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Mi chiamo Paola, per me arrivare a conoscere il Signore non é stato molto difficile, dal momento che, fin da quando sono nata, i miei genitori, che leggevano già la Bibbia, m’insegnarono a fare altrettanto e non solo, fin da quando iniziai a parlare, fecero in modo che Lo ringraziassi per ogni cosa e che mi rivolgessi a Lui per farGli conoscere sia i miei problemi, che i miei desideri.

     Sempre in tenera età iniziai a frequentare la così detta “SCUOLA DOMENICALE”, un incontro per bambini, dove ci venivano raccontate storie bibliche ed anche canti e giochi che avevano lo stesso scopo: farci memorizzare la Parola di Dio.

     Benché avessi memorizzato numerose informazioni su Dio Padre e Suo Figlio e lo Spirito Santo, pure questo bagaglio di conoscenze, non mi garantiva la certezza di essere una figlia di Dio, anzi in quel periodo non ero una cristiana, infatti, per esserlo è necessario un impegno cosciente, quindi non solo sapere la Verità, ma avere il desiderio di voler seguire gli insegnamenti di Cristo con il Suo aiuto e la Sua guida.

     Persino l’essere nata in una famiglia di cristiani non mi dava il diritto di avere lo stesso titolo, infatti questo non è ereditario, ma lo si diventa per una scelta personale... e il momento di seguire Gesù arrivò anche per me...

     Avevo circa sette anni. L’insegnante della scuola domenicale mi raccontò una storia molto curiosa. Esisteva in un paese un bambino veramente tanto triste di nome CHIUNQUE. Egli era infelice perché non si sentiva amato. Un giorno gli fu letto il versetto che si trova bel Vangelo di Giovanni al capitolo 3 versetto16 "DIO HA TANTO AMATO IL MONDO CHE HA DATO IL SUO UNIGENITO FIGLIO AFFINCHE’ CHIUNQUE CREDE IN LUI NON PERISCA MA ABBIA VITA ETER-NA”.  Egli credette al grande bene che il Padre celeste aveva per lui e così non si sentì più solo. In ogni circostanza era certo di non essere mai  abbandonato.

     L’insegnante mi suggerì di provare a rendere personale quel Chiunque, dovevo provare a sostituire quel pronome col mio nome.

      Il versetto ora appariva diverso, potevo leggere così: <<Dio ha tanto amato PAOLA che ha dato il Suo Unigenito Figlio affinché PAOLA  creda in Lui e non perisca, ma abbia vita eterna”.

      Mi resi conto così che l’amore di Dio non era rivolto solo a tutti in generale ma proprio a me , come ad ogni singola persona. Allo stesso modo Gesù non era morto solo per tutti i peccatori, ma anche per me personalmente. Infatti anch’io ero una peccatrice come ogni essere umano sulla terra.

     Quel giorno nella mia preghiera chiesi al Signore perdono per i miei peccati e gli dissi che accettavo di cuore che Egli fosse il mio personale Salvatore e come Signore della mia vita mi guidasse in ogni circostanza. Gli feci saper che il mio più grande desiderio era ed é vivere per Lui.

     Come puoi facilmente immaginare, da quel giorno, le cose sono cambiate parecchio; ho attraversato periodi molto duri, in cui dovetti combattere per essere coerente con la scelta di essere cristiana e il desiderio di agire come tutti i miei coetanei.

     Non é stato semplice, ma la mia scelta di bambina era sincera e il Signore che rimane fedele anche quando noi non lo siamo, ne ha tenuto conto e mi é stato accanto in ogni tempo, nonostante io non sia stata sempre obbediente.

     Io desidero la stessa cosa per quanti non lo conoscono, che il Signore ti apra gli occhi e il cuore per sperimentare quanto grande è il Suo Amore.

     Si può leggere nel Salmo 145:9 “EGLI E’ BUONO VERSO TUTTI”, anche verso chi lo ripaga  con l’indifferenza e l’ingratitudine. E' comunque certo che dovrà rispondere un giorno di aver rifiutato questo dono così grande.

                                                                  Paola Chessa