Curcuma longa
o zafferano delle indie o Turmeric
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La curcuma appartiene alla famiglia delle Zingiberaceae (Ginger)

Vieno usato il rizoma dopo. Il rizoma viene estratto dopo la fioritura quando la pianta ingiallisce.
Pare che determini una maggior produzione di muco ad azione protettiva delle cellule dello stomaco. I curcuminoidi favoriscono il flusso della bile migliorando la digestione dei grassi.

Viene impiegato per la prevenzione del cancro, contro ulceri, artrite reumatica, flautulenza, infezioni intestinali, difficoltà mestruali, emoroidi, http://www.herbmed.org/Herbs/Herb9.htm

Curcumin (diferuloylmethane), il principio attivo, è un potente antiossidante e anti infiammatorio.
È attualmente sotto investigazione per l'utilizzo nella malattia di Alzheimer. cancro e disturbi del fegato

E’ stata riconosciuta la sua azione immunostimolante e di contrasto alla degenerazione della pelle, sia preventiva sui tumori che diretta sulle cellule tumorali: li arresta nelle loro primissime fasi, senza contare gli incoraggianti risultati avuti nel rallentamento di neoplasie a stadi avanzati. Il National Cancer Institute americano ha annoverato infatti la curcuma tra le sostanze preventive dei tumori intestinali.

Un altro campo in cui l’impiego delle curcuma è indicato, e riconosciuto dalla Commissione Tedesca per lo studio e l'uso dei prodotti farmaceutici di origine vegetale, è quello delle dispepsie funzionali, ossia i disturbi digestivi.

Anche nelle patologie del fegato, sia congenite che tossiche o infettive la curcuma è stata utilizzata per secoli come farmaco epatoprotettivo e disintossicante; la moderna ricerca ne ha evidenziato inoltre la proprietà coleretica (aumento della bile) con conseguente riduzione della calcolosi biliare.

L'azione della curcuma si è mostrata vincente anche nella riduzione del colesterolo e delle sue conseguenze, in primis nella prevenzione dei danni causati dall'arteriosclerosi. E' stata evidenziata una riduzione del colesterolo del 12% e un aumento del colesterolo "buono" del 25-30% in tempi molto brevi.

La capacità della curcuma di contrastare l'aggregazione piastrinica e il trombossano e di ridurre i livelli di fibrinogeno la rende un'efficace rimedio, al pari dell'aspirina, ma senza i suoi effetti collaterali, per la prevenzione delle trombosi.

L'azione antiaggregante può renderla utile nella prevenzione dell'ictus nelle persone anziane, nel metabolismo alterato dei soggetti obesi o nei forti fumatori.

E’ invece ancora allo studio l’azione della curcuma nella cura dell'Aids: ma sia in fase acuta che cronica si è rivelata finora un valido supporto ai farmaci: inibisce proteine che permettono la replicazione del virus e stimola l'aumento dei linfociti rafforzando il sistema immunitario.
Come rimedio per le malattie della pelle gli impacchi di curcuma sono ben noti tradizionalmente nei millenni: agisce su eczemi, scabbia, acne, orticaria, micosi (tra l'altro per le sue proprietà antimicotiche agisce anche sulla Candida albicans), ulcerazioni di varia natura; e non è solo usata come cosmetico curativo, come seboregolatore e lenitivo, ma grazie alle sue proprietà antibatteriche, antistaminiche, depurative e antiossidanti agisce beneficamente anche nelle depurazioni globali dell’organismo.

Alla luce di ciò appare chiaro quale validissimo alleato in questa battaglia possa essere ancora una volta la curcuma con la sua doppia capacità di curare da una parte esternamente con un effetto sintomatico di attenuazione dell’infiammazione, dall’altra di porsi come “ripulitore” dell’organismo dall’interno.