Tagliare rettamente la Parola della Verità

 

PREMESSA

1. Ogni Scrittura ispirata da Dio è utile!
L'apostolo Paolo scrisse a Timoteo (2Ti 3:16-17): "Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile ......".
Non esiste perciò una sola parola nella Bibbia (nei testi originali) che non sia utile per noi! Vedi anche Mt 5:18.

2. La Scrittura è soltanto utile se viene tagliata rettamente.
Perciò Paolo esortò Timoteo: "Sforzati di presentare te stesso approvato davanti a Dio, operaio che non abbia di che vergognarsi, che dispensi1 rettamente la Parola della Verità" (2Ti 2:15). Se la Parola della Verità non viene divisa rettamente, essa può condurci alla perdizione. Pietro dichiara nella sua seconda lettera che gli uomini ignoranti e instabili travisano (torcono Diod.) le Scritture a loro perdizione (3:16).

 1. La traduzione letterale di ortho-tomeo è: tagliare diritto e si trova solo qui nel NT. Nella LXX si trova in Prov. 3:6. Paolo mette l'enfasi sulla giusta divisione della Parola. Esempio: Macello un animale, poi lo divido nelle sue varie parti, poi lo dispenso. L'interpretazione e la dispensazione seguono alla retta divisione della Parola.

3. È grave comprendere, tagliare, interpretare male la Bibbia ed è ancora più grave poi dispensarla (insegnarla, esporla) in un modo sbagliato.
Paolo lasciò Timoteo a Efeso per ordinare ad alcuni di non insegnare dottrine diverse. Vi erano delle persone che volevano essere dottori della legge senza capire quello che dicevano né quello che affermavano con certezza (1Ti 1:3-7).

Si raccomanda a coloro che sono soltanto agli inizi della vita spirituale di non elevarsi subito da maestri (Gc 3:1). Loro dovrebbero limitarsi a testimoniare agli altri di ciò che il Signore ha compiuto per loro con la sua morte e risurrezione. Ci sono state molte divisioni nel corpo di Cristo, perché sinceri, ma inesperti Cristiani hanno voluto insegnare ad altri meno esperti di loro.

 

Sette principi per una giusta comprensione della Bibbia

1. Dobbiamo avere lo Spirito Santo
L'apostolo Paolo insegna che l'uomo naturale (guidato dall'anima e spiritualmente morto) non comprende le cose dello Spirito di Dio (1Co 2:14). Abbiamo bisogno dello stesso Spirito che ha ispirato i sacri scrittori (2Pi 1:20-21; 2Co 3:14-16) per comprendere le Scritture.
Siccome Dio "vuole che tutti gli uomini siano salvati e vengano alla conoscenza della verità" (1Ti 2:4) possiamo chiedere con fiducia a Lui di aprirci la mente per capire le Scritture (Sl 119:18; Mt 11:25; 16:17; Lc 24:45).

2. Dobbiamo realizzare lo scopo delle Scritture
Paolo scrisse a Timoteo "Ogni Scrittura è ...... utile .... perché l'uomo di Dio sia completo, ben preparato per ogni opera buona" (2Ti 3:17).

Dio è amore e desidera la salvezza dell'uomo, cioè la trasformazione dell'uomo peccatore e ribelle in una creatura con la quale possa godere una perfetta comunione (1Gv 1:3).

Questa trasformazione viene chiamata anche: "santificazione". Gesù chiese al Padre di santificare i suoi discepoli nella verità, aggiungendo: "la tua parola è verità" (Gv 17:17). La parola di Dio è in grado di santificarci, di renderci conformi a Colui che è santo ed è amore. Dio desidera promuovere in noi, tramite la Sua Parola, un "amore che viene da un cuore puro, da una buona coscienza e da una fede non finta" (1Ti 1:5) dal quale scaturiranno immancabilmente delle buone opere.

Se perdiamo di vista questo scopo della Parola di Dio, allora diventa vera per noi la frase: "Alcuni, allontanandosi da queste cose, si sono abbandonati a discorsi senza senso" (1Ti 1:6). Ogni lettura biblica, ogni meditazione o predicazione che non si propone questo fine è vana.

3. Dobbiamo liberarci dai preconcetti
Tutti abbiamo una certa cultura, delle idee, delle convinzioni e ci avviciniamo alla Bibbia con dei preconcetti. Dobbiamo leggere la Bibbia pronti a lasciarci correggere e disponibili a fare la volontà di Dio (Gv 7:17).

4. Dobbiamo sapere che la Bibbia è una rivelazione progressiva
Dio rivelò progressivamente nel corso dei secoli la sua volontà, il suo piano di salvezza (Gv. 1:17; Mt. 5:21 seg.).

 Molti danno per scontato che gli apostoli alla Pentecoste, ripieni dello Spirito Santo, avessero ormai la completa rivelazione della verità. Loro ignorano che Gesù aveva detto agli apostoli: "Ho ancora molte cose da dirvi; ma non sono per ora alla vostra portata; quando però sarà venuto lui, lo Spirito della verità, egli vi guiderà in ogni verità" (Gv. 16:12-13). Così dobbiamo aspettarci di trovare dei cambiamenti, delle nuove rivelazioni, nel corso della storia descritta negli "Atti degli apostoli".

Solo Paolo poteva scrivere: "io sono diventato servitore, secondo la dispensazione di Dio datami per voi di <annunziare nella sua totalità>2 la Parola di Dio" (Cl. 1:25).

2. Greco: plerosai. pleròo = riempio, completo

Dobbiamo cercare di acquistare una visione completa della Bibbia tramite una lettura sistematica e non casuale qua e là. Dovremmo essere in grado di sapere se ciò che leggiamo è la rivelazione finale di un dato soggetto o se più in là Dio ha dato degli insegnamenti integrativi. Rivelazioni successive potrebbero integrare o annullare ciò che è stato scritto in precedenza.

5. Dobbiamo considerare il contesto del passo biblico
Qualsiasi frase della Bibbia è come una pietra di un mosaico o come un pezzo di un grande puzzle. Solo quando si ha la visione generale della Bibbia si può dare il giusto valore ad un passo biblico. Secondo un principio fondamentale di logica non possiamo ragionare con un percorso che va dall’aspetto particolare a quello generale. Se vogliamo condurre un ragionamento dobbiamo partire dall’aspetto generale per arrivare ai particolari. Ogni passo biblico deve essere compreso alla luce del suo contesto letterario3 , storico4 , ambientale e dispensazionale 5. Dobbiamo saper distinguere il genere letterario: se il passo biblico è una poesia, una parabola, un brano apocalittico, una figura ecc. .

NOTE
3. Ogni frase fa parte di un discorso. Il discorso è inserito in un libro. Il libro fa parte di una serie di libri.
4. Ogni brano biblico ha uno sfondo storico con usanze ed espressioni linguistiche che non dovremmo ignorare.
5. La storia della salvezza è divisa in varie "economie" di Dio. Il concetto di economia e dispensazione è equivalente. Ciò viene spiegato nel l'articolo: I PRINCIPI E LE ECONOMIE DI DIO.

6. Dobbiamo considerare a chi fu rivolto il messaggio
Ogni frase della Bibbia è utile per noi (2Ti 3:16-17), ma non ogni frase è rivolta direttamente a noi. Si deve tenere conto a chi fu rivolto il messaggio. Per esempio non sono autorizzato ad applicare a me la promessa che Dio fece ad Abrahamo quando disse: "tua moglie avrà un figlio" (Ge 18:10). Tuttavia questa promessa contiene un insegnamento per me.

7. Dobbiamo distinguere i principi dalle dispensazioni di Dio
Come vedremo nel capitolo: I PRINCIPI E LE ECONOMIE DI DIO le ”economie” di Dio cambiano mentre i principi di Dio sono eterni. Se confondiamo i principi di Dio con le Sue ”economie” troveremo tante contraddizioni nella Bibbia.

 

Domande di verifica 

1. A che cosa serve la lettura delle (Sacre) Scritture? (2Ti 3:16-17)
2. C'è qualche parte delle (Sacre) Scritture che non serve a questo scopo?
3. Che cosa deve fare Timoteo della parola della verità (2Ti 2:15)?
4. Che cosa significa?
5. Per quale motivo Paolo lasciò Timoteo a Efeso (1Ti 1:5-9)?
6. Che cosa significa promuovere la dispensazione di Dio?
7. Che cosa dice Pietro degli uomini ignoranti (2Pi 3:16)?
8. Quale problema ha l'uomo naturale che legge la Bibbia ? (1Co 2:14)
9. Soltanto chi può giudicare le cose spirituali e perché? (1Co 2:15-16, 12)
10. Che cosa è essenziale per poter comprendere la Bibbia? (2Co 3:14-16; Gv 3:3).
11. Che cosa fece il Salmista per poter comprendere la Legge del Signore? Sl 119:18
12. Che cosa fece Gesù, affinché i suoi discepoli potessero comprendere le Scritture? Lc 24:45.
13. Da che cosa dipende il fatto che una persona comprende i pensieri di Dio? Mt 11:25; 16:17; Gv 7:17.
14. Che cosa vuol dire che la Bibbia è una rivelazione progressiva e che cosa implica?
15. Perché è importante che sappiamo discernere i vari generi letterari e che interpretiamo un testo biblico secondo il contesto letterario, storico, ambientale, e dispensazionale?

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