Apocalisse 14:8-13
3. La Babilonia è caduta - v.8

8 E un altro1, un secondo angelo seguì dicendo: «Caduta, caduta è Babilonia la grande,
che ha fatto bere a tutte le nazioni il vino dell'ira della sua fornicazione (prostituzione NR)».

Questo è la prima volta che viene menzionato la Babilonia in Apocalisse.
Il 2° angelo annuncia in anticipo la caduta della Babilonia che avverrà nei capitoli 17 e 18.

Cosa dobbiamo intendere sotto Babilonia vedremo quando arriveremo al capitolo 17.
Qui consideriamo soltanto ciò che ci dice il testo:

Che cosa viene detto della Babilonia?
1. Che è grande.
2. Che è caduta. Caduta viene ripetuto per dare enfasi alla dichiarazione.

3. Che ha fatto bere a tutte le nazioni il vino dell'ira della sua fornicazione.

Perché dice il vino dell'ira?
Ira è la parola thumòs che significa anche passione
.
Così si leggerebbe: "che ha fatto bere il vino della passione della sua fornicazione.

Che cosa vuol dire" far bere" il vino della passione della sua fornicazione?
Vuol dire che “ha indotto tutte le nazioni a fornicare”.
Nella Bibbia vengono distinti varie tipi di fornicazione, quella fisica e quella spirituale.
La fisica può essere commessa solo con gli occhi o il desiderio o realmente (Mt 5:27-32).
La fornicazione e l'adulterio vengono proposti sfacciatamente in quasi tutti i programmi televisivi e si è invitati a parteciparvi trascorrendo il proprio tempo con gli attori.
La fornicazione spirituale consiste nel confidandosi in idoli invece nel Dio vivente e seguendo la mondanità nelle sue varie espressioni (Gr 3:6-9; Gc 4:4; 1Gv 2:15).

4. Gli adoratori della Bestia saranno puniti - v. 9-11

9 E un altro, un terzo angelo seguì dicendo a gran voce:
«Chiunque adora la bestia e la sua immagine, e ne prende il marchio sulla fronte o sulla mano,

10 natura del tormento egli pure berrà il vino dell'ira di Dio versato puro2 nel calice della sua ira; e sarà tormentato con fuoco e zolfo davanti3 ai santi angeli e davanti all'Agnello.

11 durata del tormento Il fumo del loro tormento sale nei secoli dei secoli
......... natura del tormento e (cioè) non hanno riposo né giorno né notte,
chiunque adora4 la bestia e la sua immagine e prende il marchio del suo nome».

Questo 3° angelo ci riporta al capitolo 13:13-17, dove il falso profeta obbliga a tutti di adorare la bestia e farsi mettere sulla mano destra o sulla fronte un marchio, e dichiara solennemente, a gran voce, che chiunque adora la bestia e prende il suo marchio subirà una severa punizione.
La proclamazione apre e chiude con la denuncia del peccato per cui si sarà punito: l'adorazione della bestia e della sua immagine e l'accettazione del suo marchio. 5
Secondo la mia comprensione gli “e” non sono addizionali ma spiegativi equivalenti al cioè in maniera che si legge: Chiunque adora la bestia, cioè la sua immagine, ...
La bestia non sarà onnipresente così la sua adorazione avverrà di fronte alla sua immagine. Inoltre l'accettazione del suo marchio indicherà la propria devozione a lei.

Fra questa ripetuta dichiarazione viene indicata la natura della punizione e la sua durata:
Egli berrà il vino dell'ira di Dio versato puro nel calice della sua ira; e sarà tormentato con fuoco e zolfo. L'affermazione “berrà … e sarà tormentato” sono equivalenti; perciò anche qui si leggerebbe un cioè. Il bere dal calice significa dover subire il tormento inflitto.
Vedi l'esempio di Gesù nel giardino di
Getsemani che disse al Padre: «Padre mio, se non è possibile che questo calice passi oltre da me, senza che io lo beva, sia fatta la tua volontà». Mat 26:42
Bere il calice significava per Gesù accettare la punizione per i nostri peccati.

I seguaci dell'anticristo dovranno bere il vino dell'ira di Dio. Il vino che dovranno bere sarà “puro” cioè non diluito, non vi sarà alcuna clemenza o grazia. Essi saranno tormentati “davanti” 6 ai santi angeli e davanti all'Agnello.

Che cosa vuol dire questo?
Che gli angeli vedono i condannati alla punizione? In Luca 16 leggiamo che il ricco nell'Ades (ebr. she'ol), essendo nei tormenti, vide da lontano Lazzaro e pure Abraamo e poté perfino parlare con lui. Teniamo comunque presente che il passo presenta una situazione dell'AT e che l'Ades non è il soggiorno definitivo dei morti (20:13). Vedi anche Is 66:24.

Per quanto tempo durerà questa punizione?
Nei secoli dei secoli = per sempre.
Gesù conferma che la punizione durerà quanto la vita dei giusti (Mt 25:41, 46).

Il fumo del loro tormento è una espressione figurativa.
Non hanno riposo né giorno né notte indica un tormento ininterrotto, continuo, in quanto nell'eternità non esiste più la notte (21:25; 22:5).
Questo solenne avvertimento dovrebbe essere sufficiente a dare la forza a resistere alla tentazione di sottomettersi alla Bestia e al falso Profeta. Ecco perché prosegue:

12 Qui è la costanza dei santi che osservano i comandamenti di Dio e la fede in Gesù.

Costanza (hupo-moné - hupo = sotto, moné = rimanere), significa di non mollare.

Cosa viene detto dei santi?
Che osservano i comandamenti di Dio e la fede in Gesù, (lett. “di” = un genitivo oggettivo) che ha Gesù come oggetto.

Perché fa questa affermazione? - Perché chi rimarrà fedele sarà ucciso, perciò segue:

5. Beati coloro che muoiono nel Signore - v. 12-1

13 E udii una voce dal cielo che diceva: «Scrivi: beati i morti che da ora innanzi muoiono nel Signore. Sì, dice lo Spirito, essi si riposano dalle loro fatiche perché le loro opere li seguono».

Quali morti sono beati? Quelli che “da ora innanzi muoiono”. Sebbene ciò ha un riferimento specifico per il tempo a cui si riferisce la profezia, ciò è vero per tutti i credenti di tutti i tempi che muoiono in Gesù, in comunione con Lui. Ma chi nei momenti in cui viene detto: "adora o muori" resiste e rimane fedele a Gesù è in modo particolare beato.
Vedi 2:10b “Sii fedele fino alla morte ...”
Ap. 15:1-4
ci fa vedere quei vincitori.
Poi segue una conferma da parte dello Spirito.

La nuova Diodati traduce letteralmente : "affinché si riposino dalle loro fatiche, perché le loro opere li seguono".
Loro sono tolti dalle sofferenze inflitte loro.
Dio permette la loro uccisione affinché potessero riposarsi. Anche in 6:11 fu detto ai martiri sotto l'altare che si riposassero ancora un po'. Questo pensiero viene sostenuto anche da Is. 57:1-2.

Nota il contrasto con gli adoratori della Bestia che per l'eternità non avranno riposo (11).

Riposare da cosa?

Dalle loro fatiche (kòpon - sforzi, pene, sofferenze, stanchezze).
Il "perché" sembra indicare la ragione del loro riposo. Mentre i loro possedimenti rimangono indietro le loro opere li seguono = non rimarranno senza ricompensa.

Lodiamo il Signore:

  1. perché siamo beati. Chi muore in Cristo (con la viva fede in Lui) è beato,
  2. perché non ci aspetta un giudizio dopo la morte ma uno stato di riposo,
  3. perché le nostre opere ci seguiranno (1Co 3:13-15; 15:58).
1 NR ha tolto “altro”
2 VR+VD “mesciuto” lett. mixed unmixed = non diluito in nessuna maniera
3 VR+VD “nel cospetto”
4 Mentre nel v. 9 il testo dice: “se qualcuno adora ...” il v. 11 dice: “gli adoranti della bestia e dell'immagine sua” .
5 In greco “non ha riposo né giorno né notte” viene prima della specificazione del peccato.
6 VR+VD “nel cospetto” ebraismo per davanti.