Non ti fare scultura alcuna.” (Es.20:4)

Il mio desiderio più grande consiste nel raccontare a tutti la grande fedeltà del Signore verso quelli che lo cercano, così approfitto di questa opportunità che mi é stata data per parlarne anche a voi. Sono nata a Bari, sposata con un Sardo e vivo a Sassari. Ho risposto alla chiamata del Padre celeste nel 1985.

Ricordo che mia madre era sinceramente religiosa. Nonostante il daffare era sempre presente a tutte le cerimonie che la chiesa proponeva. Spesso mi portava con sé alle numerose processioni che all’epoca si facevano. Per me era una tortura seguire delle statue che venivano portate a spalla e sinceramente provavo anche tanta paura davanti a quei visi immobili e a quegli occhi spenti. Spesso mi trovavo a pregare Gesù perché mi evitasse questa inutile passeggiata col gesso a forma di uomo e chiedevo a Lui se ciò fosse giusto e quindi di farmelo capire in qualche modo.

Avevo tanti dubbi, ma purtroppo, nessuno che poteva aiutarmi a capire. Col passare del tempo il mio interesse sull’argomento divenne meno intenso. Mi capitava meno spesso di vedere qualche processione. Mi chiedevo comunque ancora che senso poteva avere la recita di preghiere davanti a statue mute. Ma purtroppo anche la mia domanda al mio Creatore rimaneva senza risposta.

E´ pur vero che i tempi del Signore non sono i nostri e che Dio porta sempre a termine l’opera che ha iniziato, infatti il mio desiderio di conoscere la verità era come un fuoco coperto dalla cenere, ma pur sempre vivo. Molti anni dopo mi sposai ed emigrammo dopo dieci mesi in Svizzera. Qualche tempo dopo, bussarono alla nostra casa delle persone che ci proposero di leggere con loro la Bibbia, erano estremamente gentili e soprattutto perseveranti. Alla fine convinsero mio marito ad accettare le loro visite.

Per quanto non mi sentissi preparata per affrontare una discussione con loro, il mio desiderio di conoscere era veramente grande, così alcune volte partecipai anch’io a quegl’incontri. Col passare del tempo mio marito si rese conto che queste persone, forse in buona fede, interpretavano la Parola di Dio in modo personale non commentando i versetti in modo continuativo ma tagliandoli secondo le necessità, perciò con gentilezza, ma con estrema fermezza chiese loro di non venire più.

Questo suo atteggiamento mi dispiacque, proprio perché cominciavo ad interessarmi a quella straordinaria Parola scritta. Per un certo periodo frequentai la loro sala di riunioni, ma purtroppo o fortunatamente, l’uomo che avevo sposato vedendo il mio strano cambiamento, mi chiese di desistere e, visto che tergiversavo, mi pose davanti ad una scelta: o lui o quelle persone. Questo suo modo di fare provocò tra noi ripetute discussioni e dopo un’accesa lite, mi venne spontaneo chiedermi se veramente il Signore voleva questo atteggiamento da parte mia e se Dio approvava questi litigi fra sposi fatti nel Suo nome.

La certezza che Egli può vedere nel mio cuore, mi suggerì di attendere, certamente il Creatore di tutte le cose avrebbe trovato una soluzione anche ai miei problemi; il mio desiderio di conoscerLo era sincero e così pure di sapere che programma avesse Egli per la mia vita. Dopo qualche tempo ci trasferimmo a Sassari, trovando in quella città una soluzione definitiva ai nostri spostamenti, sia per quanto riguarda il lavoro che per la casa. Non si era più toccato il discorso sulla fede, ma dentro di me il desiderio di conoscere Dio cresceva sempre più fino a star male. Non mi mancava nulla, eppure ero priva di ciò che più conta. Avevo una fame un desiderio intenso di Dio.

Quante notti trascorsi a pensare cosa fare!?

 

Alla fine chiesi a mio marito di frequentare le riunioni di quella setta conosciuta in Svizzera. Visto il mio malessere mi permise di andarci, per vietarmelo non appena si rese conto che la situazione stava di nuovo degenerando; certo io non capivo gli errori che mi venivano impartiti per verità e mio marito non poteva dirmi dove trovarla. Così l’unica alternativa per me era di stare dove almeno si parlava di Dio.

 

Davanti alla mia decisione di non lasciar perdere, mio marito si chiuse in un mutismo assoluto. Si comportava come se non ci fossi a casa e se gli parlavo non mi rispondeva. Era una situazione tragica, mi trovavo fuori dalla mia città, non abbiamo figli e mio marito rappresenta per me una vasta gamma di affetti. Vedermi respinta mi procurava un intenso dolore, era pur vero che questa volta se costretta a scegliere tra mio marito e il Signore non avrei avuto più esitazioni, sentivo bene nella mia mente la frase di Gesù che dice: <<Chi ama padre o madre più di me non é degno di me>>, desideravo che il Signore sapesse che Lui contava per me più di tutti.

 

Intanto arrivò il periodo che precede il Natale. Mio marito decise di trascorrerlo con i suoi parenti nel suo paese d’origine, informandomi che mi avrebbe portata con sé solo a condizione che lasciassi quella denominazione religiosa. Al mio rifiuto partì lasciandomi sola. Non posso descrivere ciò che provai, il dolore, la tristezza, la solitudine mi avvolsero come un manto stringendomi il cuore.

 

Attesi per un po' sperando che fosse un brutto scherzo, poi m’inginocchiai e gridai al Signore tutto il mio dolore e la disperazione dovuta solamente al fatto che desideravo conoscerLo nel modo giusto per servirLo ed ubbidirGli secondo verità. Gli dissi:<<Tu vedi cosa succede e conosci ogni cosa, aiutami a fare ciò che per Te va bene.>>

 

Dopo questa preghiera sentii una serenità mai provata prima e la consapevolezza che non ero sola. Il Signore era con me. Scoprii per la prima volta il vero significato del Natale, quel giorno Gesù era nato per me e in  me. Mi disposi a trascorrere quel giorno e i seguenti come Egli avrebbe voluto.

 

Il giorno seguente le mie cognate mi telefonarono da Fonni, dove si trovava mio marito, invitandomi a raggiungerli con l’altro loro fratello che non era ancora partito. Decisi di andare, benché sapessi che non avrei trovato un ambiente accogliente. Già in auto mio cognato me ne disse di tutti i colori e a lui si unirono le mie cognate una volta arrivata. Non c’era proprio nessuno a difendermi, ma io ero serena sapendo di non essere più sola.

 

Quello stesso giorno a pranzo, tra gli invitati conobbi una giovane donna: Caterina, che con dolcezza mi parlò della sua fede in Cristo e nella Sua opera compiuta per la salvezza di ogni uomo. Mi resi per la prima volta conto che le persone che frequentavo prima non consideravano Gesù come Dio, svalutando così il Suo sacrificio. Mi parlò dei suoi fratelli in Cristo e in seguito me li fece conoscere. Poco per volta iniziai a frequentare le riunioni e per mezzo degli studi biblici presi a capire tante cose, aiutata dal Signore, che mi dava intendimento per comprendere la Sua Parola.

 

E´ bello sentire la Verità penetrarti nel cuore e sapere che é proprio così, non perché si é colti (io per vari motivi ho frequentato solo le elementari), ma solo perché Dio ci fa capire ogni cosa. Mi é veramente chiaro che Gesù é la via, la verità e la vita ... l’unica via per giungere al Padre.

 

Ciò che più mi colpì di questa comunità ”EVANGELICA” è stato il fatto che, aiutati dal Signore mettono in pratica ciò che predicano. Così dopo qualche tempo accettai di far parte, non di un gruppo di persone, per quanto simpatiche, ma della chiesa di Cristo che loro rappresentano. Dal giorno che ho deciso di seguire ciò che Gesù ci insegna nella Sua Parola, ho conosciuto la vera pace, inoltre anche i rapporti con mio marito sono buoni. Egli infatti riconosce che gli insegnamenti impartiti in quella comunità sono conformi alla Parola di Dio, e gli studi biblici sono fatti per lo più analizzando interi libri della Bibbia e non estrapolando alcuni versetti dal contesto o addirittura spezzandoli a nostro piacimento.

 

La  vita Cristiana é come un  viaggio ed è bello percorrere questa via tortuosa con Gesù che mi tiene per mano. La nostra esistenza è costellata di difficoltà, ma sono consapevole che il Signore le permette per insegnarmi ad affidare ogni cosa a Lui.

Tutte le ansie che un tempo avevo, la paura della morte, le inquietudini giornaliere che mi facevano piangere così spesso erano dovute al vuoto interiore che Gesù con la Sua presenza ha colmato. E´ veramente un’esperienza molto bella vivere giorno per giorno guidati da chi ci ama ed io vorrei poter ringraziare il mio Salvatore nel modo migliore e glorificarlo come merita, ma tutte le nostre parole sono deboli espressioni verbali, rispetto a una così grande grazia, io riesco solo a dirgli:<< Grazie Gesù.>>.

Emanuella