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SETACCIO ARCHEOLOGICO
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Preziosi reperti archeologici fra i detriti del Monte del Tempio

Il progetto di setacciare interi strati di detriti provenienti dal Monte del Tempio (a Gerusalemme) ha portato alla luce migliaia di manufatti finora sconosciuti, risalenti a periodi che spaziano dall’epoca del Primo Tempio fino ai giorni nostri.
I detriti vennero rimossi nel 1999 ad opera del Waqf (ente del patrimonio islamico) dall’area detta Scuderie di Salomone (al di sotto della Moschea di al-Aqsa) e scaricati nella sottostante Valle di Kidron (fra Monte del Tempio e Monte degli Ulivi).
Il lavoro di setaccio è stato svolto nel parco nazionale della valle Tzurim, ai piedi del Monte Scopus (sempre a Gerusalemme), grazie ai finanziamenti della Ir David Foundation. Gabriel Barkai e Tzachi Zweig, i due archeologi che hanno realizzato il progetto con l’aiuto di centinaia di volontari, pubblicheranno fotografie e informazioni relative alle nuove scoperte sul numero in uscita fra pochi giorni della rivista d’arte e cultura israeliana Ariel.
I detriti furono rimossi dal Waqf nel corso dei lavori per aprire la monumentale entrata alla nuova moschea sotterranea costruita sette anni fa sotto il lato sud-orientale della spianata del Monte del Tempio. Il Waqf e il Movimento Islamico israeliano fecero separare i detriti dalle pietre, quindi riutilizzarono gli antichi blocchi da costruzione nel timore che la polizia impedisse di portare all’interno nuovi materiali edilizi.
Il grosso dei manufatti consiste in piccoli ritrovati, termine usato per indicare manufatti che possono essere sollevati e trasportati anziché essere elementi fissi. La maggior parte dei ritrovati risale a prima del Medio Evo. Tra questi, alcuni utensili vecchi di diecimila anni, numerosi frammenti di vaso, alcune monete di mille anni fa, molti monili (ciondoli, anelli, braccialetti, orecchini e collane in una varietà di colori e materiali), accessori di vestiario, elementi decorativi, talismani, dadi e altri pezzi da gioco fatti in osso e avorio, intarsi per mobili in avorio e madreperla, figurine e statuette, pesi da bilancia in pietra e metallo, punte di freccia e proiettili di fucile, cocci di pietra e di vetro, resti di mosaici murari in pietra e vetro, mattonelle decorate e parti strutturali, marche da bollo, sigilli e una grande quantità di altri oggetti. Il progetto di setaccio non ha precedenti: è la prima volta che detriti prelevati da un sito antico vengono passati interamente al setaccio.
Tra i molti volontari che hanno collaborato all’impresa si sono visti soldati, turisti, studenti delle scuole superiori, studenti di yeshiva (seminari talmudici).
Quando i detriti vennero originariamente scaricati dal Waqf nella vallata, l’allora direttore della Israel Antiquities Authority, Amir Drori, definì la cosa “un crimine archeologico”, mentre il procuratore generale del tempo, Elyakim Rubinstein, affermò che era stato dato “un calcio alla storia del popolo ebraico”.
Ora emerge che i detriti rimossi in quel modo dal Monte del Tempio nascondevano migliaia di piccoli ritrovati di molti diversi periodi.
I manufatti più antichi finora trovati sono resti di utensili, come una lama e un raschietto, risalenti a diecimila anni fa. Alcuni cocci e frammenti di vaso in alabastro sono dell’Età del Bronzo, fra III e II millennio a.e.v. (epoca dei Cananei e dei Gebusei).
Sono stati trovati solo pochi cocci del X secolo a.e.v. (regni di Davide e Salomone). Numerosi sono invece i manufatti che risalgono a periodi più tardi dei re di Giudea (fra VIII e VII secolo a.e.v.), come pesi di pietra per pesare l’argento. Il ritrovato più sorprendente di questo periodo è una bulla, o impronta di sigillo, del Primo Tempio contenente lettere ebraiche, che potrebbe essere appartenuta a una ben nota famiglia sacerdotale menzionata nel Libro di Geremia.
Molti altri ritrovati risalgono al periodo persiano (ritorno dal primo esilio), ai periodi Asmoneo, Tolemaico ed Erodiano, e all’epoca del Secondo Tempio. Fra questi, resti di costruzioni: cocci di gesso decorati rosso ruggine, che secondo Barkai erano di moda a quell’epoca; una pietra di dieci centimetri con un sofisticato intaglio simile alle decorazioni erodiane; una pietra spezzata proveniente da una parte decorata del Monte del Tempio con evidenti segni di incendio che, secondo Barkai, potrebbero risalire alla distruzione del Secondo Tempio nel 70 e.v. Il progetto ha anche restituito manufatti dei periodi romano, bizantino, primo arabo e ottomano. Secondo Barkai, i ritrovati bizantini sono tali da modificare radicalmente la tradizionale convinzione che, a quell’epoca, il Monte del Tempio fosse deserto.

(Ha’aretz, 19 ottobre 2006 - da israele.net)