1° Corinzi 1:3-5

3. I SALUTI

03 ..grazia a voi e pace da Dio, nostro Padre, e dal Signore Gesù Cristo.  

 

L'augurio : “grazia e pace ...” unisce il saluto greco a quello ebraico.
Tutto ciò che ci serve è la grazia, il favore di Dio e di Gesù Cristo. La pace né è la logica conseguenza.
Grazia e Pace provengono da Dio e dal Signore Gesù Cristo.
Dio, nostro Padre, e il Signore Gesù Cristo sono considerati come una unità e sono posti così su un livello di equità.
Al di fuori di Gesù non c’è né grazia, né pace (Ro 5:1-2)
 

4. I RINGRAZIAMENTI

04 Io ringrazio sempre (del continuo VD, continuamente ND) il mio Dio per voi,
per la grazia di Dio che vi è stata data in Cristo Gesù;

Non è facile ringraziare sempre Dio per tutte le cose (Ef 5:20),

per le prove,
per persecuzioni e maltrattamenti,
per fratelli che ci rendono la vita difficile, come i credenti carnali di Corinto.  

E' bene tenere presente che Dio non abbia ancora terminata l'opera sua in noi e che possiamo sempre ringraziarLo per quello che ha già compiuto Fi 1:6.
Cerchiamo di trovare sempre una ragione per cui ringraziare e lodare Dio.

Per che cosa ringrazia Paolo il suo Dio?
Per la grazia di Dio che è stata data ai credenti di Corinto in Cristo Gesù.

Di che grazia parla Paolo?

05 .. perché in lui siete stati arricchiti di (in VD) ogni cosa,

Quando parliamo di ricchezza generalmente pensiamo a cose materiali o a tanti soldi, per poterci comprare tutto ciò chei desideriamo. - Qualcuno ha detto: i soldi non rendono felici, ma danno un certo senso di sicurezza.

Paolo invece parla della vera ricchezza, quella spirituale, che Dio offre all'uomo senza che questi se la merita, l’unica ricchezza che rende veramente felice.

Prima di considerare questa ricchezza, affrontiamo la domanda:
Come può Dio arricchire peccatori che dovrebbero essere puniti
?

La risposta troviamo in 2 Co 8:9 ”voi conoscete la grazia del nostro Signore Gesù Cristo il quale, essendo ricco, si è fatto povero per voi, affinché, mediante la sua povertà, voi poteste diventare ricchi.”

È in Gesù Cristo e per quello che Egli ha fatto per noi che Dio può offrire al peccatore le sue immense ricchezze.
Facciamo una QUATTRUPLICE considerazione:

1. GESÙ ERA RICCO
2. GESÙ SI È FATTO POVERO PER NOI
3
. MEDIANTE LA SUA POVERTÀ POSSIAMO DIVENTARE RICCHI
4
. QUALE RESPONSABILITÀ HA CHI HA OTTENUTO QUESTA RICCHEZZA?

1. GESÙ ERA RICCO

Quale era la Sua ricchezza?
·  Gesù esisteva in forma di Dio (Fi 2:6). Egli era Dio.
·  Egli aveva una esistenza illimitata.
·  Egli viveva nella presenza di suo Padre, in una perfetta comunione d'amore.

·  Egli era il padrone assoluto di tutte le cose. Tutto l’universo era a sua disposizione.

2. GESU' SI E' FATTO POVERO PER NOI

Che cosa ha fatto Gesù?

1. Egli ha rinunciato alla sua posizione divina.

Spinto dall'amore, Gesù non considerò l'essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi tenacemente, ma era pronto a mollarlo (Fi 2:7).
Egli abbandonò questa ricchezza e divenne povero (2.Co 8:9).

Egli svuotò se stesso, si spogliò, prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini (Fi 2:8) =nacque come un normale bebé, limitato nello spazio, sottoposto alle necessità umane.

Non possiamo afferrare con la nostra mente limitata che cosa voglia dire ciò.
È bene che ricordiamo che il suo abbassamento non era qualcosa che egli subì, ma qualcosa che egli stesso decise.
Si trattava di una decisione della sua volontà.

2.  Egli ha abbassato se stesso divenendo ubbidiente.

In Eb 5:8 leggiamo: "Benché fosse Figlio, imparò ubbidienza".

Perché Egli doveva imparare l'ubbidienza?

Perché nella posizione di Dio non doveva ubbidire a nessuno.
Abbassandosi era più basso degli angeli e divenne ubbidiente fino alla morte e alla morte sulla croce.

3.  Egli si è fatto anche materialmente povero

Pensiamo alla famiglia nella quale nacque il Signore.
Il suo primo letto era una mangiatoia (Lc 2:7).
Si tentò immediatamente di ucciderlo. Egli fu tentato come noi, subì fame, sete, stanchezza al punto che neanche una tempesto lo svegliò.
Le volpi hanno delle tane, e gli uccelli del cielo dei nidi, ma il Figlio dell'uomo non aveva dove posare il suo capo (Mt 8.20).

Egli non aveva denaro da pagare le tasse (Mt 17).

Dopo esser stato flagellato fu inchiodato su una infamante croce e identificato col peccato stesso.
Colui che non ha conosciuto peccato egli lo ha fatto diventare peccato per noi (2 Co 5:21).
Fu abbandonato da tutti, perfino da suo Padre.

Is 53 ci presenta questo quadro. "Non aveva figura né bellezza da attirare i nostri sguardi, né apparenza da farcelo desiderare. Disprezzato e rigettato dagli uomini, uomo di dolori, conoscitore delle sofferenze (familiare col patire - Lu), simile ad un uomo davanti al quale ci si nas-conde la faccia, era spregiato, e noi non ne facemmo stima alcuna. ... Noi lo ritenevamo colpito, percosso da DIO ed umiliato" (v. 2-4).
Egli ha fatto questo per amore verso il Padre, per te e per me.

Perché Egli ha fatto tutto ciò? Affinché mediante la sua povertà diventassimo ricchi " (2 Co 8:9).

3. MEDIANTE LA SUA POVERTÀ SIAMO STATI ARRICCHITI

In che cosa?    Questa ricchezza riguarda il nostra passato, presente e futuro  

1.) il nostro passato

I nostri peccati sono stati perdonati, il passato è stato cancellato. Dio ha detto: Non mi ricorderò più dei loro peccati.  

2.) il nostro presente

Per la sua grazia siamo usciti dalla sfera della maledizione, della schiavitù e morte; e siamo stati trasferiti nella sfera delle benedizioni di Dio.

Le benedizioni di Dio non concernano necessariamente il nostro conto in banca. Non sempre la ricchezza di beni materiali, il benessere, sono una benedizione. La ricchezza materiale può essere un grande ostacolo per poter entrare nel Regno di Dio. Pensiamo al giovane ricco, al contadino di cui ci parla Gesù, che non aveva più posto dove mettere il suo grano e che Dio chiamò stolto (Lc 12:20).
Però la Bibbia ci parla anche di uomini che in conseguenza alla benedizione di Dio sono stati materialmente ricchi.
[1]
Dio è il donatore di tutto ciò che possediamo. Non possediamo nulla che non abbiamo ricevuto.
Quando vediamo le cose sotto questa prospettiva allora non ci attaccheremo più alle cose materiali, ma siamo riconoscenti per ciò che il Signore ci dona.

Al prezzo della sua vita siamo diventati partecipi della vita eterna,
abbiamo
ricevuto lo Spirito Santo, che vuole guidarci costantemente, illuminarci, fortificarci, e darci coraggio,
abbiamo
pace con Dio e siamo stati inseriti nella famiglia di Dio; Dio è divenuto nostro Padre.
Dio
ha cura di noi.
Gesù Cristo è
nostro fratello maggiore e Signore.
Non siamo mai più soli.

Tutto ciò che siamo ed abbiamo è per grazia.
Dio non ci trattata secondo i nostri meriti. Spurgeon diceva: Tutto ciò che è migliore dell'inferno è grazia”.
 

3.) il nostro futuro

Come figli di Dio abbiamo un futuro glorioso.
Per il presente Dio non ci promette una vita senza problemi. Al contrario ci dice che dobbiamo entrare nel Regno di Dio attraverso molte sofferenze. Ma ci dice che tutte queste sofferenze producono una smisurata gloria.

Saremo
simile a Gesù quando Egli si manifesterà (1 Gv 3:2).
Siamo
coeredi di Cristo e ci viene proposto di regnare insieme a Lui. 
Non possiamo afferrare queste promesse nel loro vasto significato.
Possiamo soltanto stare in silenzio davanti a Lui e adorare.

4. LA RESPONSABILITÀ DI CHI HA OTTENUTO QUESTO ARRICCHIMENTO

Che cosa attende Dio da noi?
a) Riconoscenza.

Non sia mai che siamo simili a quei 9 ciechi ai quali Gesù diede la vista e che hanno dimenticato di ringraziare Gesù.

b) Contentezza

Paolo poteva anche dire: "Ho imparato ad essere contento nello stato in cui mi trovo. So essere abbassato, come anche vivere nell'abbondanza; in tutto e per tutto ho imparato ad essere sazio e ad aver fame, ad abbondare e a soffrire penuria" (Fi 4:11-12).

c) Fedeltà

Siamo amministratori di Dio, canali, fiduciari. Tutto quello che siamo e abbiamo appartiene al Signore. Egli ci concede di goderlo e aspetta che siamo pronti a condividerlo. "Quel che si richiede agli amministratori è che ciascuno sia trovato fedele" (1 Co 4:2). Come buoni amministratori della svariata grazia di Dio, ciascuno, secondo il dono che ha ricevuto, lo metta a servizio degli altri. 1Pi 4:10-11    


[1]   La Bibbia ci parla per esempio di Abramo. "Abramo era molto ricco di bestiame, di argento e di oro" (Ge 13:2) senza esserne minimamente attaccato. Egli poteva dire al re di Sodoma: "Ho alzato la mia mano al­l'Eterno, il Dio altissimo, padrone dei cieli e della terra, che io non avrei preso niente di ciò che ti appar­tiene, neppure un fili o un legaccio dei calzari, perché tu non abbia a dire: Io ho arricchito Abramo" (Ge 14:22-23).        Anche Giobbe e Salomone erano molto ricchi in conseguenza della benedizione di Dio. Salomo­ne ricevette delle ricchezze proprio perché non li cercava (1 Re 3:11-13). Il Signore fa impoverire e arric­chire, egli abbassa ma anche innalza (1 Sam 2:7).