Ministero della donna

Siamo chiamati a portare alta la verità del Vangelo contro il femminismo che soffia nel mondo. Dio non cambia, Dio chiede ancora ubbidienza. Se voi ubbidirete mi sarete un tesoro particolare (Es 19:5).

Se è vero che le Assemblee sono autonome, è pur vero che le stesse, per aver comunione fra loro, si devono uniformare alla regola delle dottrine, senza aver riguardo a circostanze o qualità di persone.

Antonio Belli PIACENZA

1. L'uomo, non la donna, ha ricevuto da Dio l'ordine di non mangiare dall'albero della conoscenza del bene e del male; (Gen.2.17) prima che la donna fosse creata. L'astuto serpente, a colpo sicuro si presentò alla donna dicendo: "Come! Dio vi ha detto di non mangiare da nessun albero del giardino?" (Gen. 3.1). E' da supporre che Adamo aveva partecipato l'ordine divino alla sua compagna, affinché non prendesse cibo dall'albero della conoscenza del bene e del male ma solo dagli altri alberi.

Eva rispose al serpente alterando il comandamento dicendo: "NO LO TOCCATE". L'esca che porterà il peccato nel mondo è così generata.

L'affermazione del serpente: "NO, NON MORIRETE AFFATTO" è una calunnia contro Dio. Dicendo NON MORIRETE, si può supporre che fosse presente anche Adamo; ma a giudicare e accettare per verità quanto il serpente aveva affermato:"NON MORIRETE AFFATTO ..." è stata Eva. Lei ha visto la desiderabilità del frutto proibito; è stata Eva a staccare il frutto proibito e a mangiarlo per primo, e a dare da mangiare il frutto a Adamo. Ecco perché più tardi Paolo dirà: "Ma io non permetto alla donna di insegnare" ma ordina che stia in silenzio; l'uomo non fu sedotto ma la donna. (Gen.3:1-7; 1° Tim. 2:2-l4).

Quello che l'apostolo non ha permesso possiamo permetterlo noi?

Come conseguenza della disubbidienza la donna fu soggetta all’uomo. E' da questo episodio che l'Apostolo trae la base per ordinare: “Tacciansi le donne nell'adunanza della Chiesa, non e loro permesso di parlare" (1°Cor 14:34-35).

2. "Quando uno fa un voto all'Eterno o contrae un'obbligazione con giuramento, non violerà la sua parola, ma farà tutto ciò che è uscito dalla sua bocca (Nu 30:2).

Davanti a Dio il voto della donna, invece, non era inviolabile ma dipendeva dalla volontà del padre o del marito se questa era sposata (Nu 30:3-15).

3. Anna con la famiglia si recò in Silo per adorare nel tabernacolo. Per l'amarezza della sua sterilità fece un voto al Signore, voto che Dio esaudì. Pregava dentro se stessa, muoveva soltanto le labbra non facendo udire la sua voce nel pubblico Tabernacolo (1°Sam.1:1-28). Tabernacolo, Tempio e Sinagoga non hanno avuto ministero per la donna:

4. Debora, profetessa, al tempo dei Giudici, cosciente della sua posizione di donna sottomessa, disse a Barac, poiché questo insisteva di non andare alla guerra senza di Lei: "Io vengo con te, ma tu non avrai onore nell'impresa che tu fai quando il Signore avrà messo Misera nelle mani di una donna" (Giudici 4:8-10).

5. Della vedova lasciata sola, Paolo dice: “Spera in Dio e persevera preghiera notte e giorno” (1°Tim 5:5). Appare chiaro che in questo caso si tratta di un colloquio privato con Dio, non in pubblica assemblea.

6. L’Apostolo Paolo dice: “Io voglio che si sappia che il capo di ogni uomo è Cristo e che il capo della donna è l’uomo e che il capo di Cristo è Dio” (1° Cor. 11:3-9).

Questo capitolo 11 precisa che la donna porti sul capo il segno della sottomissione “il velo” per non fare vergogna al suo capo, cioè l'uomo. L'uomo non si velerà essendo l'immagine della gloria di Dio, mentre la donna è la gloria dell'uomo.

A questo punto è importante porre l’attenzione ai versetti 5 e 6. Paolo parla della donna che prega a Dio senza alcuna precisazione. Nel capitolo 14 della stessa epistola precisa ogni cosa:

A) Nel versetto 33 afferma che “Dio non è un Dio di confusione ma di pace e che così si fa in tutte le Chiese dei santi”.

B) Nel versetto 34 ordina: “Tacciansi le vostre donne nelle adunanze della Chiesa, non è permesso loro di parlare ma debbono essere soggette come la legge dice (Gen. 3.16).

Come apostolo Paolo dirà ancora a Timoteo, affinché sappia conversare nella casa di Dio: “La donna impari con silenzio con ogni soggezione, io non permetto alla donna di insegnare né di usare autorità con il marito, ma ordino che stia in silenzio (1° Tim. 2:9-5).

Paolo prosegue precisando ancora a Timoteo: “Esorto che si, preghi per i Re e le autorità che sono in dignità ecc. ..” concludendo dice: “Io voglio dunque che gli uomini facciano, orazione in ogni luogo alzando le mani pure”(1° Tim. 2:2,10).

La preghiera nell'Assemblea trasporta tutti i presenti sia con l'anima, sia con lo spirito davanti al trono della grazia di Dio, che è il compito degli uomini.

7. Nell'alto solaio dove dimoravano Pietro e tutti gli altri uomini menzionati notiamo che: “Tutti questi perseveravano concordi nella preghiera, con le donne, e con Maria, madre di Gesù e con i fratelli di lui” (Atti 1:14).

La donna partecipa alle riunioni dove gli uomini sono chiamati a svolgere il loro ministero; la donna imparerà, osserverà, udirà in silenzio. Leggiamo in Zac 12:12 che al ritorno di Gesù “Il paese farà cordoglio, ogni famiglia per proprio conto; la famiglia della casa di Davide da una parte, e le loro mogli da un'altra parte; la famiglia della casa di Natan da una parte, e le loro mogli da un'altra parte”.

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