Il figlio di Dio, anche come uomo, è superiore agli angeli
Il dominio del mondo futuro appartiene all'uomo e non agli angeli
(Ebrei 2:5-18)

INTRODUZIONE
Dopo l'avvertimento di non lasciarsi trascinare dalle cose udite (Eb 2:1-4),
lo scrittore prosegue a illustrare la superiorità di Gesù sugli angeli.
Per gli Ebrei Gesù era solo un uomo e di conseguenza era inferiore agli angeli.
L'enfasi nel capitolo uno era sulla deità di Gesù invece ora focalizza l'umanità di Gesù .

Versetti 5-6
Difatti, non è ad angeli che Dio ha sottoposto il mondo (oikouméne) futuro del quale parliamo;
anzi, qualcuno in un passo della Scrittura ha reso questa testimonianza:
"Che cos'è l'uomo perché tu ti ricordi di lui o il figlio dell'uomo perché tu ti curi di lui?

Davide nel Salmo 8 si meraviglia che Dio si ricorda dell'uomo il quale non è nulla nei confronti della creazione.
"Che cos'è l'uomo perché tu ti ricordi di lui o il figlio dell'uomo perché tu ti curi di lui?"
Eppure Dio si ricorda di lui, lo tiene in grande considerazione e si cura di lui.

Versetti 7-8
Tu lo hai fatto di poco (per un po' di tempo - ND) inferiore agli angeli;
lo hai coronato di gloria e d'onore;
tu hai posto ogni cosa sotto i suoi piedi".
Avendogli sottoposto tutte le cose,
Dio non ha lasciato nulla che non gli sia soggetto.

L'uomo è stato creato inferiore agli angeli.
Egli è più limitato nella sua conoscenza, nella forza, nella capacità di movimento,
eppure secondo i piani di Dio è destinato ad'essere "coronato di gloria e d'onore".
Le limitazioni del suo corpo e del suo spirito saranno eliminati.

Nel futuro tutto sarà posto sotto l'autorità dell'uomo -
gli eserciti angelici, il mondo degli animali, ogni cosa della creazione.
Ciò era l'intenzione iniziale di Dio. Egli li benedisse e disse loro:
"Siate fecondi e moltiplicatevi; riempite la terra, rendetevela soggetta,
dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e sopra ogni animale che si muove sulla terra".

Al presente però non vediamo ancora che "tutte le cose" gli siano sottoposte;

Ma Gesù è il garante del nostro futuro.
Il peccato di Adamo portò la maledizione su tutta la creazione.
L'uomo ha perso parte del suo dominio a causa della sua disubbidienza .
Il controllo dell'uomo sulla natura divenne limitato.
.
In questi giorni il Signore elegge degli uomini per il futuro regno.

Che cosa vediamo oggi?

Vers. 9
però vediamo
colui che è stato fatto di poco (per un po'
di tempo - ND) inferiore agli angeli,
cioè Gesù,
coronato di gloria e di onore a motivo della morte che ha sofferto,
affinché, per la grazia di Dio, gustasse la morte per tutti.

Qui lo scrittore usa per la prima volte il nome di Gesù al quale applica le parole di Davide.
Gesù è stato fatto di poco o come si potrebbe anche comprenderlo: (ND) per un po' di tempo inferiore agli angeli.
La discesa dal cielo a Betlemme, Getsemani (Mt. 26:36), Golgota (Mt. 27:33), la tomba, ecco i gradini della sua umiliazione. Ma ora è coronato di gloria e di onore.
Il suo innalzamento è il risultato della sua sofferenza e della morte = a motivo della morte che ha sofferto.
Era il piano di grazia di Dio che il Messia gustasse la morte per tutti.
Il Redentore morì al posto nostro, come nostro rappresentante.
Egli morì come uomo per gli uomini.
Egli subì tutto il giudizio per il peccato, affinché coloro che credono in lui non periscano.
Quando Gesù tornerà allora il dominio dell'uomo sulla terra sarà ripristinato.
Gesù, uomo, ci restituirà ciò che Adamo ha perso e ci darà molto di più di quello.

Che cosa era giusto per Dio fare per condurre molti figli alla gloria?
spiegazione ulteriore del concetto gloria/sofferenza sostitutiva

Vers. 10
Infatti, per condurre molti figli alla gloria, era giusto
che colui, a causa del quale e per mezzo del quale sono tutte le cose,
rendesse perfetto, per via di sofferenze, l'autore della loro salvezza.

La nuova Diodati ha:
Conveniva infatti a colui, per il quale e per mezzo del quale sono tutte le cose, cioè a Dio,
di rendere perfetto per mezzo di sofferenze l'autore della nostra salvezza. (ND)

Questa frase spiega perché il Messia doveva gustare la morte per tutti, concetto incomprensibile per gli Ebrei.
1. "era giusto" o, come traduce la ND, "conveniva"
- Per chi?
2. Per Colui, a causa del quale e per mezzo del quale sono tutte le cose, cioè Dio.
- Che cosa era giusto o conveniva?
3. "per condurre" o "nel portare molti figli alla gloria"
- Fare che cosa?
4. Rendere perfetto l'autore (o capitano, conduttore) della loro salvezza.
- Come?
5. Per mezzo di sofferenze.

Vuol dire che corrispondeva al santo carattere, alla natura di Dio, di rendere perfetto per mezzo di sofferenze il nostro Salvatore.
Il peccato aveva distrutto l'ordine di Dio. E prima che si potesse ristabilire l'ordine nel caos doveva essere giudicato il peccato.
Ciò non implica alcuna imperfezione morale in Gesù. Lui era da sempre senza peccato e perfetto. In questo senso non aveva bisogno di essere reso perfetto. Ma doveva essere reso perfetto come l'autore della nostra salvezza. Per ottenere per noi la redenzione eterna doveva portare la punizione che meritavano i nostri peccati.
Non potevamo essere salvati attraverso la sua vita immacolata, perciò la sua morte vicaria era assolutamente necessaria. Per diventare il conduttore di un popolo verso la gloria, doveva passare attraverso le esperienze umane delle preoccupazioni e sofferenze. Ciò viene spiegato più in avanti.
Così noi abbiamo un perfetto Salvatore.

I prossimi tre versetti sottolineano che

Cristo diventa nostro fratello per condurrci alla gloria

Vers. 11
Sia colui che santifica
sia quelli che sono santificati,
provengono tutti da uno;
per questo egli non si vergogna di chiamarli fratelli,

Se il Messia voleva riacquistare il dominio che Adamo aveva perduto allora lui doveva essere un uomo perfetto.
L'affermazione "Sia colui che santifica sia quelli che sono santificati, provengono tutti da uno" significa
che sia Gesù che i suoi discepoli hanno Dio come Padre.
Il Messia è colui che santifica cioè: che sceglie, separa delle persone dal mondo per Dio.
Una persona santificata o qualcosa che è santificata è tolto dal suo uso normale e
appartiene da ora in poi soltanto a Dio, affinché Egli lo possa usare e godere.

Ci sono vari aspetti della santificazione: la santificazione giuridica, progressiva e completa.
Fa parte del suo amore per l'uomo che egli non si vergogna di chiamare i suoi discepoli fratelli.
È una cosa immensa che il governatore dell'universo diventi uomo e si identifichi talmente con loro da chiamarli fratelli!!

Vers. 12-13
dicendo: "Annunzierò il tuo nome ai miei fratelli;
in mezzo all'assemblea canterò la tua lode".
E di nuovo: "Io metterò la mia fiducia in lui".
E inoltre: "Ecco me e i figli che Dio mi ha dati".

Lo scrittore identifica le parole del Salmo 22:22 come profeticamente riferito al Messia.
Nella seconda parte del versetto lo vediamo unito al suo popolo in adorazione:
"in mezzo all'assemblea canterò la tua lode".
Secondo questo salmo possiamo vedere Gesù mentre soffriva per noi in attesa di quel giorno in cui egli condurrà i canti di lode dei suoi redenti davanti al Padre suo.

Altri due versetti vengono citati per dimostrare l'umanità del Messia.
Lo scrittore ignora il senso storico delle parole di Isaia 8:17 e 18 (sec. la Settanta) in cui Isaia esprime la sua fiducia in Dio e annuncia che lui e i suoi figli sono dei segni e dei presagi in Israele, e dà alle parole un significato messianico.
Nella prima parte sottolinea la fiducia del Messia in Jahweh comune a quello dei suoi fratelli umani.
Nella seconda parte esprime la sua prontezza e di coloro che gli appartengono a compiere la volontà di Dio.
"Ecco me e i figli che Dio mi ha dati".

Le frasi seguenti ci invitano a riflettere sulle

Quattro benedizioni che il Messia ha acquistato per noi

2:14 Poiché dunque
i figli hanno in comune
sangue e carne,
egli pure
vi ha similmente partecipato,
per distruggere,
con (mediante) la [sua] morte,
colui che aveva
il potere sulla (della) morte,
cioè il diavolo,

1. La distruzione del diavolo
Che cosa ha fatto Gesù?
Il Messia ha partecipato* a: "sangue e carne" = alla natura umana = egli depose i suoi attributi esterni divini = illimitatezza, onnipresenza e assunse un corpo umano con tutti i suoi bisogni.
* partecipato - met'éschen. La Diodati a questo punto non è chiara.

Perché il Messia ha partecipato a sangue e carne?
1. Poiché i figli (vedi v. 13) "hanno in comune sangue e carne"
2. per distruggere "il diavolo"
Come lo ha distrutto?
"con (mediante) la [sua] morte"
In che senso lo ha distrutto il diavolo?
distrutto = "kat-a-ergos" significa: mettere fuori azione.
Il diavolo esiste tutt'ora e tenta di impedire l'adempimento del piano di Dio per questo mondo. Però il suo destino è già segnato e il suo campo di azione è limitato nello spazio e nel tempo. Il suo tempo è breve, il suo destino è sicuro. Egli vinto!

(vedi: Ap. 12:9; 12; 20:1-3, 7-9)
Che cosa viene detto del diavolo?
"che aveva il potere sulla morte"
In che senso Satana aveva il potere sulla morte?
Non ci viene detto.
Tramite lui il peccato e la morte sono entrati nel mondo.
Nei paesi pagani i suoi servitori, gli stregoni, mettono una maledizione sulle persone che poi muoiono senza ragioni naturali.
La Scrittura non insegna che Satana può punire con la morte (Giobbe 2:6).
Qualche volta riceve il permesso di uccidere delle persone tramite gente cattiva.
Il Cristo risorto dice che è lui che ha le chiavi della morte e dell'Ades (Ap. 1:18).

2:15 e liberare tutti quelli
che dal timore della morte
erano tenuti schiavi
per tutta la loro vita.
2. La liberazione dal timore della morte
Fintanto che Gesù non vinse la morte con la sua risurrezione le persone erano tenute schiavi per tutta la loro vita dal timore della morte. Cristo Gesù ha distrutto la morte e ha messo in luce la vita e l'immortalità mediante il vangelo (2 Tim. 1:10; 1Cor. 15:26; 54).
Gesù disse ai suoi discepoli di non temere coloro che possono uccidere il corpo , ma di temere "piuttosto colui che può far perire l'anima e il corpo nella geenna" (Mat. 10:28).
Chi non crede in Gesù ha tutt'ora paura della morte e fa bene di averlo, perché "è stabilito che gli uomini muoiano una volta sola, dopo di che viene il giudizio" (Eb 9:27, vedi anche Eb. 10:31).
2:16 Infatti,
egli non viene in aiuto ad
(non si prende cura degli..
ND) angeli,
ma viene in aiuto
alla discendenza di Abraamo.
3. L'espiazione del peccato
Di chi il Messia si prende cura?
Della discendenza di Abraamo cioè degli Ebrei.
E le altre nazioni?
In un secondo tempo anche coloro che hanno la fede di Abraamo sono considerato come sua discendenza spirituale (Romani 4:9-12).
2:17

Perciò,
egli doveva diventare
simile* ai [suoi] fratelli
in ogni cosa,
per essere
un misericordioso e fedele
sommo sacerdote

nelle cose
che riguardano Dio,
p
er compiere
l'espiazione
dei peccati
del popolo.

* homoioos - simile, uguale

Che cosa era perciò necessario?
Egli doveva diventare in ogni cosa diventare simile (uguale) ai [suoi] fratelli = gli Ebrei.
Egli fu sottoposto a tutte le loro necessità, ai loro limiti e le tentazioni. Lui rappresentava l'uomo ideale. Mentre la nostra umanità è devastata, alterata dal peccato.
Attraverso la sua umanità divenne capace
1. Ad essere "un misericordioso e fedele sommo sacerdote" nelle cose che riguardano Dio.
Egli può essere "misericordioso" nei riguardi degli uomini e nello stesso tempo fedele nelle cose che riguardano Dio, perché
2.
egli ha compiuto"l'espiazione dei peccati del popolo".
Per ottenere questo egli fece ciò che nessun altro sommo sacerdote poteva fare -
Egli presentò se stesso come sacrificio immacolato. Egli morì spontaneamente al nostro posto.
2:18 Infatti, poiché = in quanto
egli stesso ha sofferto la tentazione,
può venire in aiuto di quelli che sono tentati
.
4. Egli può aiutare coloro che sono tentati
Bisogna precisare Gesù fu tentato dall'esterno mai dall'interno, in quanto in Lui non c'era peccato.
Satana venne e cercò di tentare Gesù tramite stimoli esterni.

Caro Gesù ti ringrazio
che tu ti sei umiliato,
che ti sei spogliato della tua posizione divina,
che sei diventato un uomo,
che con la tua morte hai spogliato il diavolo dal suo potere su di me,
che mi hai liberato dal timore della morte,
che non ti vergogni di chiamarmi tuo fratello,
che sei il mio misericordioso e fedele sommo sacerdote,
che hai espiato i miei peccati,
che mi vieni in aiuto nelle mie tentazioni e
che infine mi condurrai alla gloria.


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