IL MISTERO DEL VANGELO

E

IL VANGELO DEL MISTERO

 

Chiudendo una delle sue lettere l'apostolo Paolo scrisse:

"pregate .. anche per me,
affinché mi sia dato di parlare apertamente
per far conoscere con franchezza
IL MISTERO
DEL VANGELO"
per il quale sono ambasciatore in catene

(Ef. 6:18-20)

Notate bene le parole: il mistero del vangelo.
L'apostolo non parla qui del vangelo come di un mistero, ma del mistero o della chiave della buona notizia.

Quale è "il MISTERO DEL VANGELO"?

Il mistero del vangelo risponde alla domanda:


Come può un Dio santo e giusto proclamare una buona notizia ai peccatori?
Come può Dio promettere un avvenire glorioso a coloro che meritano la sua ira?

Dio può far proclamare una buona notizia ai peccatori, perché
Cristo ha pagato con la sua morte per i peccati di tutti gli uomini.

Alla croce Dio ha manifestato
la sua giustizia
, in quanto ha punito il peccato, e
il suo amore, in quanto era disposto a sacrificare perfino il proprio Figlio per salvare dei peccatori.

La croce del Calvario è il mistero di tutte le buone notizie.

"Noi abbiamo la redenzione mediante il suo sangue".
"Siete stati avvicinati mediante il sangue del Cristo"
(Ef. 1:7; 2:13).
Siamo "giustificati per il suo sangue .. siamo stati riconciliati con Dio mediante la morte del suo Figlio" (Ro. 5:9-10).
"Siamo stati fatti giustizia di Dio in lui, perché Dio lo ha fatto diventare peccato per noi" (II Co. 5:21).
La maledizione della legge fu tolta tramite la croce (Cl. 2:14; Ga. 3:13).

Nessuna meraviglia se Paolo chiama il suo messaggio "la predicazione della croce".

È meraviglioso scoprire che la croce di Cristo è la risposta di Dio a Satana.
La croce è la sua sconfitta, mentre a prima vista poteva sembrare che fosse il suo trionfo più grande.
Satana aveva lavorato da molto tempo per impedire la venuta del promesso Redentore.

Athalia cercò di distruggere "tutta la stirpe reale" (2 Cr. 22:10).
Haman tentò di far uccidere tutti i Giudei (Ester 3:12-13).
Quando il Cristo nacque Erode tentò di uccidere il bimbo appena nato (Mt. 2).
A Nazaret cercarono di precipitarlo dal monte (Lc. 4:29).
Una tempesta violenta cercò di ingoiarlo (Mc. 4:37).
Poi Satana riuscì a istigare i capi religiosi contro il Cristo (Gv. 7:47-48)
e guadagnò uno dei dodici per i suoi scopi (Mt. 26:14-16).

Qualcuno suppone che Satana abbia cercato di impedire la crocifissione, ma non dobbiamo pensare che Satana potesse comprendere che la croce avrebbe compiuto la sua sconfitta e la nostra redenzione. Leggiamo chiaramente che "Satana entrò in" Giuda appena questi aveva preso il boccone datogli da Gesù durante l'ultima cena. Subito dopo Giuda uscì per rivelare al sommo sacerdote dove avrebbe potuto arrestare Gesù (Gv. 13:27).

Satana pensava che la crocifissione avrebbe distrutto il Cristo. Come deve essere stato contento quando il nostro Signore morì in vergogna e disgrazia sulla croce del Calvario. Che colpo deve essere stato per lui, scoprire di essersi sbagliato e d'aver contribuito alla sua propria sconfitta. Dio ha provveduto proprio per mezzo della crocifissione la possibilità di salvezza per i peccatori.

Alla luce di questa verità non è strano che Satana odia il messaggio della croce e si opponga alla sua predicazione.

 

Il mistero del vangelo fu predicato prima di Paolo?

Nelle Scritture ebraiche e nei quattro resoconti del ministero terreno di Gesù troviamo tante profezie che predicono la morte del Cristo per i nostri peccati; ma in nessun passo troviamo un'offerta per il perdono dei peccati per la sola fede nei meriti della morte di Gesù.

Le profezie, che annunciano che il Cristo sarebbe stato crocifisso, non sono la stessa cosa della "predicazione della croce".

Per noi oggi è chiarissimo che lo Spirito Santo nel Salmo 22 aveva in mente la morte di Gesù, ma chi avrebbe mai pensato prima della morte di Cristo, che il Salmo descrivesse la crocifissione di Gesù e che il grido "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato" sarebbe stato quello del nostro Salvatore crocifisso?
Infatti questo Salmo non fu nemmeno scritto come una predizione.

Che cosa dobbiamo dire di Isaia 53? Non viene qui descritto il Cristo come colui che porta i peccati del mondo?

Dobbiamo stare attenti a non inserire nel testo biblico i nostri pensieri. Nel versetto 6 leggiamo: "Noi tutti eravamo smarriti come pecore, ognuno di noi seguiva la propria via; ma l'Eterno ha fatto ricadere su di lui l'iniquità di noi tutti".

Il profeta ha scritto "Noi tutti".
Chi sono questi "noi tutti"?
Nel versetto 8 troviamo che Isaia parla come profeta ebreo del suo popolo. "Colpito a causa del mio popolo".
Così il profeta qui parla della morte del servo per il suo popolo.

È certamente vero che anche noi non ebrei siamo stati smarriti e che il Signore ha posto le nostre iniquità su Cristo, ma ciò non è contemplato in questo capitolo.
Inoltre il profeta qui non offre la salvezza per i meriti di Cristo. Non chiede di porre fede nei meriti del servo di Dio.

Giovanni Battista, pur indicando Gesù come l'agnello di Dio, che porta il peccato del mondo (Gv. 1:29) non capì che Gesù doveva morire e non offrì con questo messaggio la salvezza al suo popolo.
Egli offrì il perdono dei peccati ai pentiti tramite il battesimo (Mc. 1:4).

Alla Pentecoste Pietro biasimò il popolo di aver, per mano di iniqui, ucciso il Principe della vita, e non offrì il perdono dei peccati in virtù della morte di Gesù ma l'offrì a chi si fosse ravveduto e battezzato (At. 2:23, 36, 38).

Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture (I Co. 15:3),
ma ciò fu proclamato come vangelo, come buon annunzio, soltanto dopo la Pentecoste.

Pietro attesta che lo Spirito di Cristo testimoniava anticipatamente delle sofferenze di Cristo (I Pi. 1:11) e Paolo specifica che l'eterno proposito di Dio che Gesù Cristo "ha dato se stesso come prezzo di riscatto per tutti" doveva essere reso pubblico "A SUO TEMPO" per cui LUI è stato stabilito come predicatore ed apostolo .." (I Ti. 2:6-7).

È con Paolo che inizia la predicazione della crocifissione di Cristo

come buona notizia,
come unica base per la remissione dei peccati (Ro. 3:21-26),
come insegnamento che la morte di Gesù era una morte vicaria (II Co. 5:14-15; Ga. 2:20),
come qualcosa in cui vantarsi (Ga. 6:14).

Paolo chiama il suo messaggio "la predicazione della croce" (I Co. 1:18).
Il mistero del vangelo fu rivelato dopo la crocifissione ed è il contenuto del "vangelo della grazia di Dio" (At. 20:24).


Passiamo ora dal "segreto del vangelo" (Ef. 6:19) al "segreto della volontà di Dio" (Ef. 1:9), al vangelo del segreto, cioè a quella verità che Egli ha tenuta nascosta fintanto che non la rivelò a Paolo e tramite lui a noi tutti (Ef. 3:2-9; Cl. 1:25-27).

Paolo spiega agli Efesini (1:9-10) che questo mistero consiste nel


raccogliere sotto un capo,
in Cristo,
tutte le cose

"Dio ha rinchiuso tutti (gentili ed ebrei) nella disubbidienza per fare misericordia a tutti" (Ro. 11:32),
per riconciliarli tutti e due in un corpo unico mediante la croce (Ef. 2:16).

Quiz

  • 1. A quale condizione Giovanni Battista offriva il perdono dei peccati al popolo?

    2. Alla Pentecoste quale valore diede Pietro alla crocifissione di Cristo?

    3. Che differenza c'è fra la predizione della morte di Cristo e la predicazione della croce?

    4. A quale domanda risponde il segreto del vangelo?

    5. Quale è il mistero del vangelo?

    6. Che cosa è il vangelo del mistero?

    7. A chi fu rivelato per primo il mistero della volontà di Dio?