Israele accusa Prodi: Vende armi al
Libano
di Dimitri Buffa
Altro che equivicinanza. Oramai tra il governo Prodi e lo
stato di Israele le distanze si sono fatte abissali.
Tanto che cè da domandarsi quando scoppierà il
caso diplomatico. Almeno se verranno confermate le
notizie date ieri da Debka.com, il sito internet vicino
allo Shin Bet e al Mossad, che accusa lItalia, anzi
più precisamente il premier Romano Prodi di avere dato
istruzioni al suo fido ministro della Difesa Arturo
Parisi di vendere rapidamente al governo di Fouad Siniora
una fornitura di alcune batterie contraeree di missili
Aster 15 che dovrebbero impedire le ricognizioni aeree
dellaviazione con la stella di Davide sulla valle
della Bekaa in attesa che si dispieghino le forze dellUnifil
per monitorare i movimenti oltre confine dei terroristi
dellHezbollah. Conferma autorevole della notizia
viene dal fatto che il capo di stato maggiore libanese
Michel Suleiman si è personalmente congratulato con il
suo premier per gli sforzi economici, diplomatici e
militari fatti in questi mesi per dotare il paese di
nuove armi di deterrenza contro il nemico sionista.
Insomma, vendiamo armi che
dovranno servire a difendere con un deterrente servizio
di contraerea le postazioni di Nasrallah da possibili
attacchi israeliani. A tanto è arrivata la folle
politica ormai dichiaratamente filo-terrorista dellesecutivo
in carica. Il prodotto che lItalia ha intenzione di
vendere a Fouad Siniora, premier del Libano, è in
realtà una fabbricazione franco-italiana.
Le fonti romane dei servizi
israeliani sono prodighe di particolari e sembra che il
nostro paese sia disposto a mettere a disposizione, oltre
alle batterie di missili, anche il know how per farli
funzionare e persino degli istruttori italiani che
dovrebbero impratichire lesercito, formato per
oltre il 50% da sciiti non molto distanti dalle posizioni
filo iraniane di Hassan Nasrallah. Sarebbe la prima volta
che simili sofisticati sistemi di armamento potrebbero
entrare in diretto possesso di estremisti e terroristi
islamici della fazione sciita khomeinista. Secondo altre
fonti di intelligence americana, lesercito libanese
presto potrebbe avere anche, dalla Francia stavolta,
potenti missili anti-carro per prevenire nuove avanzate
israeliane allinterno dei propri confini alla
caccia di terroristi Hezbollah. In pratica lEuropa
ha compiuto il miracolo di armare da una parte i
terroristi foraggiati da stati canaglia come Iran e Siria
che operano senza disturbo in Libano, e di indebolire
dallaltra la possibile capacità di reazione di
Israele in caso di altri attacchi da parte di Hezbollah o
anche dei pasdaran iraniani i cui corpi sono stati
trovati a decine in mezzo alle macerie dellultima
guerra in Libano. E difatti per non essere da meno dellItalia
anche i francesi, secondo fonti della Difesa israeliana,
avrebbero minacciato nei giorni scorsi di abbattere aerei
con la stella di Davide in ricognizione sui cieli del
Libano.
Tutto questo iper attivismo però
è solo contro il nemico sionista, perché dallaltra
parte nessuno ha veramente intenzione di disarmare gli
Hezbollah.
Incredibilmente per ora pare che il governo di Ehud
Olmert abbia intenzione di mandare giù il boccone anche
perché lintera classe politica, di governo e non,
è stata ridicolizzata dagli ultimi eventi. E sta nel
caos per la conduzione disastrosa della guerra di luglio
e per gli episodi tra il delinquenziale e la pochade
grottesca di cui è accusato il presidente della
Repubblica Moshe Katsav. Insomma è un momento buono per
gli avvoltoi anti-israeliani di sinistra per colpire lo
stato di Israele. Lunica circostanza che può avere
un vago sapore polemico nei confronti del nostro paese è
rappresentata dal ritardo inusuale dellinsediamento
del nuovo ambasciatore a Roma Gideon Meir, il successore
di Ehud Gol. Pare che dovrebbe presentare le proprie
credenziali ai primi di novembre, ma intanto sono tre
mesi che la rappresentanza diplomatica di Roma è vacante.
Infine qualche dettaglio tecnico sugli Aster 15: sono di
ultima generazione e vengono costruiti in Italia dal
gruppo Alenia della Finmeccanica. Hanno una testata da 3
chili e mezzo e una velocità massima di oltre 3600
chilometri orari. Sono missili a due stadi con
propellente booster e sono gli unici al mondo
capaci di correzione di rotta verso il bersaglio anche a
pochi istanti dallimpatto. Insomma dei gioiellini
che finiranno quasi sicuramente in mano ai terroristi
islamici. La prossima volta che Osama bin Laden o chi per
lui vorrà buttare giù qualche grattacielo in America o
in Israele è inutile che perda tanti anni, come ha fatto
con Mohammed Atta, ad addestrare piloti suicidi. Stavolta
glieli mandiamo noi i missili per lattacco. E
magari pure gli istruttori.
(L'Opinione.it, 19 ottobre 2006)
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