La fede che trasforma la nostra vita
Nel capitolo degli eroi della fede
(Ebr. 11) di Mosè viene detto una cosa particolare della sua vita di
fede. Leggiamo nel versetto 27 le parole: Egli rimase
costante (fermo ND), come se vedesse colui che è invisibile.
Questo gli fece superare la paura e determinò le azioni
di Mosè. La sua fede nellinvisibile Dio gli diede la forza
- di rimanere fermo nel cammino e
- trasformò il suo carattere.
1.
Agire per fede nel Dio invisibile
Dio
aveva affidato a Mosè un compito che superava le forze e le possibilità
umane. Lui doveva condurre circa 2 Millioni persone (Num. 1:46-47: tutti
gli uomini dalletà di 20 anni in su senza i Leviti erano 603 550)
attraverso il deserto nel paese di Canaan.
Come finirà questa spedizione?
Se dovesse perdere la strada o non trovare la prossima sorgente?
O se gli alimentari dovessero terminare?
O se lesercito egiziano li dovesse inseguire?
E
proprio ciò avvenne. In quella situazione Mosè ricevete da Dio lordine
di condurre il popolo in una strada senza uscita fra il mare, le montagne
e il deserto (Es. 14:2).
Mosè ubbidì contro ogni raggionamento logico. Aveva lui perso la ragione?
No, Mosè non agì irresponsabilmente ma nell' ubbidienza all'ordine di
Dio. Lui era sicuro di fare il giusto. E nel momento della tensione
massima incoraggiò il popolo dicendo:
Non
abbiate paura, state fermi e vedrete la salvezza che il SIGNORE compirà
oggi per voi
(Es. 14:13).
Era
questo lo stesso Mosè che al momento della sua vocazione (Es. 3-4) presentava
tante scuse per non compiere il mandato del Signore? Cosa è successo
che poteva manifestare un tale cambiamento nella sua vita di fede?
Egli
"rimase
costante, come se vedesse colui che è invisibile".
Ecco
la risposta. Mosè aveva incontrato il Dio vivente al pruno ardente.
Lì la sua vita fu legata al Dio invisibile,
- per il quale niente è impossibile,
- che non ha limiti di forza e
- che ha una sapienza infinita, non misurabile e paragonabile con
nessuno.
2.
Rimanere costante nella fede del Dio invisibile
Appena
il popolo aveva lasciato lEgitto iniziò il malcontento.
Appena
dovevano affrontare delle difficoltà mormoravano. Quando non cera
più acqua da bere era Mosè colpevole. Mosè era colpevole quando nel
deserto non avevano carne da mangiare e Mosè era colpevole quando il
Signore castigò i malcontenti.
Avevano
dimenticato le angherie subite in Egitto. A loro sembrava di aver perduto
un paradiso.
Eso
16:3
I figli d'Israele dissero: «Fossimo pur morti per mano del
SIGNORE nel paese d'Egitto, quando sedevamo intorno a pentole piene di
carne e mangiavamo pane a sazietà! Voi ci avete condotti in questo deserto
perché tutta questa assemblea morisse di fame!»
Nu
14:4 E si dissero l'un l'altro: «Nominiamoci un capo,
torniamo in Egitto!»
Varie
volte Mosè era in pericolo di essere lapidato. É difficile dover condurre
alcuni bambini ribelli, però Mosè doveva condurre un grande popolo ribelle
attraverso il deserto.
Si
raggiunse la prima meta. Il popolo si accampò davanti al monte di Dio,
lOreb (ebr. Chorev). Qui Dio con un atto solenne concluse un patto
col popolo, che Lui si era eletto come Sua proprietà.
Mosè
sale sul monte per ricevere le tavole del patto e le prescrizioni per
la costruzione della tenda del convegno.
Durante
quel tempo il popolo chiede a Aaronne di fare a loro un dio. Lui fece
raccogliere tutti gli ornamenti del popolo (anelli, orecchini doro).
Eso 32:4 Egli li prese dalle loro mani e, dopo aver cesellato
lo stampo, ne fece un vitello di metallo fuso. E quelli dissero:
«O Israele, questo è il tuo dio che ti ha fatto uscire dal paese d'Egitto!»
Perciò
appena Dio aveva stipulato con loro il patto lo hanno rotto, trasgredendo
il primo comandamento.
Non tutti erano coinvolti in questo peccato. Lo si vede dal
fatto che quando Mosè scese dal Monte. Chi era per il Signore si raccoglse
intorno a lui ed eseguì il suo ordine. Ma poi, in seguito ad una prima
punizione, Mosè si mette nella breccia creatasi fra Dio e il popolo
pregando il Signore: Eso 32:32 perdona ora il loro peccato! Se
no, ti prego, cancellami dal tuo libro che hai scritto!
Qualche tempo
dopo il popolo si trova di fronte al paese promesso. Finalmente le antiche
promesse si realizzeranno. E ecco succede lincredibile:
Nu
14:2-3
Tutti i figli
d'Israele mormorarono contro Mosè e contro Aaronne, e tutta la comunità
disse loro: «Fossimo pur morti nel paese d'Egitto! O fossimo pur morti
in questo deserto! Perché il SIGNORE ci conduce
in quel paese dove cadremo per la spada? Là le nostre mogli e i
nostri bambini diventeranno preda del nemico. Non sarebbe meglio per noi
tornare in Egitto?»
Israele
fallisce.
Il popolo intende lapidare loro (Nun, Caleb) ma in quel momento appare
la gloria di Dio e Dio dice che avrebbe distrutto tutto il popolo promettendo
a Mosè di fare di lui un popolo più grande e più potente desso
10-12.
Che
cosa fa Mosè?
Intercede di nuovo in loro favore:
17-19
Ora si mostri, ti prego, la potenza del SIGNORE nella sua grandezza,
come tu hai promesso dicendo: "Il SIGNORE è lento all'ira e grande
in bontà; egli perdona l'iniquità e il peccato, ma non lascia impunito
il colpevole e punisce l'iniquità dei padri sui figli, fino alla terza
e alla quarta generazione". Perdona, ti prego, l'iniquità di questo
popolo, secondo la grandezza della tua bontà, come hai perdonato a questo
popolo dall'Egitto fin qui.
3.
Trasformazione per mezzo della fede nel Dio invisibile
Quando Mosè abitava
ancora nella coorte reale dEgitto uscì per trovare i suoi fratelli
(Es. 2:11). Allora notò come il suo popolo era aggravato
da lavori pesanti e vide come un Egiziano percoteva un Ebreo. Preso
dalla rabbia Mosè uccise lEgiziano e di conseguenza deve fuggire
e pascere per 40 anni delle pecore nel deserto.
Non
sappiamo come sarebbe andato la vita di Mosè se non avesse avuto un
carattere così bollente, comunque Dio può cambiare un tale carattere.
In Nu. 12:3 gli viene dato la seguente testimonianza:
Or Mosè era un uomo molto umile (mansueto ND), più di ogni altro
uomo sulla faccia della terra.
La mansuetudine
è un aspetto caratteriale di Dio, proprio il contrario del carattere
naturale di Mosè. Che cosa era successo? Tramite il legame della fede
con Dio il carattere di Mosè è diventato simile a quello di Dio.
Il
Signore Gesù disse ai suoi discepoli: Mat 11:29
Prendete su di voi il mio giogo
e imparate
da me, perché io sono mansueto e umile di cuore; e voi troverete riposo
alle anime vostre;
Prendere il giogo di Gesù significa essere legati a Lui. Certo
prendendo il giogo di Gesù su di noi di formiamo una coppia di tiro
molto diversa: Gesù umile e mansueto e noi
.?
Possiamo arrivare ad un tiro armonioso solo se prendiamo a cuore la parola:
imparate
da me, perché io sono mansueto
Per questo motivo tutti i credenti veramente maturi hanno una
cosa in comune: si nota in loro qualcosa della natura (personalità)
mansueta e umile del nostro Signore Gesù.
Quando nei figli
di Dio non si può riconoscere la mansuetudine e lumiltà di Gesù,
non vè stata una trasformazione tramite la fede, cioè non vè
stato nessun reale legame con Gesù.
Quale
tragedia e tristezza quando lo Spirito Santo non raggiunge la sua meta
nella vita dun credente.
Che il Signore ci dia la grazia di tenerci in un rapporto
molto stretto con Colui che non vediamo come se lo
vedessimo, per una trasformazione totale della nostra vita!
E se tu non avessi ancora un rapporto personale con Gesù,
perché non lo vorresti stabilire proprio ora? Ne trarreresti un eterno
beneficio, tu e tutti coloro che hanno da fare con te.
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