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Scienza e fede |
C'è chi insinua che la Bibbia sia anacronistica, oscura, inverosimile, sorpassata. Chi parla così dimostra di non conoscere la Bibbia. Quando si dice che gli scienziati sono pressoché unanimi nel respingere la fede in Dio e che non abbiano delle preoccupazioni per la salvezza della loro anima si dà semplicemente prova d'ignoranza.
Non per nulla il filosofo e precursore dell'imperismo e del metodo induttivo Roger Bacon (1210-1292), francescano, ha detto: « Poca scienza ci allontana da Dio, molta ci riconduce a Lui».
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Il grande
astronomo e matematico imperiale Giovanni Keplero
(1571-1630) era evangelico luterano. Egli esclamò: «Anima
mia loda il tuo Creatore! È per Lui e in Lui che tu
esisti!». Al suo trapasso ebbe l'assistenza di un pastore evangelico. Questi gli chiese in che cosa egli credesse per ottenere la futura beatitudine. Keplero rispose: "Esclusivamente nei meriti del nostro redentore Gesù Cristo" (Uomini di scienza di fronte a Dio, DLC, pag. 117) |
Blaise Pascal, l'inventore della prima
macchina per il calcolo automatico, divenne orfano di madre a tre
anni. Aveva una salute fragile. Fu educato austeramente da un
padre esigente. Era superdotato in matematica. Era già uno
scienziato e un inventore geniale prima dei trent'anni. Pascal
soffrì quasi ogni giorno e morì a 39 anni di un tumore al
cervello.
Si penserà indubbiamente che una vita così intensa, ma così
breve, debba essere stata triste e infelice. Ma non fu così.
I suoi ultimi dieci anni furono caratterizzati da una ricerca più
elevata di quella delle verità scientifiche: Pascal meditava
ormai unicamente sul Dio di santità e di misericordia che ha
mandato dal cielo un Mediatore (il "Riparatore" come
lui lo chiamava) per salvare gli uomini. Alla sua morte, nel 1662,
i suoi parenti trovano, nella fodera del suo gilet, un foglietto
scarabocchiato otto anni prima, dove si può leggere il segreto
della sua vita di pace. Ecco alcuni frasi di questo foglio:
"Dio d'Abramo, Dio di Isacco, Dio di Giacobbe, non
dei filosofi e degli scienziati". "Certezza, gioia,
certezza ... gioia, gioia, gioia, pianti di gioia ...".
"Dio di Gesù Cristo". "Questa e la
vita eterna: che conoscano te, il solo vero Dio, e colui che tu
hai mandato, Gesù Cristo..." (Gv 17:3).
"Abbandono del mondo e di tutto, tranne che di Dio...
Lo si trova solamente nelle vie insegnate nell'Evangelo"
(Gv 14:6; Ga 1:6-9,12).
"Eternamente nella gioia per un giorno di sofferenza
sulla terra...".
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Robert Boyle, nato in Irlanda, orfano di madre dall'età di tre anni, scopritore della legge di Boyle e Mariotte, relativa alla pressione dei gas, che è inversamente proporzionale al loro volume (Uomini di scienza di fronte a Dio, DLC, pag. 87). Circa un quarto delle sue opere verte su argomenti teologici (ibid. pag.98). Ha studiato il greco, l'ebraico e l'aramaico per poter leggere la Bibbia nella lingua sua. Boyle raccomanda di leggere la Bibbia ogni giorno e con regolarità. La lettura di essa dovrebbe diventare un'abitudine permanente, anche se non percepiamo ogni volta di averne ricevuto una benedizione (ibid. pag. 105). |
"Non ci si può mai preparare abbastanza alla morte.
Altre azioni possono essere ripetute, si possono ritentare se non
riescono la prima volta. Non è così con la morte: essa avviene
una volta sola e non c'è alcuna possibilità di ripeterla perché
riesca meglio" (ibid. pag. 107).
Dal suo testamento: "Prima di ogni altra cosa,
affido la mia anima all'onnipotente Iddio, mio Creatore, con la
piena fiducia che tutti i miei oeccati sono stati perdonati per i
meriti e la mediazione del mio unico Salvatore Gesù Cristo;
..." (ibid. pag 109).
Isaac Newton (1642-1727), matematico, fisico, astronomo e filosofo inglese è divenuto celebre per la legge della gravitazione universale. Egli soffrì di un grande indebolimento della memoria negli ultimi anni della sua vita. Egli sopportò con pazienza questa prova e un giorno disse: «Che io possa almeno conservare il ricordo di queste due cose: che sono un grande peccatore e che Gesù è, un grandissimo Salvatore!».
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Carlo
Linneo (1707-78), l'eccelso botanico svedese,
parlando di Dio disse: "Quando ho scrutato
le Sue opere, L'ho visto dinanzi a me e sono rimasto
confuso d'ammirazione". Tu dici: questa è la mia fattoria, io posso fare questo e tralsciare quest'altro. Ma io ti dico: di tuo non hai nulla, è Dio che ti ha dato ogni cosa in prestito" (Uomini di scienza di fronte a Dio, DLC, pag. 73) |
Linneo aveva un collega da cui si sentiva ingannato. Egli concepì persino il pensiero di ucciderlo. Riandando a quel periodo della sua vita, egli scrive: "Mi trovavo in una situazione molto infelice, avendo in me il pensiero della vendetta; ma poi riuscì a cambiare idea e misi tutto nelle mani di Dio. Dopo di che mi sentii felice" (Uomini di scienza di fronte a Dio, DLC, pag. 77). Lui ha visto Dio come un giusto rivendicatore ma purtroppo sembra che non abbia realizzato la salvezza che Dio ci offre in Cristo.
Linneo riporta una storiella raccontata dai rabbini ebrei, con
cui si vuol provare che solamente Dio conosce bene i legami fra
colpa e pena, mentre agli uomini è dato di conoscerli solo in
parte. Dio rimprovera a Mosè: "Voi giudicate sulla base di
quello che avete visto e sperimentato, io invece sulla base della
mia onniscienza." Ed ecco la storia (inventata) che fa da
illustrazione: "Mosè vide un giorno quanto segue:
1. Un rozzo soldato, che cavalcava un focoso cavallo, balza giù
dalla cavalcatura in prossimità di una fonte, beve, rimonta
velocemente a cavallo, senza accorgersi che gli è caduta a terra
la borsa.
2. Passa di là un ragazzo cencioso, accaldato, e si ferma per
bere. Vede la borsa, la raccoglie e se ne va tutto contento.
3. Arriva un vecchio, stanco e assetato, beve e poi si riposa
accanto alla fonte.
In tutta fretta, ritorna il soldato e pretende che il vecchio gli ridia la borsa coi soldi, altrimenti gli conficcherà la spada nel petto. Il vecchio nega di averla vista, giura di non saperne nulla, mostra tutto ciò che ha con sé, ma il soldato l'uccide senza pietà. Visto ciò, Mosè esclama: "Giustissimo Iddio! Questo furfante soldato può uccidere impunemente un vegliardo?" Dio risponde: "Così giudichi tu, ma devi sapere che sono stato io a comandarglielo. Il vecchio, otto anni fa, uccise nel bosco il padre del ragazzo allo scopo di derubarlo. Il figlio orfano ha dovuto andare di casa in casa a mendicare il pane. A lui ho voluto dare il danaro del soldato, guadagnato ingiustamente, e poi mi sono servito del soldato per punire l'assasinio compito dal vecchio. Il soldato, da parte sua, ha già compiuto molti misfatti ed un giorno li espierà" (Uomini di scienza di fronte a Dio, DLC, pag. 79/80).
André Marie Ampere (1775-1836), fisico francese, il padre della telegrafia e dell'elettrodinamica l'esclamò un giorno: «Quanto Dio è grande! Quanto Dio è grande!».
E Augustin Luis Cauchy (1789-1857), il «re dei matematici»disse: "Sono cristiano. Ciò significa che credo alla divinità di Gesù Cristo come tutti i grandi astronomi o fisici e i grandi geometri dei secoli passati. Le mie convinzioni sono il risultato non di pregiudizi ma di un esame approfondito".
Faraday, lo scopritore delle leggi del
magnetismo, soleva dire:
«Se pensate con sufficiente forza sarete
costretti dalla scienza a credere in Dio».
Michele Faraday nacque nel 1791 e fu chiamato "il padre
dell'elettricità" . Figlio di un piccolo fabbro di Londra,
riuscì a compiere studi scientifici grazie alla sua
straordinaria perseveranza, assecondata da una grande
intelligenza. Si distinse soprattutto nel campo
dell'elettromagnetismo e apri la via alla produzione dell'energia
elettrica.
Faraday conosceva il Signore Gesù come suo Salvatore e non
perdeva occasione di rendergli testimonianza. La Parola di Dio
era il suo grande riferimento. Egli diceva: "Il
piano della salvezza è tanto semplice che ognuno lo può
comprendere. L'amore che noi abbiamo per il Signore è la
risposta a quello che lui ha manifestato verso di noi sulla croce".
Un suo biografo ha detto di lui: "Tutto ciò che si
proponeva di fare aveva sempre come base la rivelazione della
volontà di Dio nella sua Parola scritta". Giunto all'apice
della sua fama mondiale, questo scienziato non cessò di
predicare l'evangelo; l'ultima volta che lo fece in pubblico fu
in Scozia, e in quell'occasione si disse di lui che "il suo
viso era raggiante come quello di un angelo".
Questo grande scienziato terminò la sua vita nel 1867. Aveva
l'abitudine di dire che, di tutte le scoperte da lui fatte,
nessuna era più grande di quella dell'Evangelo. Egli diceva: "L'elettricità
è utile soltanto per questa vita, ma la salvezza di Dio mantiene
il suo valore per l'eternità".
Sir John Frederick William Herschel (1792-1871),
il celebre astronomo diceva:
« Non è vero che la scienza conduca, chi la pratica, a
dubitare dell'immortalità dell'anima e a respingere la
Rivelazione».
Victor Hugo (1802-1885), poeta e politico
francese, ha detto:
«Non c'è che un libro che contenga tutta la saggezza
umana illuminata da tutta la saggezza divina, un libro che la
venerazione del popolo chiama il Libro, la Bibbia».
Abramo Lincoln (1809-1865), il liberatore
degli schiavi, disse:
"Ho compreso ormai da molto che è molto più
facile credere che la Bibbia è quello che pretende di essere,
che negarlo. Questo libro di Dio è il migliore dono che Egli
abbia fatto all'uomo".
Sir James Simpson (1811-1870), lo scopritore del cloroformio , non si vergognò di dire: «La mia più grande scoperta è stata quella delle mie condizioni di peccato di fronte a Dio e quella di Gesù Cristo mio personale Salvatore ».
Alessandro Ribot (1842 - 1923), Politico
francese, esponente della sinistra moderata, deputato dal 1878 e
senatore dal 1909, Ministro degli esteri (1890-93), delle finanze
(1914-17), più volte presidente del consiglio (1892-93, 1895,
1917) diceva:
«Se fossi costretto a scegliere tre libri come viatico,
sceglierei per primo la Bibbia».
Sir William Kelvin, fisico di gran fama, presiedeva sovente delle riunioni di studio biblico. Era per lui una gran gioia proclamare il messaggio di cui l'anima ha fame e sete.
Maedler, il celebre Direttore dell'osservatorio di Dorpat, diceva con convinzione: «Un vero astronomo non può essere ateo».
Enrico Fabre, il celebre entomologo francese (L'entomologia è la scienza che studia gli insetti), disse: "Non posso dire di credere in Dio, lo vedo".
Non si può vivere senza preoccuparsi della salvezza della propria anima e non si può ignorare questa salvezza senza pentirsene presto o tardi.
La vera scienza è sempre in armonia con la Bibbia. Se mai dovesse smentire qualche verità biblica basta aspettare ... dopo qualche tempo la scienza muterà parere, rinnegherà le vecchie teorie per dare posto alle nuove scoperte.
La scienza è in continua evoluzione. La Bibbia è immutata nei secoli. Prima o poi, la "vera" scienza soppianterà le argomentazioni della pseudoscienza.