IL DONO DELLE LINGUE E IL BATTESIMO DELLO SPIRITO SANTO

di R.A. Torrey

Prefazione
Torrey visse dal 1856 al 1928. Fu successore di D. L. Moody in Chicago. Nel 1912 si trasferì a Los Angeles. Dal 1912 al 1024 fu conduttore di Biola (Bible Institute of Los Angeles). Il seguente trattato fu scritto da lui intorno al 1912. La situazione odierna non è più così catastrofica. Ma per la valutazione di un Movimento è utile conoscere le origini.

*********

Dobbiamo subito dire che il movimento, il quale professa che il parlare in lingue è segno indispensabile del battesimo dello Spirito Santo, non è da Dio. Ciò risulta evidente dai seguenti dati di fatto:

Primo - L'attuale movimento delle lingue eleva il parlare in lingue al ruolo di segno unico e decisivo della ricezione del battesimo dello Spirito Santo. Gli aderenti a questo movimento sono convinti che chi non parla in lingue non ha ancora ricevuto il battesimo dello Spirito Santo. Orbene, tale loro asserzione è in aperto contrasto con l'esplicito e chiaro insegnamento della Bibbia. Tutti quelli che vogliono sinceramente conoscere il pensiero di Dio, senza preoccuparsi di salvaguardare una determinata teoria religiosa, possono trovarlo chiaramente espresso nella Bibbia:
Sebbene ci sia un solo battesimo dello Spirito Santo, e anche un solo Spirito Santo, pur tuttavia il battesimo dello Spirito Santo, vale a dire la sua ricezione, si può manifestare in maniere diverse. Ciò risulta evidente da un'attenta lettura di 1 Corinzi 12:4-11. Più avanti, nello stesso capitolo, lo Spirito Santo, attraverso l'apostolo Paolo, chiede a coloro che egli qualifica come battezzati "mediante un unico Spirito" (v. 13): "Parlano tutti in altre lingue?" (v. 30). La domanda presuppone il fatto evidente che non tutti parlavano in altre lingue. In tal modo questo capitolo dichiara, nei termini più incontrovertibili, che si può essere battezzati dello Spirito Santo senza che peraltro si parli in lingue.
Pertanto è chiarissimo che la dottrina dei parlatori in lingue, secondo la quale chi non parla in lingue non è stato battezzato dallo Spirito Santo, è in aperto contrasto con le affermazioni della Bibbia.

Secondo - La conseguenza pratica di tale dottrina consiste nel caratterizzare il parlare in lingue come la più importante manifestazione della presenza e della potenza dello Spirito Santo. Anche questo è in contrasto col chiaro insegnamento della Bibbia. La Parola di Dio dichiara, nella maniera più inequivocabile, che il parlare in lingue è una delle meno importanti manifestazioni della presenza e della potenza dello Spirito Santo. Nella lista, che troviamo al cap. 12 di 1° Corinzi, la "diversità dell lingue" (v.10) si trova praticamente alla fine dell'elenco dei doni spirituali che lo Spirito Santo concede ai credenti. Ugualmente, nei vv. 29-30 del medesimo capitolo, il parlare in lingue riceve la stessa collocazione, si trova cioè all'ultimo posto. Nella lista dei doni che il Cristo, salito al cielo, concede alla Chiesa tramite lo Spirito Santo, come la ritroviamo nella Lettera agli Efesini, il parlare in lingue non è affatto menzionato (Ef. 4:7-12). Inoltre, in 1° Cor. 14:5, ci viene chiaramente detto che "chi profetizza è superiore a chi parla in altre lingue", e nel v.19 l'apostolo Paolo afferma che preferisce "dire cinque parole intellegibili per istruire anche gli altri, che dirne diecimila in altra lingua".

Terzo - Il movimento delle lingue induce i propri aderenti a cercare il dono delle lingue più di qualsiasi altro dono, mentre la Bibbia insegna chiaramente che si deve aspirare ad altri doni piuttosto che a questo. In 1° Cor. 12:31, la Bibbia dice: "Aspirate ardentemente ai doni maggiori!" Dal contesto si vede chiaramente come per "doni maggiori" s'intendano altri doni che il parlare in lingue. Il cap. 14 dice nel primo versetto: "Desiderate ardentemente l'amore, non tralasciando però di ricercare i doni spirituali, principalmente il dono di profezia." Poi Paolo spiega, nei versetti seguenti, perché bisogna preferire il profetizzare al parlare in lingue. Pertanto questa ricerca e attesa di parlare in lingue, che è la spiccata caratteristica del movimento delle lingue, è totalmente antibiblica; si trova infatti in diretto contrasto col chiaro insegnamento della Parola di Dio.

Quarto - I conduttori del movimento delle lingue si trovano in uno stato di perenne disobbedienza di fronte all'esplicito insegnamento della Parola di Dio per quanto concerne il parlare in lingue nelle adunanze. La Parola di Dio, in 1° Cor. 14, insegna che il parlare in lingue deve praticarsi piuttosto in privato che in pubblico. Paolo dice al v. 19: "... ma nell'assemblea preferisco dire cinque parole intellegibili per istruire anche gli altri, che dirne diecimila in altra lingua." Egli dice ancora che, se nella riunione di culto si parla in lingue, non siano più di due, al massimo tre, a farlo.
Inoltre: dove due, o al massimo tre, parlano in lingue, lo facciano l'uno dopo l'altro, e non tutti insieme (1 Cor. 14:27). Egli dice perfino che se non vi è chi interpreti, nessuno parli in lingue nell'assemblea "e parlino a sé stessi e a Dio" (vv. 27-28). Nelle assemblee dei parlatori delle lingue sono spesso molti quelli che parlano nello stesso tempo, ed essi parlano anche quando manca un interprete.
Bisogna dunque concludere che si disobbedisce a Dio in maniera inequivocabile; ed un movimento che sistematicamente disobbedisce a quanto Dio comanda nella sua Parola, sicuramente non è da Dio.

Quinto - Il movimento delle lingue si accompagna sovente ai più gravi disordini ed alla peggiore immoralità. (Nota del traduttore: questa affermazione fu fatta da Torrey, non da noi). Dio dichiara nella sua Parola, in 1° Cor. 14:33, che Egli non è "un Dio di confusione" ( la parola tradotta confusione significa uno "stato di disordine", "disturbo", "scompiglio").
In uno dei più significativi raduni dei parlatori in lingue, (Zungenredner), tenutosi recentemente in questa città (Los Angeles), si è appunto verificata una situazione di indescrivibile disordine e confusione. Molti uomini e donne giacquero fianco a fianco, sul pavimento della sala e sul palcoscenico, fino a notte inoltrata, in atteggiamenti indecorosi e lascivi. Caduti in uno stato di svenimento ipnotico, divennero oggetto di disprezzo da parte del pubblico. La conduttrice di tali assembramenti, una donna molto famosa, aveva ridotto quelle povere persone in tale miserevole stato, grazie a dei metodi che sono indubbiamente di natura ipnotica e perfettamente identici a quelli usati dagli stregoni in Africa e dagli ipnotizzatori dei nostri paesi.
Se qualcuno desiderava la guarigione o il battesimo dello Spirito Santo, veniva fatto sedere su una sedia, con le spalle rivolte al pubblico. Poi un uomo lo afferrava per la testa, gli metteva una mano sul capo e con l'altra gli teneva forte l'occipite, mentre la donna lo frizionava sul corpo, in caso di uomini a volte in modo molto lascivo.
Più tardi, quando costoro si alzavano dalla sedia, venivano loro sollevate le braccia e si ingiungeva di tenerle a lungo levate in alto, fin quando essi non cadevano privi dei sensi. In un caso, a me noto, un giovane tenne in alto le braccia per almeno un'ora, prima che cadesse sotto " la potenza ", come essi la chiamano. È superfluo aggiungere che queste pratiche non trovano alcun riscontro nel Nuovo Testamente. Al contrario, esse presentano una sbalorditiva somiglianza con quanto viene praticato dai pagani in Africa, dai fachiri in India e dagli ipnotizzatori nel nostro paese. Tutta la faccenda è semplicemente ripugnante agli occhi di coloro che conoscono veramente l'insegnamento biblico e sanno come opera effettivamente lo Spirito Santo.
In 2. Tim. 1:7 viene insegnato che lo Spirito Santo non è uno Spirito di timidezza, ma di forza, d'amore e di autocontrollo. Lo spirito che si manifesta nei raduni dei parlatori di lingue è tutt'altro che uno spirito di autocontrollo. Ma il disordine, per quanto sia considerato come disonorevole dalla Parola di Dio e da essa è decisamente respinto, non rappresenta il male peggiore in questo movimento. Ad esso si associa, come abbiamo già detto, la peggiore immoralità. L'uomo, tramite il quale ebbe inizio il movimento delle lingue, venne imprigionato per essersi macchiato di una colpa molto infamante. Aveva commesso atti di libidine per i quali, a quel tempo, non v'era un termine nella lingua inglese, sebbene essi vengano descritti nel primo capitolo della Lettera ai Romani. Un altro famoso conduttore, forse il più noto nello Stato dell'Ohio, venne arrestato per violenza ai danni di una giovane donna, malgrado egli fosse sposato. ..(Nota del traduttore: seguono altre descrizioni di trasgressioni immorali che non abbiamo tradotto). Con ciò non intendiamo assolutamente dire che in questo movimento non vi siano persone oneste e sincere, ma questo movimento ha prodotto più immoralità di qualsiasi altro, fatta eccezione per lo spiritismo, con cui del resto esso è sotto tanti aspetti imparentato. ....(segue un'altra esperienza negativa di due conduttori).

Sesto - Mentre questo movimento si andava diffondendo venne palesata in molti casi la sua origine demoniaca. Si è infatti constatato che coloro che affermavano di parlare in lingue, in effetti parlavano una lingua ad essi incomprensibile, ma proferivano cose ordinarie, se non addirittura cattive. Ciò dimostrò che lo spirito, che li ispirava, non era lo Spirito Santo ma un demonio. A Macao, in Cina, si ebbero delle manifestazioni, esattamente uguali a quelle descritte dalla " Society for Psychical Research " (Società per la ricerca parapsicologica) relativamente alle sedute spiritiche. Alcuni, che avevano parlato in lingue e credevano di essere stati battezzati dello Spirito Santo, scoprirono di essere posseduti da demoni. Analogamente in Germania, si scoprirono delle possessioni spaventevoli e ripugnanti.
Purtroppo, molte persone, sono talmente avide di essere guidate da uno spirito soprannaturale, che non badano più se sono controllati dallo Spirito Santo o da un demonio, ed è proprio nel movimento delle lingue che si sono verificati i casi più spaventosi in tal senso.

Settimo - Il movimento delle lingue, nelle sue caratteristiche fondamentali, non ha nulla di nuovo. I medesimi fenomeni si verificarono fra il 1830 ed il 1840 nell'infelice movimento di Irving, in Inghilterra. Allora si ebbero le più meravigliose manifestazioni di linguaggi, e per un certo tempo alcuni uomini e donne, normalmente avveduti, ne rimasero sedotti. Ma in seguito ebbero prove inequivocabili che lo spirito, che controllava coloro che parlavano, non era lo Spirito Santo bensì uno sprito malvagio. Il parlare in lingue è stato praticato per molti anni dai Mormoni. Al tempo in cui questa setta si andava costituendo, spesso uomini e donne durante le loro riunioni dichiaravano di parlare in lingue.

Riassumendo: Il " movimento delle lingue " ha ricevuto segni inequivocabili di riprovazione da parte di Dio, sia attraverso la sua Parola che attraverso i fenomeni negativi ad esso collegati. Si tratta di un movimento dal quale ogni persona, che crede alla Parola di Dio e ubbidisce, dovrebbe prendere decisamente le distanze, ed interessarsene soltanto allo scopo di denunziare gli errori grossolani e le cattive conseguenze che ne derivano.
Non intendiamo affatto negare che Dio, anche ai nostri giorni, possa dare ad un credente il dono delle lingue. Dio è sovrano, e può concedere ciò che vuole. Ma di questo dono se ne fece un cattivo uso già nella Chiesa primitiva, in un modo molto a simile come avviene ai nostri giorni. All'apostolo Paolo fu necessario mettere in guardia i credenti contro gli errori e gli abusi che ad esso si collegavano. Dio, nella sua saggezza e nel suo amore, ha cessato per un certo tempo di concedere questo dono, e non abbiamo alcun buon motivo per ammettere che Egli abbia preso a ridarlo ai nostri giorni. In ogni caso, un fatto è certo: il cosiddetto " movimento delle lingue " non è da DIo.

The Biola Book Room, Los Angeles, o. J.
Tradotto da Licht + Leben Luglio 1989

indietro