Lettera all’angelo della  chiesa di Filadelfia

7 «All'angelo della chiesa di Filadelfia scrivi:
Queste cose dice il Santo, il Veritiero [1] ,
colui che ha
la chiave di Davide, colui che apre e nessuno chiude, che chiude e nessuno apre:

Come si presentò Gesù all'angelo della chiesa di Filadelfia?
Con 4 sostantivi. Come il santo e il veritiero.
Gesù è chiamato varie volte il Santo (Lc 1.35; At 2.27; 3.14). In Ap 6.10 Dio è chiamato il Santo e Veritiero.
La santità parla del suo carattere. La veridicità é la conseguenza della sua santità.
Gesù è la verità (Gv 14.6) ed è venuto in questo mondo per testimoniare della verità (Gv 18.37).
La chiave di Davide viene menzionato in Is 22.22 dove il Signore annuncia che avrebbe tolto l’autorità a Sebna promettendo di dare “la chiave della casa di Davide al suo servo Eliachim.
Cristo come legittimo erede della regalità di Davide ha la chiave di Davide, la piena autorità sulla casa di Dio (Eb 3.6) e del suo regno (Mt 28.18).

8  Io conosco le tue opere. Ecco, ti ho posto davanti una porta aperta, che nessuno può chiudere, perché, pur avendo poca forza, hai serbato la mia parola e non hai rinnegato il mio nome.

Che cosa dice all'angelo della chiesa di Filadelfia?

  1. Che conosce le sue opere. Gesù osserva con attenzione le nostre opere. Anche se non siamo salvati tramite le opere, ma siamo salvati per fare le opere buone (Ef 2.9 -10).
  2. Gesù ha dato all’angelo della chiesa di Filadelfia una porta aperta.
    Che cosa vuol dire questo?
    Paolo scrisse ai Corinzi che a Efeso gli è stata aperta una larga porta per un lavoro efficace  (1Co 16.9).
    Lo stesso era vero per Troas (2Co 2.12).
    Ad Antiochia Paolo e Barnaba raccontarono alla chiesa come Dio aveva aperto una porta di fede ai Gentili. Quando Paolo era in prigione chiese ai credenti di Colosse (4.3)  di pregare affinché Dio gli aprisse una porta per la parola onde potesse annunciare il mistero di Cristo.

    Gesù spiega perché ha aperto la porta all’angelo di Filadelfia, perché, pur avendo poca forza, ha continuato ad osservare la parola di Gesù senza ritirarsi nel momento delle difficoltà.
    Dicendo: non hai rinnegato il mio nome vuol dire che ha dovuto affrontare delle difficoltà.
    .
    Siamo fedeli al nome del Signore? Lo esaltiamo con la nostra vita e testimonianza?
Ecco, ti do alcuni della sinagoga di Satana,
i quali dicono di essere Giudei e non lo sono, ma mentono;
ecco, [io] li farò venire a prostrarsi ai tuoi piedi per riconoscere che io ti ho amato.

Evidentemente le difficoltà provvenivano dagli Ebrei. Come chiama Gesù la loro sinagoga? La sinagoga di Satana.

I nemici più tenaci del cristianesimo erano i Giudei per discendenza carnale figli di Abraamo, ma non nello spirito. Erano animati dallo spirito di Satana, il nemico del regno di Dio.

Cristo annunzia che una parte dei Giudei di Filadelfia si convertirà e chiederà umilmente e con verace pentimento di far parte della chiesa da loro prima calunniata e avversata.
Tale è il senso del venire a prostrarsi
ai tuoi piedi riconoscendo cheè amato dal Signore.

10 Siccome hai osservato la mia esortazione alla (lett. la parola della mia) costanza, anch'io ti preserverò dall'ora della tentazione che sta per venire sul mondo intero, per mettere alla prova gli abitanti della terra.

Il senso più semplice dell'espressione: la parola della mia pazienza, costanza (hupomones) è :
la parola che parla della costanza di Cristo nelle sofferenze da lui accettate per salvare i peccatori;
parola che presenta Cristo come esempio di pazienza ai suoi seguaci.
Questa parola è stata osservata fedelmente durante i momenti di perseguzione.

In premio della costanza il Signore promette che lo 'serberà' (la stessa parola di osservato: tereso) dall'ora della tentazione che sta per venire sul mondo intero, (potrebbe riferirsi anche solo sul mondo di allora - Lc 2.1).

La parola tentazione può anche essere tradotta prova, e si potrebbe riferire alla grande Tribolazione.
Noè, benchè preservato nell’arca, ha vissuto l’esperienza del giudizio di Dio tramite il diluvio.
La chiesa di Gesù Cristo sarà preservata dalla tribolazione, tramite il rapimento, come Enoc, che è stato preservato dal diluvio quando Dio lo prese con Sè.
Ap 7.14 ci parla dei redenti vestiti di bianche vesti e con delle palme in mano, che «vengono dalla gran tribolazione».
Gesù chiese per i suoi che non siano tolti dal mondo ma che siano guardati o 'preservati dal maligno'.

11 Io vengo presto;
tieni fermamente quello che hai, perché nessuno ti tolga la tua corona.

Quale ordine diede Gesù? Quale pericolo esisteva?
Che qualcuno gli avrebbe tolto la corona, il premio. Come può avvenire ciò? ...Vedi 2Gv 1.7 - 8
E' importante iniziare bene, ma è altrettanto importante finire bene.
Ricordiamoci di Demas, il quale avendo amato il mondo ha abbandonato Paolo e la sua chiamata a servire il Signore. Non tocca a noi stabilire se Demas ha perso solo la corona o altro, facciamo bene a valutare la nostra vita e il nostro servizio per il Signore.

12 Chi vince io lo porrò come colonna nel tempio del mio Dio, ed egli non ne uscirà mai più;
scriverò su di lui il nome del mio Dio e il nome della città del mio Dio, e della nuova Gerusalemme
che scende dal cielo da presso il mio Dio, e il mio nuovo nome

Con ciò Gesù si rivolge a tutti coloro che vincono.
Che cosa vuol dire essere posto come colonna nel tempio di Dio?
Nella nuova Gerusalemme non ci sarà un tempio. E’ difficile capire di quale tempio Gesù parla.
Paolo dice che la chiesa è il tempio di Dio (1Co 3.16-17; 1Ti 3.15) e parla dei servitori di Dio come colonne della chiesa (Ga 2.9).
In Ap 14.1 è scritto che i 144 000 hanno il nome di Gesù e il nome di suo Padre sulla fronte
e in 22.4 che i servi di Dio porteranno il suo nome scritto sulla fronte.
Il nome della città del Dio di Gesù e della nuova Gerusalemme dovrebbero essere identici.

Il vincitore avrà tre nomi scritti sopra di lui, il nome di Dio, il nome della nuova Gerusalemme, e il nuovo nome del Signore Gesù.

Non comprendo la portata di questa promessa ma senza dubbio vale la pena di far parte dei vincitori.

13 Chi ha orecchi ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese.


[1] La traduzione del Nuovo Mondo ha: "colui che è santo" (il greco ha: ho hagios = il Santo)  in Apoc. 6.10 Dio è chiamato "il santo e verace". – Gv. 6.69 “Noi abbiamo conosciuto che sei il santo di Dio”. In Sl 106.16 Aaronne è dichiarato ad essere "il santo del Signore"; In At 2.27 e 4.27 Gesù è chiamato "il santo di Dio". In At 3.14 secondo la TNM leggiamo “voi rinnegaste quel santo (in greco: ton hagion = il santo) e giusto”;   In Is 40.25; Os 11.9; Ab 1.12 Dio è il Santo. Geova è il Santo d’Israele” (2Re 19.22; Sl 71.22; 78.41; Is 1.4; 5.19,24; 10.20; 12.6; 17.7 ...) La traduzione del Nuovo Mondo ha "che è verace" (la traduzione letterale invece sarebbe "il verace").