SEGNI E MIRACOLI NELLA BIBBIA

 

È una predicazione senza segni e miracoli senza l'approvazione di Dio?
Sono i segni miracolosi la norma nel servizio di Dio?

Fra i tanti profeti e servitori ricordati nella Bibbia solo i seguenti hanno compiuto una serie di miracoli:

Quando aggiunse Dio al servizio dei suoi servi dei segni?

 Nessuno, nato di donna, era più grande di Giovanni Battista, eppure non compì alcun miracolo (Gv. 10:41), sebbene fosse ripieno di Spirito Santo fin dalla nascita (Lc. 1:15).
Non a tutti i credenti la manifestazione dello Spirito fu data nella medesima maniera (Ro. 12:4-8; I Co. 12:4-10, 28, 29).
Non tutti i doni dello Spirito sono spettacolari.
Ogni vero credente dovrebbe manifestare il frutto dello Spirito (Ga. 5:22).

La presenza di segni e miracoli rende la predicazione della parola di Dio più efficace?

Coloro che vogliono vedere dei segni miracolosi per credere non sono degni di lode (Gv. 2:23-25; 20:29; Lu. 16:27-31; I Co. 1:22-23; Ro. 10:17).
Oggi abbiamo la Sacra Bibbia e non abbiamo bisogno di segni visibili per credere.
Ciò non significa che Dio non possa più operare dei miracoli, ma oggi non abbiamo la medesima necessità di segni per sostenere la nostra fede o per portare altre persone alla salvezza. Anzi, i segni miracolosi possono creare una falsa attrazione e delle false motivazioni (Gv. 6:15, 26-27).
Dove non esiste ancora una lingua scritta o l'analfabetismo, anche dove il demonismo è troppo forte Dio potrebbe ritenere opportuno intervenire con segni e miracoli per autenticare il ministero dei suoi servi.
 Gesù e gli Apostoli hanno preannunciato per il tempo della fine che ci sarebbero stati molti falsi profeti che avrebbero sedotti molti (Mt. 24:24; Mc. 13:22; II Te. 2:9; Ap. 13:13).

 Da qui nasce la necessità di provare gli spiriti per vedere se un miracolo ha Dio come autore o no!!

Ciò era già necessario nell'era apostolica e maggiormente è necessario oggi che viviamo alla fine dell'era della grazia (I Gv. 4:1; I Co. 14:29; II Co. 11:13-15; De. 18:20-22).

 Gesù dichiarerà nel giorno del giudizio a molti, che avevano profetizzato nel suo nome, che avevano in nome suo scacciato demoni e fatto molte opere potenti: "Non vi conobbi mai" (Mt. 7:22-23).

 

DAI SEGNI MIRACOLOSI ALLA PAROLA

 Elaborazione dell'articolo "Il movimento carismatico. Una prospettiva biblica dei segni e dei prodigi", di Alexander Seibel.

 I SEGNI NEL VANGELO DI GIOVANNI
 Giovanni riporta (Gv. 2:23): "Mentre egli (Gesù) era in Gerusalemme, alla festa della Pasqua, molti credettero nel suo nome, vedendo i segni (miracolosi) che egli faceva."
Ci viene detto che molte persone credettero in Cristo, perché avevano visto i suoi segni (miracolosi). Qualcuno potrebbe pensare: se anche noi potessimo fare dei miracoli probabilmente molti crederebbero.

 La frase che segue lo disilluderà subito: "Ma Gesù non si fidava di loro, perché conosceva tutti e perché non aveva bisogno della testimonianza di nessuno sull'uomo, poiché egli stesso conosceva quello che era nell'uomo."

Esiste una di fede che non unisce a Gesù. Egli conosceva i cuori di questi seguaci.

  

Il caso di Nicodemo
Nel capitolo successivo ci viene presentato uno dei credenti di questo tipo: Nicodemo.
"Egli venne di notte da Gesù e gli disse: <Rabbi, noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio; perché nessuno può fare questi segni (miracolosi) che tu fai se Dio non è con lui.> "(Gv. 3:2).

Qualcuno potrebbe pensare che Gesù deve essere stato contento di udire una simile testimonianza. Il Signore invece replicò: "In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio" (v. 3). Nicodemo credeva nel mandato divino di Gesù a causa dei segni (miracolosi) che aveva fatto. Ma questa fede non era sufficiente per la sua salvezza. Egli era tanto lontano dal regno di Dio che gli era perfino impossibile di vederlo. Lui aveva bisogno di nascere di nuovo.

La reazione dei 5000
In Gv. 6:2 leggiamo: "Una gran folla lo seguiva, perché vedeva i segni (miracolosi) che faceva sugli infermi". Qui abbiamo una grande folla che segue Gesù a causa dei segni che si erano verificati davanti ai loro occhi.
Subito dopo ci viene narrato come Gesù sfamò miracolosamente 5000 persone. "La gente dunque, avendo visto il segno (miracoloso) che Gesù aveva fatto, disse: 'Questi è certo il profeta che deve venire nel mondo' "(v. 14). Come reagì Gesù di fronte alla loro fede e al desiderio di stabilirlo come loro re? - Egli si ritirò (v. 15).
Quando, il giorno dopo, questa stessa folla, in cerca di Gesù, lo incontrò a Capernaum Gesù le disse: "Voi mi cercate, non perché avete visto dei segni (miracolosi), ma perché avete mangiato dei pani e siete stati saziati". Essi erano pronti a seguire Gesù per un egoistico desiderio carnale, per avere i loro bisogni fisici soddisfatti. Perciò il Signore li esortò: "Adoperatevi non per il cibo che perisce, ma per il cibo che dura in vita eterna" (v. 27).
Osserviamo l'affermazione di Gesù (nel v. 36): "Mi avete visto, eppure non credete!" Vedere dei segni (miracolosi) pari a quelli riportati nel vangelo, non porta necessariamente alla fede che salva.

I segni che Gesù compì avrebbero dovuto condurre gli spettatori alla fede in lui, ma nonostante il popolo fosse stato appena testimone della moltiplicazione dei pani, alcuni ebbero ancora il coraggio di chiedere (v. 30): "Quale segno (miracoloso) fai, dunque, perché lo vediamo e ti crediamo?" Queste persone si sono dichiarate pronte a credere purché le fossero stati mostrati ancora altri segni. Segni e miracoli non sono il metodo ideale per cambiare il cuore dell'uomo.

Leggiamo in Gv. 12:37 un'affermazione apparentemente incredibile: "E sebbene (Gesù) avesse fatto tanti miracoli in loro presenza, pure non credevano in Lui".
Il Signore dichiarò più tardi: "beati quelli che non hanno visto e hanno creduto" (20:29).

Il Signore desiderava introdurre la moltitudine dei suoi seguaci al significato spirituale dei suoi miracoli (lett. segni) . Così Gesù disse: "Io sono la luce del mondo" e guarì il cieco nato (Gv. 9); e ancora: "Io sono la risurrezione e la vita" e risuscitò Lazzaro dai morti (Gv. 11); spiegò che egli è il pane della vita e sfamò 5000 persone, come abbiamo appena letto.

Questi segni (miracolosi) non erano fini a se stessi ma dovevano indicare che Gesù era il Messia e dovevano indurre a credere nella Parola del Signore, ossia in Colui che è la luce del mondo, il pane della vita, la risurrezione e la vita.

 Il vangelo di Giovanni dimostra:

  1. che i miracoli non aiutano molto a condurre l'osservatore o il miracolato alla fede che salva
  2. che il segno deve condurre alla Parola.

Se non impariamo questa lezione spirituale, abbiamo assistito invano a prodigi e a miracoli.
La moltitudine che seguiva Gesù non lo aveva afferrato, e siccome era troppo attaccata al mondo visibile si offese."Molti dei suoi discepoli, dopo averlo udito, dissero: 'Questo parlare è duro; chi può ascoltarlo?' " (Gv. 6:60). Il Signore rispose: "È lo Spirito che vivifica; la carne non serve a nulla" (v. 63a).

Piuttosto che ricercare le cose carnali, le cose che attirano i miei sensi, dovrei ricercare quelle spirituali !!!

Molti parlano oggi dello Spirito e della sua guida.
Dove è lo Spirito?
Gesù disse: "le mie parole sono spirito e vita". La Parola di Dio e lo Spirito Santo sono inseparabili.

Dopo questa dichiarazione di Gesù segue un'affermazione tragica (v. 66): "Da allora molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano più con lui".


La reazione degli Apostoli
Allora il Signore domandò ai dodici: "Non volete andarvene anche voi?" (v. 67).
Pietro nella sua famosa risposta non disse: "Signore, a chi ce ne andremo noi? Tu hai segni (miracolosi) e prodigi di cui noi abbiamo bisogno", ma disse "tu hai parole di vita eterna" (v. 68).

Cogliamo la differenza? Pochi, la minoranza, stavano col nostro Signore per amore di Lui e della sua parola. "Chi ha i miei comandamenti e li osserva, quello mi ama" (Gv. 14:21).

Più conosco la Parola di Dio, meno avrò bisogno di camminare per visione. Il desiderio di vedere segni e prodigi è immaturità spirituale. "Ma quando sono diventato uomo, ho smesso le cose da fanciullo" scrisse Paolo e, in altro passo, "camminiamo per fede e non per visione" (II Co. 5:7).

Le parole di Gesù a Tommaso "Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto" (Gv. 20:29) sono una denuncia contro coloro che vogliono avvicinarsi a Dio tramite miracoli.

In Gv. 20:30-31 leggiamo: "Gesù fece in presenza dei discepoli molti altri segni (miracolosi), che non sono scritti in questo libro; ma questi sono scritti, affinché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e, affinché, credendo, abbiate vita nel suo nome".
Questo passo dimostra che la Parola scritta prende il posto della funzione iniziale del segno. "Ma questi (segni) sono stati scritti, affinché crediate".
 Dio aveva quindi un piano nel far selezionare a Giovanni otto segni (miracolosi) fra tutte le azioni compiute da Gesù. Tutti gli otto culminavano nella Parola di Dio. Lo Spirito di Dio è pienamente capace di prendere la Parola scritta di Dio e di guidarla fino al centro dell'individuo, fino al cuore dell'uomo, tanto da renderlo capace di conoscere e di amare Dio, affinché si attui quella rivoluzione spirituale che la Bibbia definisce la nuova nascita. "Affinché credendo abbiate vita nel suo nome" (v. 31b).

 

Il miracolo più grande
Gesù disse: "In verità, in verità vi dico: chi crede in me farà anch'egli le opere che faccio io; e ne farà di maggiori, perché io me ne vado al Padre" (Gv. 14:12).

Quale è il miracolo più grande?
Non si legge che ci sia gioia in cielo quando un cieco recupera la vista o quando uno zoppo cammina, ma quando un peccatore si ravvede. Il miracolo più grande è la nuova nascita, che è stata resa possibile a causa del Calvario e della discesa dello Spirito Santo alla Pentecoste.

Non diciamo che Dio non compie più dei miracoli. Ogni risposta alla preghiera è un miracolo. Vogliamo solo dire che il miracolo di chi con un passato d'occultismo e di droga comincia la vita vittoriosa della santificazione è più grande della guarigione di uno zoppo. Lazzaro dovette morire di nuovo. I miracoli materiali sono limitati nel tempo. Le opere maggiori sono quelli che durano in eterno.

Siccome il messaggio di Dio è stato convalidato pienamente (Eb. 2:2-4) è presuntuoso voler avere ulteriori conferme con segni da chi parla: Ci sono tante prove della veridicità della Sacra Bibbia (storia, archeologia, profezie compiute, vite trasformate etc.).
Quando ci troviamo di fronte a situazioni analoghe a quelle del libro degli Atti, cioè dove non esiste la Parola di Dio scritta, Dio può compensare questa mancanza con interventi soprannaturali.

 

I SEGNI NEL LIBRO DEGLI ATTI

 Ecco come il Signore confermò la nuova rivelazione che annunciarono gli apostoli con segni miracolosi (Eb. 2:4; At: 14:3).

 Oggi abbiamo tutto il programma di Dio nelle Sacre Scritture e non ci sono nuove rivelazioni da autenticare.

 Nel libro degli Atti vediamo che gli apostoli non fecero alcuna propaganda dei miracoli seguendo l'esempio di Gesù (Mt. 12:15-16; Mc. 7:36).

 

DAL SEGNO ALLA SCRITTURA

 Come nel vangelo sec. Giovanni così si può notare nelle epistole lo sviluppo dal segno alla Parola, dal visibile all'invisibile.

 

  SEGNI, PRODIGI, MIRACOLI

Consideriamo ora cinque passi delle Scritture dove i tre termini SEMEION, TERAS E DYNAMIS vengono usati .
Quando queste parole si trovano insieme nello stesso versetto o contesto, senza tenere conto della sequenza, non si riferiscono a un avvenimento in particolare, ma piuttosto a qualcosa simile a un flusso o movimento che si propaga in un lasso di tempo più ampio.

  1. Il primo passo (At. 2:22) riguarda il Messia che faceva "opere potenti, prodigi e segni ..".
  2. In Ro. 15:19 Paolo dichiara che Cristo aveva operato tramite lui "con la potenza di segni e di prodigi..".
  3. In II Co. 12:12 Paolo dichiara che "i segni dell'apostolo sono stati compiuti fra voi, nella perseveranza a tutta prova, nei miracoli, nei prodigi e nelle opere potenti".

Questi erano segni apostolici. Leggiamo in Atti che Filippo evangelizzò con evidente successo in Samaria. Molti Samaritani credettero senza ricevere lo Spirito Santo. Essi lo ricevettero solo quando gli apostoli giunti da Gerusalemme imposero loro le mani.

Perché Filippo non poté imporre le mani sui Samaritani? Perché era un diacono. Le chiavi del Regno dei cieli erano affidate all'apostolo Pietro. Egli aperì la predicazione alla Pentecoste per gli Ebrei e ora toccava a lui di aprirla ai Samaritani .

4. Eb. 2:4 spiega che i poteri soprannaturali appartenevano al tempo degli apostoli .

Si può osservare nell'intera Scrittura che il Signore solitamente conferma la Sua opera con due o tre testimonianze.

Nei versetti 3 e 4 notiamo le tre testimonianze del Nuovo Patto.

 Questo spiega il motivo per cui Dio operò all'inizio miracoli e segni.

5. Il quinto ed ultimo versetto si trova in II Te. 2:9 che annunzia ogni sorta di opere potenti, di segni e di prodigi bugiardi per gli ultimi giorni a danno di coloro che non hanno aperto il cuore all'amore della verità.

 

I SEGNI E GLI ULTIMI GIORNI

Negli ultimi giorni, poco prima del ritorno di Cristo, sorgerà un movimento che rivendicherà i poteri della chiesa primitiva. Gesù ci ha predetto che i movimenti dei falsi profeti avranno un grande successo. Egli disse nel suo sermone sulla Sua seconda venuta: "E molti falsi profeti sorgeranno e sedurranno molti" (Mt. 24:11).

Nei passi biblici che trattano gli ultimi tempi troviamo le espressioni "prodigi e miracoli" sempre in relazioni con l'inganno. Vedi Mt. 24:24 e II Te. 2:9.

Il falso profeta sedurrà quelli che saranno sulla terra con segni (Ap. 13:14). Si veda inoltre Ap. 19:20; 16:14: "perché sono spiriti di demoni che fanno dei segni".

Dei pseudocristiani faranno dei segni e dei miracoli nel nome di Gesù. Non dimentichiamo l'esortazione del nostro Signore nel Sermone sul Monte: "Molti (non pochi o alcuni) mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato in nome tuo, e in nome tuo cacciato demoni, e fatte in nome tuo molte opere potenti? E allora dichiarerò loro: Non vi conobbi mai" (Mt. 7:22-23).

Come abbiamo cercato di mettere in risalto prima, segni e miracoli non sono il metodo ideale per cambiare il cuore dell'uomo, che nonostante sia malvagio, può ricercare il soprannaturale.

Romani 10:17 ci dice che la fede non viene vedendo, ma udendo la Parola di Dio !!!