche settimana prima dei battesimi.
Per poter aiutare le persone nuove bisogna cercare di fare appuntamenti extra con le persone che vengono sempre dopo la riunione a parlare con te.

L’età minima del battesimo

sarebbe 14 anni. Però ci vogliono delle evidenze speciali. Al di sotto dei 18 anni ci vuole l’approvazione dei genitori. Nel caso di genitori non credenti l’approvazione deve essere dato per iscritto.

 

Col battesimo i credenti possono partecipare alla

Santa Cena

Paolo insegna

"ciascuno esamini sé stesso, e così mangi del pane e beva dal calice; poiché chi mangia e beve, mangia e beve un giudizio contro sé stesso, se non discerne il corpo del Signore. Per questo motivo molti fra voi sono infermi e malati, e parecchi muoiono. Ora, se esaminassimo noi stessi, non saremmo giudicati; ma quando siamo giudicati, siamo corretti dal Signore, per non essere condannati con il mondo" (1Co 11:28-32).

Abbiamo il diritto di escludere qualcuno dalla cena del Signore? Non dice Paolo: "ciascuno esamini sé stesso?"

Ciò riguarda i peccati conosciuti soltanto alla persona.

Il credente consapevole di avere dei peccati sulla coscienza dovrebbe chiedere immediatamente del perdono al Signore e così può partecipare alla Cena del Signore.

Se un credente è colpevole di peccati conosciuti anche da altri, questi hanno la responsabilità di avvertire il fratello e di raccomandargli di astenersi dal memoriale. Dio è un Dio santo che non si può prendere in giro.

Questa raccomandazione non è una punizione ma una protezione, affinché non mangi e beva un giudizio contro di sé. Questa astensione dovrebbe durare soltanto il tempo necessario per sistemare la situazione.

Un credente reo di peccati dai quali non vuole ravvedersi non viene escluso dalla cena del Signore ma dalla chiesa e dalla comunione con i credenti.

Se uno non può avere quello che desidera ciò creerà in lui un maggiore bisogno e lo indurrà normalmente al pentimento.

Un credente escluso è fuori comunione anche con i fratelli carnali?

Sembra ovvio, perché anche per problemi famigliari ci si comporta in simile maniera. Il rapporto che dei genitori hanno con un figlio ribelle è diverso da quello che hanno con figli ubbidienti.

homepage - indietro