Apocalisse 10

I capitoli 10 e 11:14 sono un intermezzo che serve da preludio alla settima tromba.

1 Poi vidi un altro angelo potente che scendeva dal cielo, avvolto in una nube;
sopra il suo capo vi era l'arcobaleno;
la sua faccia era come il sole e i suoi piedi erano come colonne di fuoco.

2 Egli aveva in mano un libretto aperto e posò il suo piede destro sul mare e il sinistro sulla terra;

Giovanni vide "un altro angelo potente". In 5:2 leggiamo: "vidi un angelo potente che gridava a gran voce: «Chi è degno di aprire il libro e di sciogliere i sigilli?". Qui vide un altro angelo potente. Perciò non si tratta di Gesù come qualcuno pensa. Gesù non è "un altro angelo potente".

Lui vide questo angelo scendere dal cielo per prendere la sua posizione col piede destro sul mare e il sinistro sulla terra. Vuol dire che Giovanni ora non era più nel cielo ma sulla terra. L'angelo aveva un "piccolo libro o rotolo (2,9,10) aperto".

3 poi gridò a gran voce, come un leone ruggente;

vuol dire che diede un grido potente. In Ez 19:5-9 sta scritto che il paese, con tutto quello che conteneva, fu atterrito al rumore dei ruggiti del leoncello Giuda. "Ma da tutte le province circostanti le nazioni gli diedero addosso, gli tesero contro le loro reti e fu preso nella loro fossa. Lo misero in una gabbia con dei ferri alle mascelle e lo condussero al re di Babilonia; lo chiusero in una prigione, perché la sua voce non fosse più udita sui monti d'Israele". Ora si sente di nuovo il ruggito del leone sui monti d'Israele da parte di questo angelo potente.

e quand'ebbe gridato, i sette tuoni fecero udire le loro voci.

L'articolo li identifica come tuoni conosciuti e specifici.
Giovanni comprese quello che i tuoni avevano detto
1, perché leggiamo ...

4 Quando i sette tuoni ebbero fatto udire le loro voci, io stavo per [mettermi a] scrivere,
ma udii una voce dal cielo che mi disse: «Sigilla le cose che i sette tuoni hanno dette, non scriverle».

Cioè, lui doveva tenere le cose che aveva sentito per sé.

5 Allora l'angelo che avevo visto con un piede sul mare e un piede sulla terra, alzò la mano destra verso il cielo
6
e giurò per
colui che vive nei secoli dei secoli, il quale ha creato il cielo e le cose che sono in esso, e la terra e le cose che sono in essa, e il mare e le cose che sono in esso, dicendo che non ci sarebbe stato più indugio (ND alcun ritardo; VD più tempo).
7 Ma nei giorni in cui si sarebbe udita la voce del settimo angelo, quando egli avrebbe sonato, si sarebbe compiuto il mistero di Dio, com'egli ha annunziato ai suoi servi, i profeti.

Ciò potrebbe alludere al grido dei martiri sotto l'altare che avevano chiesto (6;10-11): fino a quando aspetterai, o Signore santo e veritiero, per fare giustizia e vendicare il nostro sangue su quelli che abitano sopra la terra?

L'uomo vive come se Dio non esistesse e ignora che gli avvenimenti giornalieri si compiono secondo il piano di Dio. Il piano di Dio è chiamato qui mistero. Paolo parla almeno di tre misteri: la formazione attuale del corpo di Cristo, l' attuale indurimento parziale d' Israele, finché sia entrata la pienezza dei Gentili; (Ro 11:25) e il fatto che non tutti moriremo (1Co 15:51). In Mt 13:11 (34-35) leggiamo che Gesù disse che i suoi discepoli conoscevano i misteri del Regno. I servi di Dio conoscono i piani di Dio perché Dio li ha annunziati (εὐηγγέλισεν eu'engélisen letteralmente evangelizzati) e tramite loro a noi. Perciò nei giorni cioè nel periodo, della voce del settimo angelo la pazienza di Dio con i peccatori impenitenti terminerà e il programma determinato di Dio si completerà, si adempierà, sarà portato a termine (teleo).

8 Poi la voce che avevo udita dal cielo (v. 4) mi parlò di nuovo e disse: «Va', prendi il libro che è aperto in mano all'angelo che sta in piedi sul mare e sulla terra».
9 Io andai dall'angelo, dicendogli di darmi il libretto. Ed egli mi rispose: «Prendilo e divoralo: esso sarà amaro alle tue viscere, ma in bocca ti sarà dolce come miele».
10 Presi il libretto dalla mano dell'angelo e lo divorai; e mi fu dolce in bocca, come miele; ma quando l'ebbi mangiato, le mie viscere sentirono amarezza.

Il consumo del libro da parte di Giovanni ha la sua controparte in Ezechiele 2:8-9 e 3:3. Mangiare un libro è un idioma ebraico per prendere nota, ricevere nel cuore (3:10).

Noi abbiamo una simile espressione idiomatica. Noi diciamo: " Ho letteralmente divorato il libro" e “devo prima digerire quello che ho sentito”. Ezechiele mangiò il libro per poter comunicare le parole di Dio (3:4). Così in Gv. 6 il mangiare e bere Gesù vuol dire credere in Lui (paragona i versetti 53 e 54 con 47 e 48).

11 Poi mi fu detto:2 «È necessario che tu profetizzi ancora su molti popoli, nazioni, lingue e re».

Non è chiarito chi gli parlò ma gli fu detto che gli sarebbero stati comunicati ancora altre profezie da comunicare.

I governatori sono menzionati separatamente, perché hanno una responsabilità particolare.


Ammaestramenti:

Vers. 1 La faccia dell'angelo potente era come il sole. Deve essere stato impressionante. Anche la faccia di Mosè splendeva quando tornò dopo una conversazione con Dio.
E pensate ciò che Dio ha in serbo per noi. Gesù disse che tutti i giusti risplenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi oda. Mt 13:43

Vers. 5-7 La pazienza di Dio ha dei limiti, ciò che ha determinato e promesso si compierà con certezza.
Ciò vale sia per non credenti che per credenti.

Ai non credenti viene detto: Is 55:6 Cercate il SIGNORE, mentre lo si può trovare; invocatelo, mentre è vicino. Pietro scrisse: "Il Signore non ritarda l'adempimento della sua promessa, come pretendono alcuni; ma è paziente verso di voi, non volendo che qualcuno perisca, ma che tutti giungano al ravvedimento" ( 2Pi 3:9). Però anche la pazienza di Dio finisce e allora non c'è più indugio e la sua giustizia si manifesterà. Quando Dio non giudica o non adempie subito le sue promesse allora i peccatori pensano che si può peccare impunitamente, ma si sbagliano.

Leggiamo anche Salmo 50.21; Eccl 12:1-9 e Pr 1:24-31.

Per i credenti vale ciò che Gesù disse di sè: "Bisogna che io compia le opere di colui che mi ha mandato mentre è giorno; la notte viene in cui nessuno può operare." Gv 9:4

Noi tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, affinché ciascuno riceva la retribuzione di ciò che ha fatto quando era nel corpo, sia in bene sia in male. 2Co 5:10

Vers. 9 Non basta leggere la Bibbia bisogna appropriarsi del contenuto, divorarlo e digerirlo per trarne forza.


      1 In Gv 12:29 Dio rispose a Gesù e la gente concepì la voce come un tuono.
      2 Letteralmente: “e dissero a me” che secondo Fauset-Brown vuol dire: Fu detto a me.