DA PENTECOSTALE A FONDAMENTALISTA

Il discorso profetico del Signore nostro Gesù comincia con queste significative parole: "Guardate che nessuno vi seduca."

Una di queste seduzioni degli ultimi tempi ha marcatamente segnato dieci anni della mia vita. Infatti per dieci anni sono stato un pentecostale.

Nato in una famiglia borghese, fui educato nel protestantesimo. Nel 1974, poco dopo che mi ero sposato, fui toccato dalla grazia divina ed ebbi una chiara conversione a Gesù Cristo. Questo incontro decisivo della mia vita avvenne durante un'evangelizzazione di "Gioventù per Cristo".

In quel periodo mia moglie e io eravamo entrati a far parte di un circolo della CVJM, un'associazione giovanile protestante. In questo circolo v'erano molti giovani nati di nuovo. Eravamo influenzati dal pietismo e in modo particolare dai libri del pastore Wilhelm Busch.

Ciononostante avevamo un grosso problema: non avevamo nessuno che ci potesse impartire un chiaro insegnamento biblico. Inoltre c'erano delle difficoltà con i responsabili dell'associazione, difficoltà derivanti in parte da punti di vista totalmente differenti su alcune dottrine bibliche, come per esempio la conversione. Fra l'altro si metteva in dubbio la dottrina della certezza della salvezza.

Noi tuttavia cercavamo di seguire Gesù Cristo con un cuore sincero.

La carenza d'insegnamento biblico mi portava ad alcuni fatti curiosi. Per esempio mi "convertivo" da capo dopo ogni errore commesso - semplicemente non avevo afferrato cosa significasse la nuova nascita.

C'erano dunque parecchie tensioni con i dirigenti del CVJM, derivanti principalmente dai problemi sopra accennati.

Questa situazione mi portò a un raffreddamento del primo amore, ma nello stesso tempo al desiderio di una più intensa vita spirituale. Proprio in questo periodo conoscemmo alcuni credenti di una chiesa pentecostale, di quelle moderate (Missione Popolare).
Essi avevano cose affascinanti da offrire: Parlare in lingue, profetizzare (con la formula "cosi dice l'Eterno"), doni di guarigione, un'atmosfera cordiale e riunioni di culto svolte con dinamismo ed entusiasmo. Ci sembrava di essere di nuovo ai tempi degli Atti degli Apostoli.

Mettendo a confronto i due gruppi (CVJM e Missione Popolare), la nostra insoddisfazione nei riguardi del primo si accrebbe e ben presto una piccola parte di noi si trasferì fra i pentecostali.

Adesso venivamo a conoscenza della dottrina più importante del movimento pentecostale: il battesimo dello Spirito Santo. Esso ci venne descritto come un'irruzione di potenza, che si manifesta col parlare in lingue sconosciute. Dopo di che, così ci venne insegnato, la vita spirituale diviene potente e vittoriosa.

Come assetati nel deserto, noi cercammo l'acqua del battesimo dello Spirito Santo, lo bramavamo, ci recavamo da una riunione all'altra nell'ansia di ottenerlo. Venivamo presi anche da sentimenti di invidia e di gelosia quando altri lo ricevevano e noi no.

In questo periodo conoscemmo personaggi di spicco del movimento pentecostale e carismatico. Partecipammo per esempio a raduni con Jonggi Cho, Russel Bixler (collaboratore di Cathrin Kuhlmann) ecc.
Inoltre avemmo contatti con gli "Uomini d'Affari del Pieno Vangelo".

In questa fase io divenni estremamente sensibile e vulnerabile, e si sviluppò in me una grande paura dell'occulto, cosa che derivava senza dubbio da determinate dottrine pentecostali.

In seguito all'imposizione delle mani da parte di un evangelista-guaritore,
incominciai a essere tormentato da pensieri blasfemi, al punto di non poter quasi più aprire la Bibbia alle pagine in cui i vangeli narrano la crocifissione di Gesù. Fu un tempo di orribili tentazioni.

Poi, nel mese di gennaio del 1977, finalmente "lo" ricevetti;
in un campo biblico fui battezzato di Spirito Santo, e anche mia moglie fece la stessa esperienza.
Avevamo ricevuto dapprima un'istruzione riguardo a questa "presunta" dottrina biblica del battesimo dello Spirito Santo. Poi eravamo stati trattenuti a lungo in colloqui privati col pastore allo scopo di rimuovere ogni ostacolo mediante una sincera confessione dei peccati. Erano seguite le cosiddette "ore di attesa". Dopo un'altra istruzione, un fratello ci aveva invitati a pregare ad alta voce tutti insieme. Chi poteva già pregare in lingue, lo facesse; noi altri pregammo in tedesco chiedendo al Signore questo dono. Dopo che avevamo pregato per lo spazio di 10-15 minuti, il fratello ci aveva ordinato di restare in silenzio e se avessimo sentito in noi qualche cosa, avremmo dovuto esprimerla. Egli ci aveva spiegato che ciò corrispondeva ad Atti 2:4, ove è detto: "...come lo Spirito dava loro di esprimersi.

Quella mattina, insieme a mia moglie, cominciai improvvisamente ad emettere dei suoni strani e dopo poco ambedue pregammo in lingue. Adesso potevamo considerarci "battezzati dallo Spirito Santo" e avremmo potuto usare quella lingua quando avessimo voluto.

Purtroppo questa "esperienza non servì a risolvere i miei problemi. Ero sempre ipersensibile e potevo considerarmi quasi uno "psicopatico". Nondimeno nella mia disperazione feci qualcosa che si dimostro di grande benedizione: presi a leggere la Bibbia giorno e notte nella speranza di trovarvi un aiuto.

Senza che me ne accorgessi si formò in me una buona base biblica.

Nel 1981, durante un'altra "ora di attesa", ricevetti il dono di profezia, vale a dire che durante la preghiera pubblica avrei potuto pronunciare dei messaggi con la formula "Io, l'Eterno, vi dico" oppure "Così parla l'Eterno. Oggi direi che in quella fase ero un cristiano che viveva di esperienze e un "pentecostale fondamentalista".

Pur tuttavia restavano i miei problemi. Una volta mi sorpresi a cantare in lingue sul motivo di una canzone in voga. Spaventato, feci ricorso a un responsabile della chiesa, il quale mi tranquillizzo dicendomi che non si trattava affatto di una cosa cattiva dal momento che molti cantici di risveglio sono nati appunto utilizzando melodie del mondo. Cosi temporaneamente mi sentii tranquillizzato.

Ma più che cose del genere, mi rendeva inquieto il fatto che nella mia vita c'era una singolare discrepanza:

a) quando m'interessava molto il profetizzare, scemava il mio interesse per la Parola di Dio
b) se mi dedicavo invece intensamente alla Bibbia, fase non profetizzavo.

Tuttavia anche i miei dubbi al riguardo vennero rimossi dalla direzione spirituale del pastore. Mi disse che il dono di profezia si esercita all'occasione anche nella predicazione. In quel tempo ero diventato un anziano della comunità ed ero impegnato appunto nella predicazione.

Devo anche aggiungere che la nostra chiesa prendeva le distanze da alcune dottrine e pratiche estremiste presenti in certi ambienti pentecostali e carismatici.

In un convegno ascoltai un orribile parlare in lingue, di fronte al quale gli stessi fratelli in fede dissero che esso doveva essere di origine diabolica.

In un altro raduno vidi una donna mettersi improvvisamente a saltare e a fischiare.

Un fratello inglese, che d'altronde portava un messaggio impeccabile, introdusse presso di noi un modo di pregare, legato più alla magia che alla Parola di Dio. Egli pregava cosi: "Vedo la Parola di Dio nel tuo circolo sanguigno e mentre il sangue circola, la Parola di Dio ti guarisce. Diceva di pregare cosi in seguito a una speciale rivelazione da lui ricevuta (e tutto questo in una chiesa pentecostale moderata !).

In me cominciavano a sorgere dubbi riguardo all'ortodossia di queste prediche pentecostali. In quel periodo (1983) ebbi un'intensa corrispondenza con Wolfgang Bühne, che mi scrisse lettere ardenti per le quali sono grato anche oggi. Tra l'altro mi disse che io non ero un pentecostale autentico, poiché dal punto di vista dottrinale m'ero molto avvicinato ai fondamentalisti. Allora ascoltai anche per la prima volta le cassette del fr. Helling. Ma in qualche maniera venni di nuovo plagiato dall'ambiente pentecostale e dalla sua allettante atmosfera.

 

Ma Dio stesso mi venne in aiuto:
Da un nostro gruppo giovanile se n'era formato uno più piccolo, un gruppo domestico in cui studiavamo la Bibbia. Proprio in quel periodo ricevetti fra le mani una cassetta sul tema: "Essere in Cristo". Le affermazioni in essa contenute erano rivoluzionarie per me, ed io cominciai allora a fare ricerche nella Bibbia, comunicando poi i risultati al nostro gruppo.

Grazie a questi studi biblici, senza che ce ne accorgessimo, noi ci stavamo allontanando sempre più dalle dottrine pentecostali. Efesini 1:3 fu per noi un passaggio chiave: "... ci ha benedetti di ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo".
Ciò significava che nel Signore Gesù avevo tutto! A che scopo quindi il battesimo dello Spirito Santo?

Nel mese di maggio del 1985 accadde che l'assemblea di Waldmössigen, con cui avevo dei contatti amichevoli, mi invito a partecipare a una riunione col fratello Alexander Seibel. Quei fratelli desideravano assistere ad una discussione fra me, pentecostale moderato, e l'avversario dei pentecostali (Seibel). Già al primo incontro potemmo discutere fino a notte. Gli argomenti di Seibel non erano per me convincenti (la mia testa era ancora piena di pensiero pentecostale). Ma notai una cosa: questo fratello era sinceramente convinto nelle sue posizioni quanto lo ero io nelle mie. Uno di noi dunque doveva essere in errore. Tuttavia egli fece un'osservazione che mi colpì come una bastonata. Rivolto verso i fratelli di Waldmössigen, disse di me: Lasciatelo stare, egli crede alla Parola di Dio e presto si metterà al nostro fianco!

Ritornai a casa, pronto a riesaminare ogni cosa. Condussi poi con me a una delle riunioni con Alexander Seibel anche il pastore della mia chiesa. Questi disse che già da anni aveva esaminato quella tematica; da parte mia ero fermamente deciso ad approfondire.

Così presi a invocare il Signore Gesù. Ripetevo la strofa di un cantico: "Tu chiedi cos'è verità, poiché sei nel dubbio; invoca allora la Luce, essa stessa e la Verità". In quella fase ero solo, lacerato e pieno di dubbi. Già in precedenza Dio m'era venuto incontro attraverso un colloquio molto cordiale e fraterno con Manfred Paul. Ma adesso Egli interveniva in maniera diretta. Mentre leggevo la Bibbia, cominciai ad un tratto ad afferrare i vari collegamenti nella storia della salvezza. Fu un processo lento ma sempre più chiaro.

Riguardo al battesimo dello Spirito Santo, i miei occhi caddero su Atti 1:8, versetto in cui Dio mostra come lo Spirito Santo in quattro tappe successive sarebbe giunto fino ai pagani, partendo da Gerusalemme e dalla Giudea fino a Samaria ed alle estremità della terra. Esaminai i quattro brani in cui vengono descritte queste tappe (Atti 2; 8; 10; 19) e dovetti riconoscere, con grande mio stupore, che in tutti e quattro i passi biblici si fa riferimento alle "nuove nascite" e non ai classici battesimi di Spirito Santo della dottrina pentecostale. Nei quattro vangeli trovai poi che il battesimo nello Spirito Santo era solo promesso, e fino ad Atti 1:5 esso non si era ancora verificato.

Ora mi rimanevano da studiare le lettere apostoliche, e qui trovai un unico passo : "Noi tutti siamo stati battezzati in un solo Spirito per formare un solo corpo" (1 Cor.12:13). Così mi era chiaro che non c'è un battesimo di Spirito Santo nel significato pentecostale, ma che ogni nato di nuovo e automaticamente battezzato nello Spirito Santo o di Spirito Santo.

Affidai ad un manoscritto questa mia conoscenza, la quale non significava altro se non il fatto che la dottrina fondamentale del movimento pentecostale e una eresia. Il manoscritto suscitò differenti reazioni sia nei responsabili della chiesa che nei dirigenti della Missione, che aveva la sua sede a Stoccarda.

Ci furono dei colloqui fra me ed i responsabili della chiesa. Una volta sembro che si giungesse ad un accordo, ma alla fine le posizioni andarono sempre più radicalizzandosi.

Nel frattempo anche i fratelli del gruppo domestico presero a dibattere questo punto dottrinale. Abituati attraverso lo studio della Bibbia a pensare biblicamente (almeno più biblicamente di quanto non avvenisse nel sistema dottrinale pentecostale), molti di loro pervennero o si avvicinarono alle medesime conclusioni cui ero giunto io, vale a dire che le dottrine classiche del movimento pentecostale e carismatico rappresentano una seduzione e non sono accettabili dal punto di vista biblico.

Pubblicai un altro manoscritto, in cui venivano segnate le linee fondamentali della storia della salvezza, le quali sono in contrasto o mettono in discussione il patrimonio dottrinale pentecostale. (Per precauzione avevo sottoposto il mio scritto all'esame di un evangelista fondamentalista).

Cercammo di elaborare questo manoscritto nel consiglio di chiesa, ma non raggiungemmo un accordo, anzi si ebbe un maggiore indurimento delle posizioni. Forse questo dibattito dottrinale a quel tempo fu per molti ed anche per noi un impegno molto gravoso, che ci portò anche a qualche comportamento errato.

Parallelamente a questi fatti cominciai ad esaminare a fondo la letteratura pentecostale-carismatica, fra gli altri gli scritti di Cathrin Kuhlmann, Merlin Carothers ecc., e diverse pubblicazioni e riviste pentecostali. Scioccato dovetti constatare che indubbiamente tali opere erano state scritte sotto un influsso diabolico; in un caso trovai perfino un errore, messovi volutamente apportando una variazione al testo inglese da cui era stato tradotto.

Fu anche spaventoso il constatare che si delineavano con sempre maggiore chiarezza delle linee che portavano verso le attività della chiesa cattolica romana. Tutto ad un tratto sembrava che gli errori dottrinali di questa istituzione non offrissero un particolare disturbo quando essa si faceva portatrice del pensiero pentecostale-carismatico (come avviene nei suoi gruppi carismatici). Naturalmente ciò si esprimeva in maniera diversa a seconda della tendenza spirituale dell'autore, ma era evidente una sensibile inclinazione in quella direzione.

Ero sotto un peso che si faceva sempre più grave. Nella mia disperazione cominciai ad esaminare le profezie che venivano pronunciate nella mia chiesa, pregando il Signore che ce ne fossero anche altre se venivano da Lui, ma che Egli le impedisse se non era no Sue. Da quel momento nelle nostre riunioni non si ebbero più profezie. Al contrario, una volta che io ero assente al culto, ci fu immancabilmente la profezia. Ciò sicuramente non era dipeso da me ma dalla preghiera, che il Signore aveva esaudita per venirmi in aiuto.

Sorretto dalla Parola di Dio e dalle osservazioni fatte nella pratica, si fece sempre più chiara in me la convinzione che quelle esternazioni non potevano provenire dallo Spirito Santo. Convinzione che venne rafforzata da una dottrina, propagata da un predicatore svizzero, in base alla quale si collegava il parlare in lingue alla prontezza ad essere rapiti dal Signore.

Dopo tanto esitare sia da parte mia che dei fratelli del gruppo, si apriva ora la via per una decisione. In un viaggio di ritorno dalla Svizzera, ove avevo partecipato ad un matrimonio, ebbi tempo per riflettere ancora e per maturare la determinazione di staccarmi dal pentecostalismo. Anche altri fratelli erano giunti alle medesime conclusioni. Mi sentì inoltre favorito da una sollecitazione del nostro pastore, il quale mi invito a decidermi. Quindi poco dopo il mio ritorno dalla Svizzera comunicai la mia decisione. Con stupore venni a sapere che più di venti fratelli e sorelle avevano fatto lo stesso passo. Formammo dapprima un nuovo gruppo domestico dal quale, per la grazia del Signore, si è sviluppata la nostra assemblea.

Guardando ora indietro, sia i miei fratelli che io possiamo affermare questo:
Siamo lieti di esser potuti venire fuori da quelle seduzioni, comprendendo finalmente ciò che la Bibbia insegna con tanta chiarezza: noi in Cristo abbiamo tutto ciò di cui abbiamo bisogno per questa vita, da parte nostra ci dev'essere solo la giusta disposizione del cuore perché la pienezza della redenzione possa avere piena efficacia in noi, e il Signore Gesù ci possa veramente usare.

La separazione ci addolorò, innanzitutto perché il movimento pentecostale è formato da cari fratelli, che in gran parte sono sinceri, ma che purtroppo vengono sedotti e ingannati. Inoltre non tutto in esso è falso, e io vi ho potuto apprendere molto. Questo però nulla toglie al fatto che si tratta di un movimento che contribuisce alla seduzione degli ultimi tempi.

Dal mio attuale punto di vista, il problema pentecostale si può riassumere in questi punti:

a) L'insegnamento biblico viene trascurato a vantaggio delle esperienze.
b) Non si tiene conto che negli Atti degli Apostoli vengono descritti eventi straordinari della storia della salvezza che rimangono unici e irripetibili.
c) La dottrina dell' "essere crocifissi con Cristo" del "rimanere in Lui" quale unica sorgente di forza e pressoché sconosciuta.
d) Quasi ignorato è altresì il contesto in cui si svolgono gli eventi della storia della salvezza.
e) La dottrina sullo Spirito Santo (e in particolare il momento in cui avviene la nuova nascita secondo Atti 2:1 è conosciuta in maniera frammentaria, e pertanto essa viene spesso impiegata in modo errato.

Per noi tutti che abbiamo avuto questa conoscenza ed abbiamo preso una decisione, resta una sola cosa da fare:

1 Tim.4:16a : Seguire fedelmente il Signore nostro Gesù Cristo e testimoniare dentro e fuori la chiesa la vera dottrina biblica, in modo da tenere lontana la seduzione.

Per concludere, siamo grati di cuore al Signore Gesù per la Sua fedeltà e per la protezione accordataci in tutte queste lotte, e per la grazia di poterLo servire.

K.H. Kauffmann