GIUNGERE ALLA PIENEZZA DELLA SPERANZA - Ebrei 6:9-20


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Tuttavia, carissimi, benché parliamo così,
siamo persuasi riguardo a voi di cose migliori e attinenti alla salvezza;

Parlano come? v. 4-8
Di cosa sono persuasi (pepeismetha - perf. ind. pass. = arrivati alla persuasione)? v. 6
Di cose migliori che d'essere caduti, di aver crocifisso di nuovo il Figlio di Dio e e di averlo esposto a infamia, di produre spine e rovi, ma che accompagnano (echomenon - ciò che è strettamente unito, connesso al) la salvezza.


10


Dio infatti non è ingiusto
da dimenticare l'opera vostra e l'amore
che avete dimostrato per il suo nome
con i servizi che avete resi e che rendete tuttora
ai santi.

Che cosa li fa pensare in questo modo? Su cosa basano la loro persuasione?
Sulla giustizia di Dio,

In che senso?
che non dimentica l'opera loro e l'amore che hanno dimostrato

Per chi?
per il suo nome. L'espressione "per il nome di Dio" vuol dire per Dio.

Che cosa hanno dimostrato?
L'amore per il nome di Dio.

Come hanno dimostrato questo amore verso Dio?
Con le loro opere. "L'opera vostra e l'amore" non sono due cose. L'amore si manifesta con il comportamento.

Che tipo di opere d'amore hanno compiuto?
Rendendo dei servizi ai santi. Dio non ha bisogno di niente da parte nostra.
Noi serviamo Dio quando facciamo la sua volontà e lui vuole che noi amiamo gli altri come noi stessi.
Gesù dirà: "in quanto lo avete fatto a uno di questi miei minimi fratelli, l'avete fatto a me" Mt 25.40.

11


Soltanto (ma VR,VD) desideriamo
che "ciascuno" di voi dimostri sino alla fine il medesimo zelo
per giungere alla pienezza (piena certezza V+ND) della speranza,

Che cosa desiderano gli scrittori?
Che "ciascuno" di loro dimostri il medesimo zelo fino alla fine. Si tratta di un forte desiderio (epithumeo).
C'è il pericolo di raffredarsi! Ap 2.4-5

Che cosa otterebbero se coninuassero nello zelo?
a) Giungerebbero alla pienezza della speranza o piena certezza della speranza che sono la medesima cosa..

12


affinché
non diventiate indolenti
ma siate imitatori di quelli che per fede e pazienza ereditano le promesse

b) Non diventerebbero indolenti (pigri ND) ma sarebbero imitatori di chi? Di quelli che per fede e pazienza ereditano cosa? Le promesse.

Basta la fede per ereditare le promesse?
No, ci vuole fede e makrothumia - pazienza tenace. Fede e pazienza vanno insieme. La fede non ottiene le promesse se non è perseverante.

Ereditano quale promesse? .............

L'ESEMPIO DI ABRAAMO, COME CHI HA ASPETTATO CON PAZIENZA - 13-15

13


Infatti
, quando Dio fece la promessa ad Abraamo,
siccome non poteva giurare per qualcuno maggiore di lui, giurò per sé stesso,

14


dicendo: "Certo, ti benedirò e ti moltiplicherò grandemente".

L'infatti introduce l'illustrazione dei versetti 11-12 (vecchia Riveduta: Poiché; vecchia Diodati: Perciocchè)
e dimostra quanto sicuro è la nostra speranza.
L'episodio si riferisce a
Ge 22:15-18

L'angelo del SIGNORE chiamò dal cielo Abraamo una seconda volta, e disse:
«Io giuro per me stesso, dice il SIGNORE, che,
siccome tu hai fatto questo e non mi hai rifiutato tuo figlio, l'unico tuo,
io ti colmerò di benedizioni (ND ti benedirà grandemente, lett. benedicendo ti benedirò)
e moltiplicherò la tua discendenza come le stelle del cielo
e come la sabbia che è sul lido del mare;
e la tua discendenza s'impadronirà delle città dei suoi nemici.
Tutte le nazioni della terra saranno benedette nella tua discendenza
,
perché tu hai ubbidito alla mia voce».

15


Così, avendo aspettato con pazienza (v. 12),
Abraamo vide realizzarsi la promessa.

Che cosa doveva fare anche Abraamo per ottenere la promessa?
- Avere pazienza. Egli ottenne parte della promessa in Isacco che ebbe due figli all'età di 60 anni, mentre Abraamo morì a 175 anni (Ge 25.7, 26).

LA CERTEZZA DELLA PROMESSA DIVINA ILLUSTRATO DA UNA PRATICA UMANA ANALOGA - 16-20

Quale pratica umana pone fine ad ogni contestazione ?

16


Infatti gli uomini giurano per qualcuno maggiore di loro;
e per essi il giuramento è la conferma che pone fine a ogni contestazione.

17


Così Dio, volendo mostrare con maggiore evidenza agli eredi della promessa
l'immutabilità del suo proposito,
intervenne con un giuramento;

18


affinché
mediante due cose immutabili,
nelle quali è impossibile che Dio abbia mentito,
troviamo una potente consolazione (un grande incoraggiamento ND)
noi, che abbiamo cercato il nostro rifugio nell'afferrare saldamente
la speranza che ci era (ND è) messa davanti.

Che cosa ha fatto Dio per dimostrare l'immutabilità del suo proposito (consiglio ND) ?
Egli è intervenuto con un giuramento.

Quali sono queste due cose (pragma - pratiche)?
La Sua parola - promessa - e il suo giuramento.

Quale impatto ha questo giuramento di Dio anche per noi? Noi, chi?
... che abbiamo cercato il nostro rifugio nell'afferrare saldamente la speranza che ci è messa davanti.

Che cosa abbiamo fatto?
Cercato il nostro rifugio - dove? nel (lett.) la posta davanti [prokeimènes - part. pres.] speranza .
In Israele c'erano 6
città di rifugio - De 4.42; 19 - dove l'omicida poteva rifugiarsi in maniera che l'innocente poteva essere salvo dalla vendetta.
Noi invece siamo tutti colpevoli e troviamo il nostro rifugia afferrando saldamente la speranza che Gesù ci offre.

Segue una figura che dice:

19


la quale [Questa speranza la] teniamo come un'àncora dell'anima, sicura e ferma,
che penetra oltre (di là del-) la cortina,

La vita presente è il mare; l'anima una nave; il fondo invisibile del mare la realtà celeste. L'anima sul mare in tempesta è tenuta dall'ancora al di là del velo. La nostra anima è legata in modo sicuro tramite la fede all'ancora della speranza che è agrappata al trono di Dio dove è Gesù per noi. - Ro 5:5 - La è siccura a condizione che non gettiamo sopra bordo la nostra buona coscienza. Paolo scrisse a Timoteo (1Ti 1.19) che due persone avevano fatto naufraggio in riguardo (perì) alla fede avendo rinunziato (rigettato ND) la buona coscienza.

La nostra speranza va al di là della cortina nella presenza di Dio.

20


dove "Gesù" è entrato per noi quale precursore,
essendo diventato sommo sacerdote in eterno secondo l'ordine di Melchisedec.

Ci viene detto che Gesù, dopo che è diventato nostro sommo sacerdote (e con ciò riprende il filo di 5:10), ci ha preceduto alla presenza di Dio.
ciò è un
concetto completamente estraneo per gli Ebrei sotto l'AT. Il sommo sacerdote non entrò nel luoco santissimo come precursore ma solo come rappresentante del popolo. Nessuno potevo seguirlo al di là della cortina. Gesù invece ci ha appianato la via nella presenza di Dio (1Pi 3.18; Cl 1:22; Gv 14.2). - [Prodomos erano le truppe che esploravano il terreno prima dell'esercito. ]

Vogliamo ringraziare il Signore per la certezza della speranza che Egli ci ha dato.
Questa certezza non l'abbiamo quando iniziamo il nostro cammino con Gesù, ma quando con fede e pazienza proseguiamo il nostro cammino dimostrando il nostro amore per Dio col servizio (diakonia) che rendiamo ai santi.