Il ministero di liberazione è biblico?

Sul legare e sciogliere

Il legare e sciogliere viene fondato esclusivamente su due passi biblici, cioè Mt. 18:18 e 12:29. In M t 18:18 il Signore Gesù dice: «lo vi dico in verità che tutte le cose che legherete sulla terra, saranno legate nel cielo; e tutte le cose che scioglierete sulla terra saranno sciolte nel cielo.» Come dobbiamo interpretare la sua affermazione? Spesso si vuole leggere nelle parole di Gesù l'incarico che noi avremmo di legare Satana e di sciogliere coloro che sono stati legati da lui. Ma il testo dice veramente così? Se consideriamo il contesto del versetto, noteremo subito che non si parla affatto di occulto.
Ma a che cosa si riferiscono allora le parole di Gesù?
Dobbiamo tener conto che egli si stava rivolgendo ai suoi discepoli e partiva palesemente dal presupposto che essi capissero di che cosa stava parlando. Perciò, bisogna domandarsi che cosa devono aver capito i discepoli. Quando il Signore Gesù ha parlato di «legare» e «sciogliere», si è servito di una terminologia a quel tempo molto conosciuta.
Infatti, i rabbini ebrei dell'epoca di Gesù con legare e sciogliere intendevano proibire o permettere qualcosa, oppure imporre la scomunica a qualcuno, cioè escluderlo dalla sinagoga (legare), o riaccoglierlo in essa (sciogliere). L'ultimo significato corrisponde esattamente al contesto e dovrebbe essere il più corretto.
Il passo tratta dunque semplicemente di disciplina ecclesiale.
A prescindere dal fatto che non vi è nessun accenno al diavolo né a qualcosa di demoniaco, è piuttosto arbitrario riferire le due parti della frase a due persone diverse: il diavolo deve essere legato e la persona che ha il problema deve essere sciolta.
È davvero sorprendente che si insista tanto su una tale interpretazione di Mt. 18: 18, sebbene, esaminando il versetto e il contesto senza opinioni preconcette, ben pochi arriverebbero ad una simile conclusione. È evidente che più che del risultato di un accurato studio biblico, si tratta di un' interpretazione, saltata in mente spontaneamente a qualcuno e presa per buona senza verificare.
Certe false dottrine possono resistere tanto a lungo in àmbito evangelico per il semplice fatto che siamo troppo pigri per esaminarle.

Passiamo al secondo passo citato, Mt. 12:29. Gesù dice: «Come può uno entrare nella casa dell'uomo forte e rubargli la sua roba, se prima non lega l'uomo forte? Allora soltanto gli saccheggerà la casa.»
L'affermazione si trova in un contesto in cui si parla effettivamente di liberazione da un potere demoniaco. Tuttavia, non si tratta né di un insegnamento né di istruzioni su come procedere nella cura d'anime. Con il suo linguaggio figurato, Gesù vuole dire piuttosto che il fatto che scacci i demoni dimostra che lui è il più forte. Se no, non gli sarebbe possibile saccheggiare la casa dell'uomo forte, cioè Satana. Questi non glielo può impedire, nei suoi confronti è come legato, vale a dire impotente. Dove arriva il regno di Dio, il dominio delle tenebre deve arretrare. Nel nostro passo biblico non trovo nessun indizio che noi, in qualità di discepoli di Gesù, avremmo l'autorità di legare Satana. A parte il fatto che è inammissibile fondare un insegnamento importante su un'unica affermazione in linguaggio figurato, l'idea che si trova dietro questa interpretazione è addirittura astrusa. Alcuni consulenti legano il diavolo più volte al giorno, cioè in ogni seduta di consulenza. Nel mondo, ciò accade ogni secondo.

La pretesa di legare il diavolo mi fa pensare ai vani tentativi della ragazza filistea Dalila di legare Sansone. Sappiamo che Sansone si è liberato di tutte le funi come fossero stati dei fili di lino. Che presunzione pensare che noi possiamo legare Satana, il dio di questo mondo. Egli verrà legato quando Gesù, alla fine dei tempi, instaurerà il suo regno - e comunque non da un uomo, ma da un angelo (Ap. 20:1-2). Fino a quel momento, egli si aggirerà come un leone ruggente, divorando per primi forse proprio coloro che credono di poterglisi avvicinare con una simile arroganza. Per inciso: legare ed esorcizzare potenze spirituali viene addirittura proibito molto severamente da Dio. In Deuteronomio 18:10-12 leggiamo: «Non si trovi in mezzo a te chi fa passare suo figlio o sua figlia per il fuoco, ne chi esercita la divinazione, ne astrologo, ne chi predice il futuro, ne mago, ne incantatore, ne chi consulta gli spiriti, ne chi dice la fortuna, ne negromante, perché il SIGNORE desta chiunque fa queste pratiche abominevoli, il SIGNORE, il tuo Dio, sta per scacciare quelle nazioni dinanzi a te.». La negromanzia e la consultazione degli spiriti sono antichissime pratiche dei popoli pagani, con le quali si dovrebbe limitare la potenza dei demoni. Io ritengo che l'affermazione «Satana, io ti lego nella vita di tale o tal'altra persona», in linea di principio, non rappresenti altro che una formula di esorcismo.

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