"ogni donna che ... profetizza senza avere il capo coperto fa disonore al suo capo" (1Co 11:5)

Quando una donna profetizza lo fa con il "capo coperto". Essa dimostra con ciò che accetta il suo posto di sottomissione assegnatale dal suo creatore (1Co 11:10; 1Ti 2:9-12; 1Pi 3:1-6). Se non dovesse agire in questa maniera disonorerebbe il suo capo, cioè il suo marito (1Co 11:5).

Diamo uno sguardo alle profetesse menzionate nella Bibbia.

Maria (Miriam), la profetessa (Es 15:20-21)

L'azione di Maria è contraddistinta da due cose:

1. Essa è chiamata: sorella di Aaronne, perciò viene identificata col suo fratello maggiore, che come primogenito rappresentava il padre suo.
2. Essa condusse le donne, non uomini: "tutte le donne uscirono dietro a lei".
Essa rispondeva al canto di Mosè e dei figli d'Israele. Noi diremmo che cantò il ritornello (v.1).

È dubbioso che possiamo dire che Maria abbia qui profetizzato. La Bibbia non riporta nessun'altra occasione in cui Maria profetizzò.

 

Debora, una profetessa (Giu 4:4-5)

Il servizio di Debora è segnato da tre cose:

1. Debora viene chiamata "moglie di Lappidot" = la sua identità è legata a suo marito.
2. Viene detto dove abitava: "Lei sedeva sotto la palma di Debora" = lei fece il servizio a casa: "i figli d'Israele salivano da lei".
I profeti di solito furono mandati dai figli d'Israele. In Giu 6:8 leggiamo, che "il Signore mandò ai figli d'Israele un profeta". Si nota che Samuele girava in Israele per compiere il suo servizio di giudice e profeta (1Sa 7:15-17).
3. Quando essa uscì con Barac lo fece a sua richiesta e gli disse che non era normale, perché non gli avrebbe portato onori (Giu 4:8-9). Quando cantava al Signore cantava insieme a Barac .

 

La profetessa Hulda (2Re 22:14)

Nei giorni del re Giosia, quando il profeta Geremia fece il suo servizio (Gr 1:2), questi mandò degli uomini dalla profetessa Hulda per consultarla. Anche di lei vengono dette due cose:

1. Viene specificato che era moglie di Sallum = essa è identificata col nome del suo marito.
2. Lei compì il suo servizio a casa.
Viene spiegato specificamente il suo indirizzo.
Essa rimane col suo servizio spirituale nella sfera assegnatale.

È sempre un segno di vera spiritualità, non trasgredire le frontiere messe dal Creatore, come lo fecero apparentemente le donne di Corinto.

Il comportamento di Hulda è in contrasto marcato con Geremia il quale fu mandato da Dio per profetizzare in pubblico (Ger 2:2; 7:2; 11:6; 17:19; 19:2,14; 26:2; 36:6).

Anche la moglie di Isaia viene chiamata profetessa (Is 8:3), ma non viene menzionato alcun suo servizio profetico. Sembra che si chiamava profetessa, solo perché era moglie del profeta Isaia.

In Ne 6:14 viene menzionata la profetessa Noadia che era una falsa profetessa.

 

Quando Maria, madre di Gesù, entrò in casa di Zaccaria salutando Elisabetta, la madre di Giovanni battista, le risponde con parole, che possono essere considerate una profezia alla quale Maria replica con una preghiera di lode (Lc 1:39-56). Ciò avveniva come specificato in casa di Zaccaria.

La profetessa Anna (Lc 2:36-38)

1. Questa vedova viene identificata col suo padre Fanuel.
2. Anna "serviva Dio giorno e notte con digiuni e preghiere" nel tempio, cioè nel cortile delle donne.
Lei non aveva un servizio pubblico nel tempio, essendo questo riservato soltanto agli uomini.
Evidentemente dalla morte di suo marito il tempio era diventato la sua casa.

Lei sopraggiunse quando Maria e Giuseppe erano nel tempio con Gesù, allora anche lei lodava Dio e parlava del bambino a tutti coloro che aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
Evidentemente parlava a persone singole.

 

Così in tutta la storia ispirata d'Israele troviamo un numero eseguo di donne che hanno svolto in una sfera ristretta la loro attività.
Questo è un parlare eloquente della Scrittura (Sl 19:3).

In At 2:17 Pietro cita agli Ebrei radunati il profeta Gioele e menziona che negli ultimi giorni Dio avrebbe sparso il suo spirito su ogni carne e che i loro figli e le loro figlie avrebbero profetizzato.

Intanto in tutto il N.T. vengono menzionate soltanto 5 profetesse delle quali una è falsa:

Filippo ... aveva quattro figlie ... le quali profetizzavano (At 21:8-9)

1. Esse erano sotto la tutela del padre. Non ci viene nemmeno detto come si chiamavano.
2. Non viene specificato nulla sul loro servizio profetico.
È da supporre che questo si svolgesse, come in tutti i casi precedenti, nella casa del padre.

Sarà il profeta Agabo a predire il futuro a Paolo (vv. 10-11).

 

Iezabel .. che si dice profetessa (Ap 2:20)

L'unica profetessa della Bibbia che profetizzava nella chiesa è Iezabel. Questa seduttrice si era auto dichiarata profetessa.
Di lei non viene detto né il nome di suo padre o marito, come in tutti i casi precedenti.

Ma ogni donna che ... profetizza (1Co 11:5)
L'insegnamento di Paolo è in armonia con ciò che insegna tutta la Scrittura. Paolo conferma i due fatti evidenziati:

1. La donna che profetizza non abbandona la sua posizione di sottomissione al marito.
Perciò si copre il capo mentre prega o profetizza e dimostra con ciò che sta e rimane sotto la sua autorità (1Co 11:10).
2. La donna non parla nell'assemblea (1Co 14:34).
Nei versetti che precedono questo ordine, che Paolo dichiara essere un comandamento di Dio (v. 37), egli descrive l'andamento di un'assemblea locale che si raduna nella libertà dell'esercizio della varietà dei doni e dei servizi.
Tutti possono parteciparvi. Leggiamo: "tutti potete profetare" (v. 31).
Come spesse volte nella Bibbia il "tutti" viene limitato subito dopo, in quanto che Paolo specifica: "le donne tacciano nelle assemblee".
Come nel A.T. anche nel N.T. il servizio della donna non è destinato per una pubblica assemblea.

Nel v. 35 Paolo specifica ciò che conveniva fare alle donne in pubblico.

Intanto Paolo non si rivolgeva alle donne. Era dovere degli uomini che le donne di Corinto si attenessero agli ordini divini.
Non stava nel beneplacito delle donne se volevano parlare o tacere nelle adunanze.

 

"Chi profetizza parla agli uomini un linguaggio di edificazione, di esortazione e di consolazione .."(1Co 14:3).

Significa questo che ognuno che dice nell'assemblea una parola di esortazione o di edificazione stia profetizzando?

Certamente no. Paolo non dà in 14:2-4 una definizione dei due carisma, quello del parlare in lingua e quello di profetizzare, ma contrappone i differenti risultati che questi doni hanno nell'adunanza.

Mentre chi parla in lingua parla a Dio cose misteriose, chi profetizza parla all'assemblea e l’edifica. Non ogni parola di incoraggiamento o di esortazione è una profezia. Profetare significa: rivelare ciò che è nascosto.

Anche se una donna dovesse ricevere una profezia durante una adunanza non avrebbe per questo la libertà di comunicare nell’adunanza i pensieri edificanti e incoraggianti, dato che sarebbe a lei proibito d'insegnare.
Paolo ordina ai credenti di Corinto che le donne devono tacere nelle loro adunanze; la loro sfera di azione non è in pubblico.

Se una donna ha effettivamente un servizio di profezia lo fa in privato. Se essa è spirituale allora conoscerà che le indicazioni di Paolo sono comandamenti di Dio (1Co 14:37).

"le opere sue la lodino alle porte della città" (Pr 31:31)

Quanto raro e prezioso è "una donna virtuosa" (Pr 31:10). Nel libro dei Proverbi viene detto molto delle virtù e dei peccati della lingua. La donna virtuosa non parla troppo, ma lavora. Nei 22 versetti dedicati a lei parlano 11 versetti dalle sue opere e soltanto uno delle sue parole. Lei compie il servizio nel suo raggio d'azione datole dalla sapienza e bontà del suo creatore.

Lei sorveglia l'andamento della sua casa (v. 27) e là apre la sua bocca con saggezza (v. 26).

Nelle porte della città, dove consiglio e tribunale si svolgono, è seduto suo marito (c. 23). Lei si vergognerebbe di aprire là la sua bocca. Ciononostante è conosciuta là: "le sue opere la lodino alle porte della città" (v. 31). Il suo comportamento silenzioso e le sue buone opere la loderanno (Ti 2:3-5).

Leggiamo in Atti 9:36 di una tale donna, Tabita, e nel versetto 39 sentiamo come le sue buone opere la onorino.

Traduzione e elaborazione di Klaus Döring di uno studio di Benedikt Peters

Note di alcuni teologi sul testo di:

1Co 11:5 "ogni donna che prega o profetizza ..."

Vine: l'idea che qui è in vista la riunione della chiesa è escluso, perché in 14:34 è ordinato che le donne devono stare in silenzio nella riunione della chiesa .... perciò questa affermazione non può riferirsi alla riunione della chiesa. Vi sono altre occasioni in cui una donna può esplicare il ministero orale di preghiera o di testimonianza.

Lensky: Non fa nessuna differenza se uomini sono presenti o assenti quando una donna prega o profetizza. .. Le riunioni pubbliche dell'assemblea non sono comunque fra queste opportunità (dove le donne possono esercitare questi doni). Le donne sono libere di esercitare il loro dono di profezia in altri posti e tempi.

Robertson, Archibald e Plummer, Alfred: ...Nel culto pubblico le donne non dovevano affatto parlare (14:34; 1Ti 2:12). Probabilmente le donne hanno spinto in quella direzione (urged it). Se lo Spirito le spingeva di parlare, allora dovevano parlare; e come potevano farlo se le loro facce erano velate?

Secondo Calvino sebbene in caso di necessità una donna poteva parlare in pubblico, normalmente ella doveva tacere durante il culto ufficiale (pg 238, Leon Morris, La 1 Ep. di Paolo ai corinzi).

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