Apocalisse 18:6-24

6-8 L'ordine di punire la prostituta
9-19 Il lamento dei re, dei mercanti e dei naviganti
20 Invito all'allegrezza
21-24 L'atto simbolico del giudizio di Dio sulla Babilonia

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6-8 L'ordine di punire la prostituta

6 Rendetele il contraccambio di quello ch'ella ha fatto

VD, ND e VR inseriscono “vi ha fatto” o “fatto a voi” che indicherebbe che i credenti dovrebbero vendicarsi. La Bibbia non ci insegna che dobbiamo vendicarci. Sta scritto: Ro 12:19 Non fate le vostre vendette, miei cari, ma cedete il posto all'ira di Dio; poiché sta scritto: «A me la vendetta; io darò la retribuzione», dice il Signore.
Eb 10:30 Noi conosciamo, infatti, colui che ha detto: «A me appartiene la vendetta! Io darò la retribuzione!»
Non ci viene detto qui a chi è rivolto l'ordine. In 17:16-17 è scritto che Dio mette nel cuore alla bestia e ai 10 re di spogliare e di consumare col fuoco la prostituta.

e rendetele al doppio la retribuzione delle sue opere.
Nel calice in cui ha mesciuto agli altri, mescetele il doppio

Gr 16.18; La retribuzione sarà corrispondente alle sue opere. L'uomo mieterà quello che ha seminato. E generalmente miete di più, altrimenti non seminerebbe. Questo vale sia per il bene che per il male. Perciò mentre abbiamo l'opportunità facciamo del bene a tutti; ma specialmente ai fratelli in fede (Ga 6:7,10).

7 Quanto ella ha glorificato se stessa ed ha lussureggiato,
tanto datele di tormento e di cordoglio; poiché dice in cuor suo:
Io siedo regina e non sono vedova e non vedrò mai cordoglio (NR lutto).

Era questo il vanto superbo dell'antica Babilonia (Is 47.7-8).
Similmente Roma si chiama la 'Città eterna'.
Gesù disse: Mat 23:12 “Chiunque s'innalzerà sarà abbassato, e chiunque si abbasserà sarà innalzato.” Cfr. Is 2:11-12, 17; Gr 50.32; Sl 147:6; Mt 5:5.

8 Perciò, in uno stesso giorno, verranno le sue piaghe: morte, cordoglio e fame, e sarà consumata dal fuoco;9 poiché potente è il Signore Iddio che l'ha giudicata.

 

9-19 Il lamento dei re, dei mercanti e dei naviganti

Giovanni non vede la rovina di Babilonia; la grandezza della catastrofe se intravede dai lamenti che faranno tutti quelli che approfittavano dall'esistenza della città distrutta.

9 E i re della terra che fornicavano e vivevano in lascivie con lei (17.2) la piangeranno e faranno cordoglio per lei quando vedranno il fumo del suo incendio, 10 e standosene da lungi, per tema del suo tormento, diranno: &ldquoAhi! Ahi! Babilonia, la gran città, la potente città! il tuo giudizio è venuto in un momento (lett. ora)!&rdquo

Dicendo il tuo giudizio ..fanno capire che comprendono che si tratta di una punizione.

11 I mercantidella terra piangeranno e faranno cordoglio per lei, perché nessuno comprerà più le loro merci: 12 oro, argento, pietre preziose, perle, lino fino, porpora, seta, scar­latto Cfr. 17.4 il fasto della gran meretrice; e ogni sorta di legno odoroso, e ogni sorta d'oggetti d'avorio e ogni sorta d'oggetti di legno preziosissimo, rame, ferro e marmo, 13 cannella, essenze, profumi, unguenti, incenso, vino, olio, fior di farina, grano, buoi, pecore, cavalli carri 10, e [i] corpi e [le] anime d'uomini.

14 E i frutti che l'anima tua desiderava se ne sono andati lungi da te; e tutte le cose delica­te e sontuose sono perdute per te e non si troveranno mai più.11

15 I mercanti di queste cose che sono stati arricchiti da lei se ne staranno lontani, come i re, per tema del suo tormento, piangendo e facendo cordoglio,

16 e dicendo: Ahi! Ahi! la gran città ch'era vestita di lino fino e di porpora e di scarlatto, e adorna d'oro e di pietre preziose e di perle una ricchezza così grande è stata devastata in un attimo! (lett. ora)

17 E tutti i piloti e tutti i naviganti e i marinari 12e quanti trafficano sul mare se ne staranno da lungi (lontano);

18 e vedendo il fumo dell'incendio d'essa esclameranno dicendo: Qual città era simile a questa grande città?

19 E si getteranno della polvere sul capo in segno di lutto, e grideranno, piangendo e fa­cendo cordoglio, e dicendo: Ahi! Ahi! la grande città nella quale tutti coloro che aveva­no navi in mare s'erano arricchiti con la sua magnificenza! In un momento ella è stata ridotta in un deserto.

Per tre volte in questo capitolo si parla del fuoco come agente della distruzione &ndash 8, 9, 18 .

Per quattro volte si afferma che la Babilonia sarà distrutta in un momento.


20 Invito all'allegrezza

20 Rallegrati su d'essa cielo, e i santi, e gli apostoli e i profeti, [rallegratevi] poiché Dio, giudicandola, vi ha reso giustizia (lett. ha giudicato il vostro giudizio da lei).

Gli abitanti del cielo sono invitati a rallegrarsi perché Dio reso a loro giustizia.

Gli abitanti del cielo sono invitati a rallegrarsi perché Dio reso a loro giustizia, sebbene in Prov 24:17 sta scritto: “Quando il tuo nemico cade, non ti rallegrare; quand'è rovesciato, il tuo cuore non ne gioisca”.
(30/1/11) Nel Tempio Maggiore di Roma, a conclusione delle manifestazioni del Giorno della Memoria, si è tenuto un incontro con i sopravvissuti ai Lager nazisti. Uno degli ex-deportati ha raccontato dell'immensa gioia che provò nel vedere le decine di sentinelle tedesche morte nelle torrette attorno al campo di Dachau, appena liberato dalle truppe anglo-americane.
La riflessione che qui propongo non è un giudizio su questo episodio, né sull'averlo raccontato davanti a migliaia di persone. Nessuno si può permettere di giudicare gli atti, i pensieri, i sentimenti di chi è sopravvissuto all'inferno, né durante la permanenza nei campi né dopo. Neanche chi nei campi c'è stato può parlare riguardo ad altri che hanno vissuto esperienze simili, perché ogni caso è sempre un caso a sé. Tuttavia, ci si può chiedere se l'applauso che ha fragorosamente accompagnato le parole dell'ex-deportato fosse appropriato. La Bibbia scrive: "Non gioire mentre il tuo nemico cade e quando egli inciampa il tuo cuore non si rallegri" (Proverbi 24:17).
Si potrebbe obiettare che nel calendario ebraico ci sono, apparentemente, diverse feste a ricordo della sconfitta dei nemici del popolo d'Israele. In realtà, spiega Rabbi Meir Simcha Hakohen (1843-1926) nel commento "Meshekh Chokhmà", non è affatto così. Il settimo giorno di Pesach è festa solenne e in questo giorno in effetti avvenne il passaggio degli ebrei nel Mar Rosso con conseguente sconfitta dei soldati egiziani che affogarono fra i flutti. Ma, scrive il Meshekh Chokhma, la festa fu comandata ben prima dell'uscita dall'Egitto (vedi Esodo 12, 16), proprio per insegnarci che il motivo della festa non è la sconfitta del nemico. Dopo tutto, poteva anche darsi che il Faraone decidesse di non ordinare al proprio esercito di inseguire gli ebrei che fuggivano. In questo caso gli ebrei sarebbero usciti in pace, gli egiziani non sarebbero morti, e il settimo giorno sarebbe comunque stato un giorno festivo. Aggiunge il Meshekh Chokhma che a causa della morte degli egiziani non si recita in forma completa l'Hallel (i salmi di lode) negli ultimi giorni di Pesach, e cita il noto midrash secondo cui D-o dice agli angeli (che avrebbero voluto fare grande festa): "Le Mie creature affogano nel mare e voi cantate?" (Talmud bavlì, Meghillà 10b). Discorso analogo si può fare per le feste di Chanukkà e Purim, in cui non si festeggia la sconfitta dei nostri nemici ma la riconsacrazione del Santuario di Gerusalemme e il raggiungimento della pace e della salvezza.
D-o non gioisce quando i malvagi soccombono (e i nazisti non c'è dubbio che fossero dei resha'im assoluti). Tanto meno lo dobbiamo fare noi, anche quando assistiamo alla loro morte. Chi ha commesso colpe, deve essere giudicato dai tribunali (e da D-o nell'aldilà). Se il nemico muore in battaglia o per qualsiasi altro motivo non possiamo gioirne. Uno dei motivi per cui gli ebrei sono stati in esilio in Egitto è per insegnarci tutta una serie di norme che concernono il rapporto con gli altri uomini e affinché impariamo a tenere un comportamento corretto. (Notiziario Ucei, 30 gennaio 2011)

21-24 L'atto simbolico del giudizio di Dio sulla Babilonia

21Poi un potente angelo sollevò una pietra grossa come una grande macina, e la gettò nel mare dicendo: Così sarà con impeto precipitata Babilonia la gran città e non sarà più ritrovata.

L'atto dell'angelo simboleggia la completa, rapida e definitiva distruzione della Ba­bilonia.

Segue una descrizione di ciò che non c'è più.

22 E in te non sarà più udito suono di arpisti né di musicisti, nè di flautisti nè di sonatori di tromba; nè sarà più trovato in te artefice alcuno d'arte qualsiasi, né s'udrà più in te rumore di macina per macinare il grano.

23 E non brillerà più in te luce di lampada, e non s'udrà più in te voce di sposo e di sposa; perché i tuoi mercanti erano i principi della terra, e perché tutte le nazioni sono state sedotte dalle tue magie 24 e in lei è stato trovato il sangue dei profeti e dei santi e di tutti quelli che sono stati uccisi sopra la terra,

cioè sono stati uccisi così tante persone da lei che si possa dire che in lei si trova il sangue di tutti quelli che sono stati uccisi sulla terra. Nell'inquisizione in Europa furono torturati e uccisi 68 Milioni persone. Nella notte di Bartolomeo 100,000 pers. Cfr. Mt 23.34-36

AMMAESTRAMENTI

v 4-5 I fedeli devono separarsi dalla cristianità infedele, uscire dalla città condannata pri­ma che sia colpita dal castigo divino. Ci vengono indicato due ragioni.

I credenti devono separarsi dalla compagnia dei peccatori per non partecipare ai loro peccati (Cfr. 2Co 6:14-18; Sl 1:1). Stare insieme ai peccatori senza denuncia­re i peccati fa di noi loro complici, il silenzio indica approvazione.

Non si può vivere nello sporco senza sporcarsi. Parole e azioni dei peccatori in­fluenzano la nostra mente e questo può significare dover partecipare alle loro puni­zioni.

Dio ha molto pazienza con ognuno di noi. Il suo silenzio non significa che è d'accordo con ciò che noi facciamo. Signore, per favore, rivelami le cose nella mia vita con i quali non sei d'accordo. Non voglio strapazzare la tua pazienza.

v. 6 L'uomo mieterà quello che ha seminato e generalmente miete di più, altrimenti non seminerebbe. Questo vale sia per il bene che per il male. Perciò mentre abbiamo l'opportunità facciamo del bene a tutti; ma specialmente ai fratelli in fede (Ga 6:7,10).

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9Cfr. Gr 50.32; 51.25, 30, 58

10la parola indica una vettura a quattro ruote qual era usata dai senatori romani

11Gli autori pagani attestano l'enorme quantità di mercanzie d'ogni genere che affluivano a Roma da tutte le parti del mondo: dall'India, dall'Arabia, dalla Mesopotamia, dall'Egitto e da tutte le rive e paesi del Mediterraneo. La Roma papale ha continuato il lusso della città pagana.

12I piloti (kubernètes) sono quelli che governano la nave, incluso i capitani; i naviganti sono quelli che fanno il cabotaggio, i marinari (nautai) sono i proprietari di navi anche di lungo corso; e quelli che trafficano sul mare (lett. che lavorano il mare) sono tutti quelli che dal mare traggono i mezzi di sussistenza.

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