Non mi sembra il caso di "demonizzare" l'omeopatia, tuttavia le mie ricerche mi hanno portato a concludere che è inesatto parlare di "medicina" omeopatica. Il termine più giusto per definire questa pratica è:
"SUPERSTIZIONE".

Questo per le seguenti ragioni:

1. La teoria fondamentale sottostante l'omeopatia ("Similia similibus curantur") è priva di qualsiasi fondamento scientifico. Cioè, gli omeopati non sono capaci di proporre nessuna catena attendibile di causa/effetto per
spiegare perché dovrebbe funzionare (al di là delle elucubrazioni pseudo-spirituali su "energie" ecc. ecc.)
Ciò non deve sorprendere quando si considera che - come conferma anche Andrea Poletti - la dottrina
omeopatica resta inalterata da quando fu proposta da Hahnemann 200 anni fa, cioè prima degli albori della medicina scientifica: ad es., la scoperta dei microbi patogeni (Pasteur), delgli antisettici (Lister), dell'epidemiologia (Snow), per non parlare di anestesia, antibiotici, trasfusioni, trapianti, biologia cellulare, genetica, ecc. ecc., cioè almeno il 98% delle conoscenze attuali sul funzionamento del corpo umano e dei suoi mali. Più che "anti-scientifica", l'omeopatia è "pre-scientifica".

2. Le cure omeopatiche vengono somministrate - lo hanno già fatto notare in diversi - in diluizioni tali che, nella maggior parte dei casi, non contengono nemmeno una molecola della sostanza "attiva". Cito Bopp:
"Il paziente che riceve una cura omeopatica a CH30 [diluizione in proporzione 1:100, ripetuta per 30 volte, n.d.t.] non deve illudersi sulla sua composizione. Non c'è più assolutamente nulla della sostanza nominata
nella sua pillola o nel liquido.
"La probabilità che una goccia di una soluzione "CH30" di sale da cucina (NaCl) contenga anche uno solo degli ioni originali di sodio o di cloro è infatti dell'ordine di 1 su 500.000.000.000.000.000. Ciò significa che se
fossero somministrati cinquecento milioni di miliardi di dosi - se ogni essere umano sulla Terra ne prendesse una dose ogni tre secondi per più di 75 anni - la probabilità è che una sola persona riceverebbe una sola volta
un solo atomo del sale originale. Notate che anche con i suoi migliori sforzi, la scienza non è mai riuscita a mantenere la purezza di una qualsiasi sostanza fino a questo punto senza introdurvi contaminazione dagli stessi contenitori.
"Ma una tale dimostrazione matematica non preoccupa minimamente i medici omeopatici. La loro dottrina dichiara che più è diluita la sostanza, più diventa attiva. Non si tratta - ecco il loro segreto - di una semplice
diluizione, ma di un processo chiamato "dinamizzazione" o "potenzializzazione", prodotto dall'agitazione ripetuta della miscela tra successive diluizioni. Questa ripetuta agitazione rende possibile [secondo loro] contattare e trattenere un potere nascosto nel liquido, la sua essenza immateriale".

3. Non esiste nessuna prova seria ed attendibile dell'efficacia delle cure omeopatiche. Sfido Andrea Poletti, o chiunque, a citare un solo studio condotto con metodo rigorosamente scientifico ("doppio cieco") - quali sono
le prove cliniche che deve superare un qualsiasi medicinale "tradizionale" prima di poter essere immesso in commercio - che dimostri un'efficacia statisticamente significativa di una cura omeopatica.

Cito ancora Bopp:
"Fino ad oggi non c'è stato nessuno studio controllato che abbia dimostrato l'efficacia di una cura omeopatica somministrata a un qualsiasi gruppo di pazienti. I risultati di una serie di studi scientifici eseguiti in Germania sono stati tutti molto deludenti per i metodi di Hahnemann. Il dott. Fritz Donner, figlio di un medico e omeopata tedesco, si era dedicato alle ricerche scientifiche per poter spiegare e giustificare l'omeopatia.
Nel 1966 egli pubblicò uno studio in cui confessa tutti i fallimenti e tutti gli errori dell'omeopatia, scoperti durante anni di lavoro.
"Prendiamo un esempio: Per un esperimento, un certo numero di ricercatori furono divisi in due gruppi. Un gruppo riceveva silicea C30 (un preparato omeopathico); l'altro, una pillola inefficace chiamata "placebo" (una
pillola o liquido privo di ogni proprietà medicinale). Dopo aver atteso il risultato, i soggetti dell'esperimento non erano capaci di dire se avessero ricevuto la medicina oppure il placebo...

In un altro esperimento uno degli arbitri, il professor H. Rabe, presidente della Società Omeopatica della
Germani, trovò dei sintomi attribuibili alla Silicea in diversi dei soggetti. Fu convinto di averne dimostrato l'efficacia, fino a quando scoprì di avere il gruppo sbagliato: tutti coloro che manifestavano i sintomi avevano assunto il placebo. Le scoperte del dott. Donner confermano che le cure omeopatiche sono incapaci di mostrare un effetto significativo.
È per questo motivo che gli omeopati non mostrano nessun interesse per gli esperimenti e si accontentano dei loro successi individuali".

Tutti i risultati positivi testiimoniati da chi assume cure omeopatici si possono benissimo spiegare con il ben noto "effetto placebo" o "potere della suggestione". Se sei convinto di assumere una medicina potente ed
efficace, molte volte ti farà bene anche se è solo acqua del rubinetto, perché il tuo stato d'animo ottimista e fiducioso stimola il sistema immunitario naturale del corpo (ma tanto varrebbe anche ascoltare un po' di
bella musica rilassante!). (Tra parentesi, questo spiega anche alcuni miglioramenti temporanei ottenuti nelle riunioni di preghiera per la guarigione. Io credo nella guarigione divina, ma è innegabile che certi "risultati" sono il semplice effetto della suggestione).

Certo, a questo stato di fiducia contribuisce anche il senso di ricevere dall'omeopata (a differenza, tante volte, dal medico "ufficiale") una cura personalizzata, che egli si interessa di te come persona e non solo come "meccanica". Su questo punto la medicina scientifica avrebbe certamente qualcosa da imparare dall'omeopatia.

Se invece si vuole attribuire all'omeopatia un'efficacia maggiore di quella della suggestione, potrà essere dovuto solo al "potenziamento" occulto dovuto al "rituale" delle agitazioni ecc., che personalmente ritengo una mistificazione. Comunque, checché ne dica Andrea Poletti, è indubbio che la filosofia che sta dietro all'omeopatia è esoterica e panteistica, che molti suoi praticanti praticano anche le arti occulte (diagnosi e prescrizione fatte col "pendolo" ecc.), e che ha radici in comune con il "New Age", antroposofia, religioni orientali e altre forme di superstizione e di esoterismo. Ma personalmente, ritengo che nelle forme più diffuse è semplicemente una forma di ciarlataneria.

E a onor del vero, bisogna comunque riconoscere però all'omeopatia una forma di efficacia. Dovrebbe essere sicuramente un sistema molto efficace per spillare soldi alla gente credulona (scusate se è un sospetto maligno): visto che le "medicine" omeopatiche non contengono praticamente nulla della sostanza riportata in etichetta (vedi sopra), ne consegue che il loro costo è praticamente zero e che il guadagno dell'omeopata è pari al 100% del suo incasso.

Fraternamente,
Geoffrey Allen