IL GIUDIZIO DI DIO SUI SUOI NEMICI - Apocalisse 17-20

Mentre Apocalisse 14-16 ci facevano assistere soltanto ai preludi della Vittoria, i capitoli che seguono fino ad Apocalisse 20 ci descrivono la vittoria stessa di Cristo sui nemici del suo regno, maturi per il giudizio. Questo giudizio comincia dalla gran meretrice che si chiama simbolicamente Babilonia.

Apocalisse 17 - IL GIUDIZIO DELLA MERETRICE SEDUTA SULLA BESTIA

1 E uno dei sette angeli che avevano le sette coppe venne, e mi parlò dicendo: Vieni, ti mostrerò il giudicio della gran meretrice, che siede su molte acque
2 I re della terra hanno fornicato con lei e gli abitanti della terra sono stati inebriati del vino della sua fornicazione.

E' la prima volta che nell'Apocalisse si fa menzione della gran prostituta, sebbene vi si accennasse già in 14.8 e 16.19 sotto il nome simbolico di 'Babilonia la grande'.

Questa seduttrice è una donna ed è una città, poiché è chiamata Babilonia la grande, la grande città, la potente città Ap 17.5; 18.10, 16, 18, 19, 21;
e l'angelo precisa
in 17.18: La donna che hai vista è la grande città che domina sui re della terra,
in 17.9: Le sette teste [della bestia] sono sette monti sui quali la donna siede...'

Secondo l'ultima indicazioni molti pensano che si accenni a Roma.
Per gli uni, si tratta di Roma dell'impero romano.
Per altri si tratta di Roma divenuta centro della Chiesa infedele, apostata, poggiante sullo Stato o anche dominatrice su di esso, persecutrice dei credenti, propagatrice di ogni sorta d'idolatrie e di adulterazioni del Vangelo, mondana nelle sue aspirazioni, con fastosa pompa esterna di cui si serve per attrarre le moltitudini ignare della verità. Si vede nella gran meretrice la cristianità mondana e apostata nei suoi vari rami: greco-ortodosso; cattolico-romano, protestante e altri. Roma ha il triste primato della infedeltà religiosa; perciò è detta 'madre delle prostitute'.

Ragioni che inducono a considerare che la grande prostituta sia la Chiesa romana

Nell'Antico Testamento quando si parla di fornicazione o di adulterio in senso metaforico, si parla sempre dell'infedeltà religiosa del popolo d'Israele col quale Dio ha stretto un patto paragonato al matrimonio, patto che la sposa infrange quando abbandona Dio per darsi all'idolatria, a traviamenti morali o per cercare protezione presso ai governanti pagani quasi ché Dio fosse tramontato. 1

Gesù chiamò i Giudei increduli del suo tempo una 'generazione malvagia e adultera' Mt 12.39; Mc 8.38.

Nel Nuovo Testamento ritroviamo le stesse immagini:

La Chiesa è la sposa di Cristo (Ef 5.22-33; Ap 19.7-8), ma quando abbandona la verità e diventa mondana, essa è adultera. - Giacomo chiama, 'gente adultera' i cristiani che sono amici del mondo Gc 4.4; nella lettera all'angelo di Tiatiri si parla della fornicazione e dell'adulterio della falsa profetessa Iesabel.
Secondo il linguaggio biblico dunque non è estraneo considerare la Chiesa come una grande prostituta quando, invece di perseverare nella fedeltà a Cristo suo sposo e redentore, lo rinnega per darsi in braccio al mondo.

La prostituta è ben distinta dalla bestia: in v. 3 essa appare seduta sulla bestia quasi a significare che la dirige e la domina valendosene per i suoi fini; e al v. 16 essa è odiata e spogliata e arsa dalla bestia e dai suoi re complici.

Nella prostituta si vede la Chiesa degenerata e nella bestia lo Stato anticristiano.

Se vi è nel mondo una città il cui nome evochi l'idea della più vasta organizzazione ecclesiastica, questa città è Roma.

La prostituta siede su molte acque cioè esercita un'autorità religiosa sopra 'popoli, moltitudini e nazioni e lingue' secondo la parola dell'angelo (v.15), con lei hanno fornicato i re della terra.

La Chiesa di Cristo aveva per missione di predicare l'Evangelo, non di dominare lo Stato o di appoggiarsi al braccio secolare.

Le autorità secolari avevano per missione di tutelare la libertà e i diritti di tutti, non di invadete il campo della coscienza ponendosi al servizio della Chiesa, per opprimere. Si sa quanto sangue fu sparso dall'unione del trono coll'altare.

La Chiesa doveva dare ai popoli il puro Vangelo di Cristo; divenuta infedele, essa ha loro dato da bere 'il vino della sua fornicazione' cioè un insegnamento misto di verità e di errori, un vangelo adulterato, 2Co 2.17, adattato ai gusti del mondo, un cristianesimo

in cui all'autorità della Parola di Dio è associata e poi sostituita quella della tradizione, della Chiesa, del Pontefice; un cristianesimo in cui al ravvedimento e la conversione si sostituì penitenze e riti,
in cui alla salvezza per grazia si sostituì quella per merito d'opere,
in cui al culto di Dio in spirito si sostituisce il culto delle creature, delle immagini e delle reliquie;
in cui alla forza della pietà si sostituì le forme di essa.

Fin dai tempi di Costantino iniziò l'invasione del paganesimo nella Chiesa ed ella si accontentò di ricoprirlo di una vernice cristiana senza nuova nascità. I popoli hanno bevuto volentieri questo vino adulterato. Il mondo ascolta chi gli parla secondo le sue inclinazioni: 1Gv 4.5-6. Gli abitanti della terra sono stati inebriati del vino della sua fornicazione; alla spiritualità cristiana è subentrata una religione di forme che piace ai sensi.


3 Ed egli mi trasportò in ispirito, cioè nell'estasi, in un deserto; ed io vidi una donna seduta sopra una bestia di colore scarlatto, piena di nomi di bestemmia, e avente sette teste e dieci corna.

La bestia veduta in Ap 13 salir dalle acque porta sempre le sette teste e le dieci corna, ma è ora di colore scarlatto, di un colore simile a quello del dragone (12.3), e è coperta di nomi di bestemmia mentre prima questi nomi erano solo sulle sue teste; s'è verificato nello Stato anticristiano un accrescimento di odio antireligioso e di empietà dichiarata.


4 E la donna era vestita di porpora e di scarlatto, di una veste regale, adorna d'oro, di pietre preziose e di perle;

Nella misura in cui sono venute meno nella Chiesa visibile la fede, la speranza e l'amore cristiano manifestato nelle opere, sono cresciuti gli splendori esterni del culto, lo sfarzo dei paramenti, le grandi basiliche, i tesori dei santuari, i paramenti papali, le vesti rosse dei così detti principi della chiesa romana.

aveva in mano un calice d'oro pieno di abominazioni, e delle immondizie della sua fornicazione.

Al v. 2 si parlava del 'vino della sua fornicazione o prostituzione' dato a bere agli abitanti della terra, si tratta di un insegnamento religioso e morale inquinato, adulterato, di mondanità ripugnanti al vero cristianesimo.


5 e sulla fronte portava scritto un nome: Mistero, Babilonia la grande, la madre delle meretrici (o prostitute) e delle abominazioni della terra.

Le meretrici di Roma portavano scritto in fronte il loro nome.

La parola mistero serve per avvertire che il nome Babilonia, non va inteso in senso geografico ma in senso simbolico. La Babilonia antica era contrapposta a Gerusalemme, era la città del mondo contrapposta alla città di Dio, la città orgogliosa e fastosa, piena d'idolatria e di vizi, la città ove il popolo di Dio fu schiavo e oppresso. Tale è Roma, centro della cristianità decaduta e apostata, madre delle meretrici.


6 E vidi la donna ebbra (ubriaca) del sangue dei santi e del sangue dei martiri (o testimoni) di Gesù. E quando l'ebbi veduta mi meravigliai di gran meraviglia.

I santi non sono diversi dai martiri di Gesù; ma quest'ultima designazione indica il motivo per il quale sono odiati dalla donna e messi a morte. Uno sguardo alla storia della chiesa romana, alle sue crociate contro albigesi, valdesi, Hussiti, ugonotti; alla santa inquisizione fornisce un commento eloquente della visione. Anche le chiese greco-ortodosse e protestanti non sono esenti del peccato d'intolleranza e di violenza. L'avvenire mostrerà quel che la cristianità apostata riserbi ancora ai fedeli di Cristo.


7 E l'angelo mi disse: Perché ti meravigli? Io ti dirò il mistero della donna e della bestia che la porta, la quale ha le sette teste e le dieci corna.

L'angelo s'appresta a spiegare, in modo molto breve, col parlar della bestia, la quale è la stessa che il profeta aveva visto sorgere dalle acque Ap 13.


8 La bestia che hai vista era e non è e deve salir dall'abisso e andare in perdizione. E quelli che abitano sulla terra i cui nomi non sono stati scritti nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo si meraviglieranno vedendo la bestia, [vedendo] che era e non è e verrà di nuovo

La 'non esistenza' della bestia (non è) affermata nel v. 8 e 11 è equivalente alla ferita mortale di una delle teste, menzionato in 13.3.

La ferita della bestia guarisce; il mostro riprende vita e mostrerà una malvagità non vista ancora: deve salire dall'abisso, essere animato di spirito diabolico e spiegare un'astuzia d'inganno e un furore anticristiano quali sono descritti da Paolo in 2Te 2 e da Giovanni in Ap 13. Coloro che non hanno l'unzione dello Spirito di verità, che ammirano il successo, ottenuto con l'inganno, si maraviglieranno nel veder risorto il potere anticristiano creduto morto per sempre e 'adoreranno' la bestia.


9 Qui occorre una mente che ha sapienza, che Dio solo può dare. Cfr. Ap 13.18.

Le sette teste sono sette monti sui quali la donna siede;

La spiegazione dell'angelo ci riferisce a due enti diversi: la donna e la bestia; la meretrice è una donna ed è una città e delle teste della bestia di cui una sola è viva.

10 e sono anche sette re: cinque son caduti, uno è, e l'altro non è ancora venuto; e quando sarà venuto ha da durare (lett. rimaner) poco.

La bestia, come il dragone, di cui è lo strumento, ha sette teste che rappresentano le sette principali incarnazioni storiche del potere mondano ostile a Dio. Le cinque monarchie cadute sono: l'egiziana, l'assira, la babilonese, la medo-persiana e la greca; quella esistente al tempo di Giovanni (uno è), era l'impero romano.

Più difficile è da dire quale sia la settima: l'altro non ancora venuto.

Si parla di dieci re che riceveranno potestà con la bestia per un'ora, e che prima di far guerra all'Agnello, odieranno la meretrice, la spoglieranno e la consumeranno col fuoco. Il futuro getterà maggior luce su queste parole dell'angelo.

11 E la bestia che era, e non è, perché ferita quasi a morte, è anch'essa un ottavo regno, che incarnerà il potere anticristiano e che riunirà in sè quanto di più empio, di più astuto, di più crudele abbiano presentato le precedenti manifestazioni storiche di esso. Salirà dall'abisso e sarà l'incarnazione di Satana, l'anticristo personale. Il linguaggio di Paolo e di Giovanni inducono a considerare l'anticristo come una persona, il contrapposto di Cristo.

e viene dai sette (o: ed è [uno] dei sette ) e se ne va in perdizione.

Questa ottava monarchia sarà la riproduzione peggiorata di una delle sette, dell'impero romano persecutore dei Cristiani. L'anticristo non avrà successori; 'il Signore Gesù lo distruggerà col soffio della sua bocca e lo annienterà con l'apparizione della sua venuta' - 2Te 2.8 e così se ne andrà in perdizione.

12 E le dieci corna che hai vedute sono dieci re, che non hanno ancora ricevuto regno; ma riceveranno potestà, come re, assieme alla bestia, per un'ora.

La quarta bestia di Da 7 porta dieci corna e l'angelo spiega: «Le dieci corna sono dieci re che sorgeranno da quel regno»; essi corrispondono alle dieci dita dei piedi della statua di Da 2. Sono quindi i capi degli Stati sorti dall'impero romano nella sua ultima fase: che formeranno la coalizione antireligiosa rappresentata dalla settima testa e che poi cederanno il loro potere all'anticristo finale. Va da se che per un'ora non si deve comprendere alla lettera, ma vale 'per un breve tempo'.

13 Costoro hanno uno stesso pensiero, e daranno la loro potenza e la loro autorità alla bestia, dando luogo all'apparizione d'un impero mondiale.

14 Costoro guerreggeranno contro l'agnello,

In Ap 16.14 vediamo dei spiriti di demoni impegnati per adunare i re di tutto il mondo per la battaglia del gran giorno di Dio. In Ap 19.19 Giovanni vede 'la bestia e i re della terra e i loro eserciti radunati per muover guerra' all'Agnello e all'esercito suo. L'esito della battaglia è che l'Agnello li vincerà, perché egli è il Re dei re e il Signor dei signori (Ap 19:16).

L'agnello li vincerà... e quelli che son con lui, chiamati...'; si sottintende che avranno parte al suo trionfo. Non si tratta di tre tipi di persone i chiamati dal Signore che hanno risposto alla chiamata con fede ed ubbidienza, sono annoverati fra gli eletti; e poiché hanno perseverato nelle prove, sono chiamati i fedeli.

15 Poi mi disse: Le acque che hai viste e sulle quali siede la prostituta, sono popoli e moltitudini e nazioni e lingue.

Dopo aver dato le spiegazioni relative alla bestia, l'angelo dà ora quelle che riguardano la meretrice. Il seder sopra significa l'influenza che la Chiesa degenerata esercita su tutti i popoli della terra (cfr. Ap 13.3, 8, 12, 16).

16 E le dieci corna che hai vedute e la bestia odieranno la prostituta e la renderanno desolata (la spoglieranno NR) e nuda e mangeranno le sue carni e la consumeranno (lett. arderanno) col fuoco.

Per un tempo lo Stato si adatta a sostenere la Chiesa e a subirne l'influenza e le sue direzioni, perché ha bisogno d'esser sostenuto da lei per la sua influenza sulle moltitudini; ma, a misura che la Chiesa decade, e che le masse abbandonano la fede, cresce l'antagonismo tra il potere secolare e la gerarchia ecclesiastica finché il conflitto scoppia in modo aperto e violento. La Chiesa, diventata mondana e corrotta, riceve la sua punizione, per disposizione divina, per mezzo dei re e della bestia sui quali si era seduta. La potenza mondana è la verga che punisce la sua mondanità. Nella descrizione del giudizio della prostituta, le espressioni si riferiscono ora ad una donna, ora a una città. 'La renderanno desolata', lett. deserta, si applica alla città, nuda si applica alla donna, come pure il divorarne le carni, mentre il darla alle fiamme rievoca l'immagine della città.

La Chiesa infedele sarà spogliata dei suoi beni, dei suoi tesori; sarà odiata e la sua capitale arsa. Questo avverrà per impulso di passioni antireligiose negli esecutori, e per disposizione superiore di Dio che si serve dell'anticristo.

17 Poiché Dio ha messo in cuor loro di eseguire, senza saperlo, il suo disegno e di avere un medesimo pensiero e di dare il loro regno alla bestia, cioè all'anticristo che sarà il capo della coalizione anti ecclesiastica prima, e poi antireligiosa finché le parole di Dio siano adempite.

s'intende le profezie relative alla distruzione di Babilonia; dopo di che verrà la volta anche della bestia e dei suoi alleati. L'azione dei re e della bestia contro la Chiesa apostata precede la guerra ch'essi moveranno a Cristo secondo Ap 17.14 ; guerra che li condurrà ad Armagheddon, il campo della disfatta e della strage.

18 E la donna che hai veduta è la gran città che impera sui re della terra.

Impera politicamente e religiosamente per un tempo come capitale della Chiesa degenerata.


AMMAESTRAMENTI

Come Mosè ammonì costantemente il popolo parlando delle future infedeltà d'Israele, così Gesù parlò della mescolanza dei falsi cristiani con i veri, e gli apostoli annunziarono giorni tristi per la Chiesa degli ultimi tempi.

Nell'Apocalisse, l'apostasia di cui aveva scritto Paolo, assume la forma simbolica, della prostituta seduta sulla bestia.

Dio ha concesso agli uomini, per il loro bene, di avere due grandi associazioni: lo Stato e la Chiesa. Queste due istituzioni sono entrambe preziose. Ma queste due istituzioni non raggiungono il loro scopo che per un piccolo numero d'uomini; esse sono corrotte dal peccato. Lo Stato diventa una bestia e la Chiesa una prostituta.

Ciò nonostante Dio le sopporta nella sua pazienza finché il loro compito sia finito.

Gli eletti sono il frutto, lo Stato e le chiese sono il guscio destinato a cader quando il frutto è maturo; gli eletti sono un tempio alla cui costruzione ha servito la vasta impalcatura dello Stato e delle chiese. Una volta compiuto l'edifizio, l'impalcatura è abbattuta...» (Auberlen).

Gettando uno sguardo sulla storia della cristianità, e sullo stato suo attuale, è impossibile non riconoscere che la profezia si sta per adempiere e che la Chiesa, colonna e piedistallo della verità, chiamata a farla risplendere nel mondo con la parola e con la vita santa, ha prodotto col suo vino adulterato milioni di cristiani di nome che ignorano il vangelo, che non hanno nè fede nè vita cristiana.

La degenerazione è più manifesta in certi rami della cristianità che in altri. Non per nulla la profezia accenna a Roma come alla meretrice madre. Ma le chiese orientali non sono più viventi e nemmeno le chiese protestanti.

Ciò non mette in forse il trionfo del regno di Cristo; anzi, nel constatare l'adempimento graduale della parte fosca delle profezie, cresce la fede nella Parola di Dio e la certezza che anche le promesse luminose si adempiranno.

Il primo ed essenziale, carattere della Chiesa degenerata è l'infedeltà:

Essa che era la sposa di Cristo, che lui ha amata e si è dato per lei, è divenuta una prostituta che ha abbandonato il suo sposo per darsi ad amori impuri.

Essa ha preferito a fornicare con i re della terra, ha fatto della politica; si è seduta sulla bestia coperta di nomi di bestemmia.

Il suo ornamento doveva essere la luce della verità, lo splendore spirituale di una vita santa, ricca di opere di giustizia e di amore;

Essa invece ha preferito lo scarlatto, l'oro, le pietre preziose e le perle, le grandi cattedrali, il culto fastoso per attirare le moltitudini.

Doveva esser la città di Dio ed è divenuta una mondana Babilonia.

Doveva predicare al mondo la Buona Notizia della salvezza offerta in Cristo e attirare le anime col suo santo esempio; invece, il calice ch'essa fa bere alle nazioni è pieno di abominazioni: di dottrine false, di comandamenti anticristiani, di idolatrie, di superstizioni.

Doveva offrire al mondo lo spettacolo nuovo d'una fratellanza animata da uno spirito d'amore; invece s'è inebriata del sangue dei testimoni di Gesù. La sola chiesa romana ne ha fatti morire assai più che non l'impero pagano dei primi secoli; non sappiamo cosa sia riservata ai fedeli dalla Chiesa apostata nell'avvenire. Dinanzi a un tale spettacolo di degenerazione e di corruzione chi non comprende il profondo stupore dì Giovanni? L'Apocalisse dà dei solenni avvertimenti. Esso grida a tutti i credenti: Non lasciate penetrar nella chiesa delle false dottrine, nè lo spirito del mondo.

Lo spettacolo della chiesa decaduta c'invita a coltivare in noi la fedeltà del primo amore verso Cristo, la spiritualità e la semplicità del culto che rendiamo a Dio, l'amore fraterno verso tutti i testimoni di Cristo.

C'invita ad esaminare cosa contiene il calice che presentiamo ai nostri simili con le nostre parole, con la nostra condotta.

C'invita a fuggire la mondanità. L'anima che crede di poter abbracciare il mondo diventa una prostituta.

I fedeli, che hanno la certezza che Dio giudicherà, osservando i segni dei tempi, sono indotti a vegliare ed a pregare. Essi non saranno spaventati dal numero degli avversari; si terranno stretti a Cristo affin di vincere con lui. Sono stati chiamati, sono stati eletti e si studieranno di rendere sicura la loro vocazione ed elezione mantenendosi fedeli fino alla fine.